Le stragi di massa sono una vera e propria piaga dell'America, profondamente legata all'enorme diffusione di armi da fuoco: una ogni tre famiglie. Non a caso gli americani - in un Paese dove il diritto ad avere un'arma è sancito dalla Costituzione - rappresentano quasi la metà dei possessori di armi nel mondo.

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I numeri sono impressionanti. Le armi in circolazione sono dai 270 ai 310 milioni (il doppio rispetto al 1968), detenute legalmente o illegalmente. E fanno un mare di vittime. Nel 2013, secondo le ultime statistiche, ammontano a oltre 33 mila. Ma negli ultimi anni il trend è stato in aumento.

La frequenza

Per quel che riguarda la casistica degli omicidi di massa (più di due vittime), gli ultimi dati ufficiali dicono che dal 1982 al maggio del 2014 negli Usa se ne sono verificati almeno 61 in ben 30 Stati diversi. Secondo un calcolo più recente condotto dalla School of Public Health dell'università di Harvard e dalla Northeastern University si verifica in media una strage ogni 64 giorni, mentre fino ai primi anni 2000 la media era di una strage ogni 200 giorni.

Le vittime

Oltre ad accadere con maggiore frequenza, le stragi di massa fanno sempre più vittime: fra il 2003 e il 2013 - secondo i dati ufficiali - hanno perso la vita in stragi di massa 285 persone. Un numero che rende ancora più impressionante il bilancio di almeno 50 morti del locale gay di Orlando. E secondo Mass Shooting Tracker, fra il primo gennaio 2014 e il 26 maggio 2015 si sono verificate altre 43 sparatorie in cui sono morte 195 persone. Si tratta di numeri tragici, che impallidiscono tuttavia rispetto alla somma delle persone uccise in attacchi che hanno causato solo una o due vittime e che sono in gran parte sfuggiti all'opinione pubblica. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention, sono circa 11mila le persone uccise in omicidi con colpi di armi da fuoco negli Stati Uniti nel solo 2013. I killer delle stragi di massa sono per il 97-98% uomini, di cui solo il 22% ha problemi mentali seri.(ANSA).

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