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Rafa Nadal, il dramma nascosto dietro la leggenda: «Due perforazioni intestinali per gli antidolorifici»

Rafa Nadal, il dramma nascosto dietro la leggenda: «Due perforazioni intestinali per gli antidolorifici»

Netflix porta in streaming «Rafa», la docuserie su Rafa Nadal: dalle vittorie alle confessioni choc sugli antidolorifici

Non poteva che uscire durante il Roland Garros il documentario Netflix su Rafa Nadal, re del celebre torneo parigino e, più in generale, della terra rossa. La storia di uno dei più grandi atleti di tutti i tempi verrà raccontata in quattro episodi, dagli albori all’epilogo, tra le sfide leggendarie con i due maggiori rivali (Novak Djokovic e Roger Federer), i prestigiosi trofei e le sofferenze immani dovute agli infortuni.

La docuserie «Rafa» vedrà finalmente la luce su Netflix Italia il 29 maggio 2026, grazie al lavoro appassionato del regista e produttore esecutivo Zach Heinzerling, il quale si è dichiarato molto ottimista: «Con la storia di Rafa, il trionfo è scontato. Ciò che mi ha sorpreso è stata la sua disponibilità a rivelare l’incertezza e la vulnerabilità che si celano dietro quella grandezza».

La straordinaria carriera di Rafa Nadal

Ventidue Slam (con il record difficilmente battibile di 14 Roland Garros), a lungo numero uno del mondo e protagonista assoluto del tennis mondiale dal 2005 al 2022. Una carriera che parla da sola, ma che la serie ha voluto celebrare con questa sinossi ufficiale: il documentario «offre uno sguardo senza precedenti sulla vita di uno dei più grandi tennisti nella storia dello sport. I quattro episodi ripercorrono il suo percorso dall’infanzia alla stagione finale dell’ATP Tour nel 2024, con filmati inediti e un accesso esclusivo alla sua cerchia ristretta».

E non solo i risultati sportivi, poiché «Rafa va oltre i trofei e le vittorie per mettere in primo piano il lato umano della carriera del campione: l’impegno incessante, la pressione fisica ed emotiva e la continua battaglia contro i propri limiti. Con le testimonianze di giocatori come Roger Federer, Novak Djokovic e John McEnroe, oltre a quelle dei familiari e della sua squadra, traccia un ritratto unico dell’eredità del campione spagnolo dentro e fuori dal campo».

L’impressionante malformazione del piede dello spagnolo

Di questo lato umano, della sofferenza dovuta ai numerosi infortuni, diverse notizie hanno fatto capolino dal web, sottolineando in modo particolare l’impressionante condizione del piede di Nadal, colpito dalla sindrome di Muller-Weiss, una rara patologia scheletrica degenerativa del tarso, caratterizzata dalla morte delle cellule ossee per mancanza di afflusso sanguigno e dal collasso dell’osso navicolare del piede. Nonostante questa malformazione dolorosa e limitante nei movimenti, da cui è sempre stato affetto, Rafa ha fatto della longevità (e della capacità di recupero dai gravi infortuni) uno dei maggiori punti di forza nell’essere considerato uno dei più grandi tennisti della storia. Ciò che ha maggiormente scioccato sui social media è il fatto che, proprio nella docuserie, lo spagnolo mostri per la volta l’immagine del piede deformato.

La sofferenza di Nadal attraverso il documentario

Secondo quanto emerso finora dagli estratti della serie, riportati da Eurosport, Nadal si è sostanzialmente confessato, raccontando diversi dettagli inediti su se stesso, sulla sua carriera e sui momenti più difficili. Queste alcune delle frasi sconcertanti emerse negli ultimi giorni:

«Soffocavo la mia stessa saliva, ho dovuto per forza rivolgermi a uno psichiatra».

«Nel 2015 ho attraversato un periodo molto duro. Non riuscivo più a controllare ciò che avevo sempre gestito».

«Ho convissuto con il dolore ogni giorno. Discutevo spesso con il mio fisioterapista. Lui non voleva che abusassi degli antinfiammatori, mentre io sentivo di non avere alternativa».

«A un certo punto iniziai a gestirmi da solo: decidevo io quando prenderli e quanti. Sapevo benissimo che stavo facendo qualcosa di dannoso per il mio corpo, ma nella mia testa l’alternativa era semplice: o così, oppure smettere di giocare a tennis».

«Ho avuto persino due perforazioni intestinali a causa di tutti gli antinfiammatori che ho preso. Però senza quelle scelte la mia carriera sarebbe stata completamente diversa».

E invece, la carriera di Nadal è stata unica proprio per la capacità di riprendersi da infortuni che sembravano definitivi, inesorabili. Tanto che, fin da quando il suo talento era esploso, a 18 anni, gli prospettavano una «vita sportiva» breve ma gloriosa. No, oltre alla gloria, Rafa è stato capace di aggiungere la longevità. Speriamo che il documentario renda merito alla leggenda.

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