Cronaca

Hotel di Rigopiano: cosa è successo secondo le indagini

Un anno fa la tragedia del resort sommerso da una valanga in Abruzzo: morirono in 29, 23 le persone ancora indagate

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Matteo Politanò

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Un anno fa, il 18 gennaio del 2017, 29 persone morirono nella tragedia dell’hotel Rigopiano, il resort abruzzese travolto e distrutto da una valanga. Quel giorno, a causa dei ritardi nei soccorsi e del mancato rispetto delle norme di sicurezza, morirono 29 persone. Solo 11 furono i sopravvissuti, tra cui quattro bambini.

La tragedia

Il 18 gennaio 2017 gli ospiti del resort Rigopiano si radunano nella hall dell'hotel dopo aver avvertito una scossa sismica. La valanga che ne consegue travolge l'albergo che rimane isolato. Le prime telefonate per richiedere soccorso arrivano intorno alle 17,30 ma nessuno interviene perché la gravità della situazione viene sottovalutata. L'unica via d'uscita è impercorribile per l'ingombro della neve ma le turbine che dovrebbero intervenire non arriveranno mai: una era troppo distante, l'altra in attesa di manutenzione. Gli ospiti dell'hotel restano così bloccati sotto la neve e condannati al loro destino. Dopo ore vengono estratti solo 11 sopravvissuti, il conteggio dei cadaveri arriva a 29. Già nelle prime ore di soccorsi arrivano le denunce: "Non hanno ascoltato le nostre richieste di aiuto".

 

23 ancora indagati

Dopo il dramma è stata aperta un'inchiesta per punire gli eventuali responsabili di inadempienze e omissioni di socorso. Tra gli indagati della Procura di Pescara ci sono anche il prefetto Francesco Provolo, da pochi giorni trasferito a Roma, al quale è contestato il ritardo nell’apertura del centro di coordinamento per i soccorsi. Insieme a lui l’allora capo di Gabinetto della Prefettura di Pescara, Leonardo Bianco, la funzionaria Ida De Cesaris, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il dirigente Paolo D’Incecco per presunte inadempienze nella manutenzione e pulizia delle strade di accesso al resort. Indagato anche sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, che secondo l'accusa avrebbe dotuto indicare l'hotel di Rigopiano come sito esposto a forte pericolo di valanghe e ordinarne l'evacuazione.

Le accuse

Le ipotesi di reato per gli indagati sono molteplici: dalla responsabilità di non avere adottato il nuovo piano regolatore generale comunale, permettendo la costruzione dell'hotel, ai ritardi che hanno trasformato l'incidente in tragedia. Tra gli indagati c'è anche chi è accusato di "omicidio colposo e lesioni colpose" per non aver redatto la Carta sul rischio valanghe, disposizione prevista da una legge del 1992 che avrebbe portato alla chiusura dell'hotel non a norma. Nel mirino degli inquirenti anche chi ha costruito il resort, indagati di abuso e falso ideologico per aver truccato l’autorizzazione ai lavori senza considerare il vincolo idrogeologico dell’area.

A novembre 2017 sono stati emessi gli avvisi di garanzia ma gli avvocati delle vittime temono l'allungarsi dei tempi: «Massimo rispetto per il tempo della Procura di Pescara, ma comincio a preoccuparmi anche dei tempi di prescrizione» ha dichiarato Wania Della Vigna, legale di una famiglia delle vittime.

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