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Cronaca

Vacanze pasquali in quarantena

Consigli per studiare da casa: 25. Ombre di normalità

Pillole quotidiane per aiutare studenti (e famiglie) a organizzare lo studio in tempi di Covid-19, che nel mondo ha confinato in casa oltre un miliardo di ragazzi. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Ogni mattina alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per alunni di tutte le età.

Le scuole sono chiuse da più di sei settimane. Generalmente siamo a casa quasi tutti da più di un mese e al lavoro in modalità imposte dall'emergenza. Proprio pensando all'istruzione, fulcro del nostro interesse in queste righe, riteniamo che sia ora di fermare la didattica a distanza. È tempo di fermarsi, perché arriva il periodo delle previste vacanze pasquali.

Moltissime scuole hanno tenuto alti i ritmi, inventandosi dal sabato, in cui tutto sembrava andare come sempre, al lunedì di 48 ore dopo, quello del lockdown, un nuovo modo di interagire con studenti e famiglie, ma anche tra docenti. È stato ed è il piccolo grande contributo dell'istituzione scolastica in un momento così critico per l'Italia e per ogni singola famiglia. Sono state settimane di mezze giornate – per alcuni anche intere giornate - davanti agli schermi, dopo che docenti e alunni hanno imparato a caricare contenuti, scaricare file e rispondere in un tempo preciso a domande aperte e chiuse. Tutto nuovo, tutto pian piano entrato nel vissuto di tutti. Non solo, ci sono state ore e ore di diretta su piattaforme diverse, confrontate, ottimizzate, discusse, cambiate.

Ora è tempo di riposare, perché se come scrive Francesco De Gregori «anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare», allora anche in tempi di coronavirus ci si deve fermare. Diamo spazio a qualche giorno di vacanza, diversa da mille altre vacanze, senza uscite, senza – per chi crede – la sentita liturgia pasquale, senza pranzo fuori porta a pasquetta.

Però vacanze siano, dagli schemi dagli schermi, dagli esercizi e dalle scrivanie. Senza le lezioni quotidiane ci sarà un impegno in meno, certo, per cui anche una distrazione in meno, ma di conseguenza ci saranno meno tensioni, più tempo libero da organizzare, o per riposarsi. Anche in un tempo sospeso e incerto come quello che stiamo vivendo, ci sono ancora i lunedì e le domeniche, i giorni feriali e quelli festivi. È un'ombra di normalità di cui non possiamo fare a meno, di cui dobbiamo riappropriarci.

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