Cronaca

Maturità 2019: come cambia l'esame di Stato

Dal prossimo giugno sarà completamente operativa la riforma scolastica avviata nel 2017

maturità

Barbara Massaro

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Maturità 2019: cambia tutto.

Vanno, infatti, in pensione le vecchie regole che erano in vigore dal 1997 quando la riforma Berlinguer introdusse la formula dell'esame di Stato così come la conosciamo ora con la terza prova, la tesina e la commissione mista. 

Al loro posto arrivano le nuove norme volute dall'ex Ministro Valeria Fedeli e approvate (con una serie di adeguamenti) dall'attuale titolare del Miur Marco Bussetti.

Il via libera alla nuova formula dell'esame di Stato è arrivato il 14 gennaio 2017, ma solo l'anno scolastico 2018-2019 vedrà la prima applicazione delle novità.

Tutte le novità

La prima e più lampante differenza rispetto alla riforma Berlinguer è che il famigerato Quizzone, ovvero la terza prova, andrà in pensione.

Le prove scritte saranno solo due, ovvero quella di italiano e l'esame a indirizzo. Invece dei 15 punti per ciascun scritto (da valutare sulla media dei tre) ora il punteggio massimo sarà di 20 punti ciascuna più 20 per l'orale. 

La terza prova, in qualche maniera, viene sostituita da un Test Invalsi che, però, non verrà valutato in sede d'esame, ma verrà svolto nel corso del terzo trimestre e sarà determinante per l'ammissione o meno all'esame di Stato anche se con farà media con le altre prove. 

L'alternanza scuola-lavoro

Per essere ammessi alla maturità non servirà avere il 6 in tutte le materie, ma sarà sufficiente che la media (inclusa del voto di condotta) arrivi alla sufficienza

La valutazione della commissione (che resterà mista con tre membri interni e tre esterni più un presidente di commissione esterno) prenderà in considerazione, nelle valutazioni finali, l'ultimo triennio e sarà determinante, nel voto finale, la relazione circa il percorso d'integrazione scuola-lavoro che andrà assumendo un ruolo centrale per determinare il livello di "maturità" del candidato. 

Per quanto riguarda il colloquio orale - così dice la direttiva emessa dal Miur - sarà funzionale ad "Accertare il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza scuola lavoro". 

Resteranno in vigore i famigerati "crediti scolastici" (anche questi introdotti dalla riforma Berlinguer), ma passeranno dai 25 attuali ai 40.

Lo svolgimento degli esami, inoltre, verrà anticipato visto che il primo scritto dovrebbe essere in calendario per il 19 giugno, circa 10 giorni prima del normale. La scuola, infatti, chiuderà una settimana prima (al massimo il 14 giugno a Bolzano) in maniera tale che entro la fine di giugno studenti e professori si possano godere il meritato riposo. 

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