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11 settembre, le commemorazioni a 17 anni dagli attentati

A 17 anni dagli attentati, riapre la metro al World Trade Center. Trump e la First Lady in Pennsylvania, dove è stato inaugurato il monumento agli "eroi di Shankville"

11 settembre

Eleonora Lorusso

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Gli Stati Uniti tornano a fermarsi per qualche istante, per ricordare la data che ha cambiato la loro storia e quella del mondo intero, che dall'11 settembre 2001 ha imparato suo malgrado a conoscere il terrorismo e un nuovo tipo di terrorismo di matrice islamica.

Lo ha fatto con le consuete commemorazioni a Ground Zero, lì dove 17 anni fa venivano abbattute le Torri Gemelle e dove oggi invece ha riaperto la stazione della metro che era andata completamente distrutta nell'attentato al World Trade Center. Si tratta dell'ultimo atto di ricostruzione del sito, che era iniziato con la realizzazione del Memorial 9/11 alle vittime degli attacchi nel cuore di Manhattan. Di quasi 3.000 persone che persero la vita in quel tragico giorno, solo il 60% ha un nome. Per le altre, però, si continua a lavorare per risalire all'identità.

Intanto, mentre New York rimane la città-simbolo degli attentati, il Presidente Usa, Donald Trump, insieme alla moglie Melania, ha scelto quest'anno la Pennsylvania, per ricordare i cosiddetti "eroi di Shankville" dal nome della località dove si schiantò il quarto aereo dirottato e dove oggi è stato inaugurato un monumento commemorativo.

Il ricordo

Il luogo simbolo per le celebrazioni in ricordo delle vittime degli attentati rimane New York, con centinaia di persone (tra sopravvissuti e parenti delle vittime), radunati a Ground Zero dove, come di consueto, avviene la lettura dei nomi delle 2983 vittime delle Torri Gemelle, seguita dal suggestivo Tribute in Light.

A Washington, invece, dove si abbatté il secondo velivolo, il Pentagono ha organizzato una cerimonia speciale per i militari che persero la vita quel giorno in circostanze altrettanto drammatiche, presso il Pentagon Memorial, adiacente alla sede centrale delle forze armate americane ad Arlington in Virginia.

Donald Trump e la moglie Melania, invece, hanno scelto il memoriale di Shankville, dopo che lo scorso anno erano stati proprio al Pentagono. Lì si schiantò l'ultimo dei quattro aerei dirottati complessivamente da una ventina di attentatori. Era il volo United Airlines 93, l'unico a non aver raggiunto l'obiettivo (rimasto sconosciuto, anche se si è ipotizzato il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, da cui dista circa 240 km), grazie all'eroismo dei passeggeri a bordo.

Al Flight 93 National Memorial, oggi sorge la Tower of Voices, una stele inaugurata proprio in questa occasione, alta 30 metri con 40 campane tubolari, che al passaggio del vento riproducono suoni, chiamati proprio voices: rappresentano simbolicamente le voci delle vittime.

Riapre la metro a Ground Zero

L'altra novità di questo anniversario è la riapertura della stazione della metropolitana del World Trade Center, a 17 anni dalla sua distruzione. Al crollo delle Twin Towers la stazione di Cortlandt Street venne infatti travolta e sepolta da tonnellate di macerie. Oggi, in una rinascita simbolica, riapre i battenti: il primo treno, che ha iniziato a circolare sabato 8 settembre, è stato salutato al suo passaggio da centinaia di persone.

"E' più di una nuova stazione della metropolitana, è il simbolo della determinazione dei newyorkesi nel ripristinare e migliorare l'intero sito del World Trade Center" ha spiegato il presidente della Metropolitan Transportation Authority, Joseph Lhota.

Costata 181,8 milioni di dollari, è stata realizzata in 3 anni: alle pareti si trova un mosaico in marmo bianco, nel quale si può leggere il testo della Dichiarazione di Indipendenza e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell'Onu. A idearlo è stata l'artista Ann Hamilton.

L'omaggio ai pompieri eroi

Un altra opera simbolica è poi quella realizzata in onore dei pompieri, i veri "eroi" delle Torri Gemelle. In loro ricordo è stato realizzato un enorme murale sulla facciata di un palazzo a Midtown est, a New York, opera dell'artista brasiliano Eduardo Kobra, che si è ispirato a uno scatto del fotografo del New York Post, Matthew McDermott.

Vi campeggia un vigile del fuoco, che si appoggia a una pala e ha a suoi piedi una bandiera americana. Mostra tutta la sua disperazione e prostrazione, a ricordo delle lunghissime e difficilissime ore di lavoro per i pompieri, molti dei quali persero la vita nel tentativo di salvare coloro che erano rimasti nelle Torri Gemelle e chi fuggiva da fuoco, fiamme, polvere e macerie.

Ancora vittime da identificare

A 17 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, però, la ferita è ancora aperta. Non tutte le quasi 3.000 vittime hanno ancora un nome. Un team di esperti, però, non si dà pace e lavora utilizzando le più sofisticate tecniche di estrazione del Dna. Solo così si potrà dare un nome e un cognome al 60% di coloro che persero la vita quel giorno.

A lavorarci è il Medical Examiner Office di New York, che negli ultimi 5 anni ha identificato altrettante vittime, grazie all'analisi del materiale genetico prelevato sui luoghi del crollo, con una tecnica chiamata World Trade Center Protocol. L'ultimo riconoscimento in termini di tempo è stato quello di Scott Michael Johnson, lo scorso luglio. Aveva 26 anni e lavorava all'89esimo piano della South Tower.

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