Cronaca

Dal cuore delle Dolomiti, la risposta alla tempesta Vaia

Il progetto della Casa armonica è solo la prima tappa di un progetto di rinascita della Val Visdende. Tutto incentrato sul legno di risonanza.

Tempesta Vaia dolomiti
Cronaca

Dal cuore delle Dolomiti, la risposta alla tempesta Vaia

Il progetto della Casa armonica è solo la prima tappa di un progetto di rinascita della Val Visdende. Tutto incentrato sul legno di risonanza.

Val Visdende Ri-ambientiamoci
Clavicembalo

Un clavicembalo realizzato dai Fratelli Leita, suonato dalla clavicembalista Angelica Selmo durante la serata di presentazione del progetto Ri-ambientiamoci, a Dosoledo.

Elisabetta Burba

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«Con la Casa armonica abbiamo voluto trasformare un evento distruttivo, la tempesta Vaia, in un evento di rinascita». L'ingegnere Samuele Giacometti descrive il progetto presentato il primo novembre al museo Algudnei di Dosoledo, una frazione del comune di Comelico superiore, nel cuore delle Dolomiti bellunesi.

Accompagnato dalle note di un clavicembalo, il gruppo di lavoro Ri-Ambientiamoci ha illustrato il prospetto della Casa armonica, un edificio di legno che verrà costruito in Val Visdende, incastrata fra Veneto e Friuli, utilizzando gli alberi abbattuti un anno fa dalla tempesta Vaia. Fra il 26 e il 30 ottobre 2018, la fortissima perturbazione aveva colpito le Alpi del Nord-Est, distruggendo decine di migliaia di ettari di foreste. A subire i maggiori danni era stata la Val Visdende, dove in poche ore la devastazione aveva fatto crollare il costo del legname da 120 a 18 euro al metro cubo.

Ma le ferite aperte dalla tempesta nei boschi di abeti rossi sotto il monte Peralba sono diventate un’occasione per riqualificare l'intero territorio. Grazie al progetto Ri-Ambientiamoci, nato nell'Area interna del Comelico con il finanziamento del Caaf Cgil Nordest, le piante abbattute dalla tempesta si trasformeranno in uno spazio per la musica e in una sala di registrazione di strumenti musicali antichi.

«L'edificio sorgerà fra il fiume e il bosco annientato da Vaia» spiega l'architetto Daniela Zambelli, presidente della cooperativa Lassù, che ha ideato Ri-Ambientiamoci. «L'iniziativa risponde a una necessità del territorio: in tutto il Cadore non esiste uno spazio del genere».

Ma che cosa c'entra la musica con la val Visdende? Risponde l'ingegnere Giacometti: «Il “bel suono” viene prodotto grazie all'abilità di musicisti che suonano strumenti di qualità altissima. Qualità che il produttore ottiene dando forma alla cassa armonica (il cuore dello strumento), con il cosiddetto legno di risonanza, che viene prodotto solo da alcuni abeti rossi. Per esempio, quelli della val Visdende».

Storia nient'affatto banale, quella di Samuele Giacometti. Ingegnere marchigiano, ha avuto la fulminazione quando si è trasferito in Val Pesarina per lavoro. Rimasto abbagliato dalla bellezza dei boschi carnici, ha deciso di costruire una casa di legno per la sua famiglia usando il legname prodotto nei boschi circostanti, all'interno di un anello con il raggio di 12 chilometri (per questo detta casa a km 12). Dalla premiatissima esperienza sono nati due libri e un'impresa: SaDiLegno.

Grazie a un cofinanziamento della regione Friuli-Venezia Giulia, Giacometti ha poi dato vita alla rete d'impresa 12 to-Many, che opera nell'Alta Carnia collegando il bosco al mercato, attraverso un network fra boscaioli, segherie, falegnami, carpentieri e anche produttori di strumenti musicali.        

Ora l'innovativa realtà carnica si è alleata con i dirimpettai del Cadore per realizzare la Casa armonica, un luogo dove acquisire, mixare ed editare il «bel suono». Ispirato al modello di sviluppo alternativo per la montagna, l'edificio sarà conforme agli standard di CasaClima Nature, che ne certificherà la qualità dal punto di vista energetico. Il legname utilizzato sarà invece certificato Pefc, lo standard di gestione forestale sostenibile.


Per rendere operativa la struttura, sarà fondamentale l'apporto dell'impresa FratelliLeita, un laboratorio artigiano di Prato Carnico (Udine) che fa manutenzione, riparazione e restauro di strumenti musicali antichi, come pianoforti, fortepiani, clavicembali e harmonium. 

Ma è solo l'inizio. La realizzazione della Casa armonica sarà solo l'inizio di un percorso dedicato ai boschi che un tempo producevano legname per le navi della Serenissima o i pali di fondazione delle case veneziane. Spiega l'architetto Zambelli: «Attraverso un'operazione che impegnerà proprietari dei boschi, artigiani, architetti e costruttori di strumenti musicali, verrà attivato un circolo virtuoso che promuoverà nuove attività lavorative». 

Già, il lavoro. «La Casa armonica è un'operazione di carattere simbolico, perché alla distruzione rispondiamo con la ricostruzione. Ma si tratta solo di una prima tappa: la nostra idea è costruire una piccola filiera corta» conclude Zambelli. «In questo territorio non è mai esistita una filiera vera e propria dedicata al legno di risonanza. L'idea è di crearla, attribuendo al legno un valore diverso da quello che ha avuto negli ultimi anni. Leitmotiv del progetto sarà la qualità, finalizzata alla costruzione di strumenti musicali e alla produzione di mobili di design».   

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