Matteo Politanò

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La campagna elettorale 2018 si sta combattendo a suon di promesse sull'abolizione di imposte e leggi dei passati governi.

Dal Partito Democratico, che ha proposto la cancellazione del canone Rai, passando per Pietro Grasso che ha rilanciato l'abolizione delle tasse universitarie, fino al Movimento 5 Stelle che con Luigi Di Maio ha parlato di ben 400 leggi da cestinare attraverso il sito www.leggidaabolire.it.

L'ondata di promesse ha scatenato l'ironia del web che in poche ore ha trasformato in virale l'hashtag #AboliamoQualcosa, veicolo per dare sfogo al sarcasmo nei confronti di una politica che disillude. Da chi chiede il ripristino del baratto a chi vorrebbe abolire i calzini dentro i sandali fino a chi propone l'abolizione dei risvoltini nei pantaloni.

Un'ondata di battute che si perdono nell'oceano del web ma che sembrano essere state prese sul serio più che le proposte dei partiti. "Aboliamo i politici che ad inizio campagna elettorale dicono che andranno casa per casa e poi invece vanno solo a "Porta a porta". Non tutti però hanno accolto l'iniziativa con la stessa dose di ironia e c'è anche chi non ha voglia di ridere: "Io abolirei direttamente chi passa le giornata su Twitter a dire cosa abolirebbe e poi non va a votare".

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