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Cronaca

Hotel di Rigopiano: cosa è successo secondo le indagini

La Procura di Pescara cerca i responsabili per i morti della valanga: 23 indagati tra cui il Prefetto e il presidente della Provincia

Sono 23 gli indagati a vario titolo dalla Procura di Pescara per far luce sulla tragedia dell’hotel Rigopiano, il resort travolto e distrutto il pomeriggio del 18 gennaio 2017 da una valanga. Quel giorno, a causa dei ritardi nei soccorsi e del mancato rispetto delle norme di sicurezza, morirono in 29. Solo 11 furono i sopravvissuti, tra cui quattro bambini.

La tragedia

Il 18 gennaio 2017 gli ospiti del resort Rigopiano si radunano nella hall dell'hotel dopo aver avvertito una scossa sismica. La valanga che ne consegue travolge l'albergo che rimane isolato. Le prime telefonate per richiedere soccorso arrivano intorno alle 17,30 ma nessuno interviene perché la gravità della situazione viene sottovalutata. L'unica via d'uscita è impercorribile per l'ingombro della neve ma le turbine che dovrebbero intervenire non arriveranno mai: una era troppo distante, l'altra in attesa di manutenzione. Gli ospiti dell'hotel restano così bloccati sotto la neve e condannati al loro destino. Dopo ore vengono estratti solo 11 sopravvissuti, il conteggio dei cadaveri arriva a 29. Già nelle prime ore di soccorsi arrivano le denunce: "Non hanno ascoltato le nostre richieste di aiuto".

 

23 indagati dalla Procura

Dopo la tragedia è stata subito aperta un'inchiesta per punire gli eventuali responsabili di inadempienze e omissioni di socorso. Tra gli indagati della Procura di Pescara ci sono anche il prefetto Francesco Provolo, da pochi giorni trasferito a Roma, al quale è contestato il ritardo nell’apertura del centro di coordinamento per i soccorsi. Insieme a lui l’allora capo di Gabinetto della Prefettura di Pescara, Leonardo Bianco, la funzionaria Ida De Cesaris, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il dirigente Paolo D’Incecco per presunte inadempienze nella manutenzione e pulizia delle strade di accesso al resort. Indagato anche sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, che secondo l'accusa avrebbe dotuto indicare l'hotel di Rigopiano come sito esposto a forte pericolo di valanghe e ordinarne l'evacuazione.

Le accuse

Le ipotesi di reato per gli indagati sono molteplici: dalle responsabilità di non avere adottato il nuovo piano regolatore generale comunale, permettendo la costruzione dell'hotel, ai ritardi che hanno trasformato l'incidente in tragedia. Tra gli indagati c'è anche chi è accusato di "omicidio colposo e lesioni colpose" per non aver redatto la Carta sul rischio valanghe, disposizione prevista da una legge del 1992 che avrebbe portato alla chiusura dell'hotel non a norma. Nel mirino degli inquirenti anche chi ha costruito il resort, indagati di abuso e falso ideologico per aver truccato l’autorizzazione ai lavori senza considerare il vincolo idrogeologico dell’area.

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