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Ansa
Calcio

Plusvalenze Juventus, cosa succede dopo la penalizzazione

Passo dopo passo cosa attende il club bianconero stangato con 15 punti di penalità dalla Corte d'Appello Figc. I possibili ricorsi e gli altri procedimenti che possono aggravare la situazione - JUVENTUS, LE PLUSVALENZE VALGONO 15 PUNTI

La sentenza della Corte d'Appello della Figc che ha stangato la Juventus nel processo sulle plusvalenze, infliggendo ai bianconeri una penalizzazione di 15 punti, ha sconvolto la classifica della Serie A. Era l'obiettivo di giudici e pubblica accusa, visto che il Codice di Giustizia sportiva prevede che, nel caso sia provata la colpevolezza di una società, l'eventuale sanzione debba essere afflittiva sul piano sportivo. Nel caso della Juventus significava mettere la squadra di Allegri nelle condizioni di non essere competitiva per un posto nelle prossime coppe europee, al netto di quanto potrà accadere nei prossimi mesi con la Uefa, che osserva vigile quanto sta accadendo tra Torino e Roma, e con la stessa giustizia sportiva. Bisogna ricordare, infatti, che la Procura federale guidata da Giuseppe Chiné ha aperto altri due fascicoli di indagine derivanti dall'inchiesta Prisma di Torino e che riguardano la Juventus (ma non solo): uno sulla manovra stipendi e l'altro, presumibilmente, sulla cosiddetta galassia di club partner o satelliti, come indicati dagli investigatori di Torino.

In attesa di conoscere gli sviluppi futuri di questi filoni, per i quali non è al momento stato richiesto il deferimento, ecco cosa accadrà a partire dal momento del deposito delle motivazioni da parte della Corte d'Appello Figc. Breve vademecum da tenere in considerazione per una primavera che si annuncia bollente attorno alla Juventus e alla Serie A:

LA SENTENZA PUO' ESSERE APPELLATA O E' DEFINITIVA?

La sentenza con cui la Corte d'Appello della Federcalcio ha accolto il ricorso della Procura revocando le precedenti assoluzioni in tema di plusvalenze e poi condannando la Juventus e i suoi dirigenti, assorbe in sé primo e secondo grado dell'ordinamento sportivo. E' appellabile davanti al Collegio di Garanzia del Coni e la Juventus ha annunciato che si avvarrà di questa facoltà. Il Collegio è un organo che valuta la legittimità di un atto senza entrare nel merito, al pari di quanto avviene con la Corte di Cassazione nell'ordinamento giudiziario italiano. Dunque, potrà confermare la sentenza oppure - in presenza di vizi di forma e legittimità - annullarla in toto (cancellando la penalizzazione e gli altri effetti), oppure rimandarla alla Corte perché sia revisionata accogliendo i rilievi mossi.

ESISTONO ALTRI GRADI DI APPELLO POSSIBILI PER LA JUVENTUS?

Dopo il Collegio di Garanzia del Coni, nell'eventualità di un esito negativo, la Juventus potrà ricorrere al Tar del Lazio e quindi al Consiglio di Stato. Questo allungherebbe i tempi portandoli pericolosamente oltre il termine di questa stagione. Per andare al Tar del Lazio, però, la Juventus dovrebbe violare la clausola compromissoria che impone a tesserati e società di uscire dall'ordinamento sportivo senza autorizzazione (ed è impensabile che sia ottenuta).

SU COSA PUO' FARE RICORSO LA JUVENTUS?

Trattandosi di un collegio che si limita a valutare in punta di diritto se esistono vizi di forma nella formulazione della sentenza di secondo grado, le argomentazioni che la Juventus porterà al Collegio di Garanzia del Coni non potranno entrare nel merito della vicenda ma solo fermarsi alla legittimità. E' presumibile che i legali bianconeri torneranno a insistere sull'ammissibilità delle nuove prove che hanno portato alla riapertura del processo, anche in ordine alla tempistica con cui la richiesta di revoca ex art. 63 è stata presentata dalla Procura della Federcalcio.

Secondariamente, è possibile che nel mirino finisca il ragionamento che ha portato la Corte a punire la Juventus assolvendo le altre società coinvolte. La lettura delle motivazioni è essenziale, ma se la scelta dei giudici è stata quella di valutare le singole operazioni gli avvocati potranno chiedere conto di quale sia stata la norma violata, dal momento che all'interno dei regolamenti federali non esiste nulla in materia di plusvalenze. Se, invece, è stata evocata la violazione dell'articolo 4 sulla slealtà di comportamento, potranno ragionare sulla legittimità della riapertura di un procedimento con capo di imputazione presente nel primo deferimento ma poi assorbito dall'assoluzione, oltre che sulla disparità di trattamento subita.

COSA RISCHIA LA JUVENTUS NEGLI ALTRI PROCESSI SPORTIVI?

Se la Procura della Figc deciderà di deferire il club bianconero anche per gli altri filoni (o solo uno di essi) derivati dall'inchiesta Prisma di Torino, nella tarda primavera la Juventus dovrà affrontare nuovi processi. In linea teorica - ma non sono possibili previsioni certe - le cosiddette 'manovre stipendi' relative ai bilanci chiusi nel 2020 e nel 2021 saranno valutate in base alla possibilità di dimostrare se eventuali vantaggi sul bilancio abbiano consentito alla squadra di iscriversi al campionato pur non avendone i requisiti. In caso negativo, scattano solo ammende e inibizioni per i dirigenti, in caso positivo si va dalla penalizzazione in punti (che si sommerebbe ai 15 di oggi se confermati) all'esclusione dai campionati passando per retrocessione o revoca di titoli vinti illegittimamente. Per la questione dei club satellite, invece, si può ipotizzare che il capo di imputazione potrebbe essere lo stesso articolo 4 sulla lealtà.

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Giovanni Capuano