Cronaca

Addio Bea, bambina di pietra, la sua storia ha commosso l'Italia

Una patologia le aveva irrigidito le articolazioni. La mamma Stefania, che aveva fatto conoscere al mondo la sua storia, era morta di tumore lo scorso anno

Bea col papa

Marta Buonadonna

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All'età di 7 mesi i medici le hanno diagnosticato una malattia alla quale però non hanno saputo dare un nome: la sindrome di cui soffriva Bea le irrigidiva le articolazioni, impedendole tutti i movimenti. Alla fine anche il suo cuore non ce l'ha più fatta e a soli sei mesi distanza dalla madre, Stefania Fiorentino, morta per un tumore al cervello lo scorso agosto, Beatrice Naso ci ha lasciati. Aveva otto anni.

Sindrome misteriosa

Insieme al marito Alessandro, Stefania si era impegnata in eventi e raccolte fondi per accendere i riflettori su una malattia tanto misteriosa da aver lasciato senza parole i medici di mezzo mondo. Un caso unico, mai visto, di progressiva calcificazione delle articolazioni molli, che consentiva a Bea di muovere quasi soltanto gli occhi.

Ad annunciare ieri la scomparsa della "bambina di pietra" come era stata soprannominata per via di quella malattia senza ancora nome, è stata la zia Sara, sorella della mamma, sulla sua pagina Facebook. "Beatrice questa sera è volata via. In questo giorno, dedicato agli innamorati, ha deciso di correre ad abbracciare la sua mamma. Saperle insieme sarà la nostra forza. Il mondo di Bea resterà in assoluto il miglior posto che io abbia mai potuto visitare, per sempre. Zia Sara".

Ma già dal giorno prima si era capito che la situazione stava precipitando. Così scriveva Sara Fiorentino su Facebook il 13 febbraio: "Vi aggiorno in maniera molto onesta e sincera: Beatrice è molto grave. Non ci sono segni di ripresa perché nonostante lei sia molto forte il suo fisico non riesce a reagire. I polmoni sono irrimediabilmente compromessi e ci sono poche possibilità di rimettersi. Quello che conta è che non sente nulla, riposa tranquilla e non soffre".

La lotta di mamma Stefy

La vita di Beatrice è stata punteggiata di ricoveri in ospedale, anche nei reparti di rianimazione, spesso legati a problemi ai polmoni. Nata al termine di una gravidanza normale, nulla poteva far presagire, durante la gestazione, che avrebbe sviluppato una patologia del genere. Solo verso i 7 mesi i genitori si insospettiscono perché la bambina si rompe un polso in seguito a un banale massaggio ed è allora che la prima radiografia completa al corpo rivela l'anomalia delle calcificazioni alle articolazioni.

Nella lotta per trovare una cura, rivelatasi poi vana, Bea è protagonista di una pagina Facebook (Il mondo di Bea) che dà anche il nome a una onlus, e diventa a tutti gli effetti un personaggio pubblico. In suo nome vengono raccolti fondi che non servono solo a sostenere la famiglia (la madre ha lasciato il lavoro per prendersi cura della bambina) ma anche per l'acquisto di attrezzature mediche (all'ospedale Regina Margherita di Torino che l'ha in cura).

E' la mamma Stefania l'anima di questa campagna social, per questo quando a causa di un tumore cerebrale la donna muore all'età di 35 anni, lo scorso agosto la chiesa è gremita di gente per i suoi funerali e arriva anche il messaggio di Emma Marrone: "Questa notizia mi ha spezzato il cuore. Non ho parole, ho solo un grande senso di vuoto. Grazie per tutto ciò che mi hai sempre trasmesso, il tuo affetto sincero, la tua forza, il tuo infinito coraggio e la voglia di vivere! Mi mancherai da morire amica mia... Un grande abbraccio ad Ale e alla mia piccola Bea".

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