Juventus in crisi; Inter e Lazio sognano (lo scudetto)
Ansa/Matteo Bazzi
Juventus in crisi; Inter e Lazio sognano (lo scudetto)
Calcio

Juventus in crisi; Inter e Lazio sognano (lo scudetto)

Sarri in difficoltà, Conte e Inzaghi possono puntare allo scudetto. Ma già all'Olimpico devono dimostrare di non aver paura di cercare l'impresa

Il rigore in extremis di Ronaldo ha consentito alla Juventus di evitare la terza sconfitta dall'inizio del 2020 e la quarta complessiva nelle ultime 5 partite giocate lontano dall'Allianz Stadium. Salva la forma (anzi adesso la qualificazione alla finale di Coppa Italia è in discesa), resta la sostanza che parla di una squadra in evidente difficoltà. Tutti i motivi di allarme post caduta a Verona sono rimasti lì, intatti, senza che si muovesse nulla. C'è l'impasse fisico generale, la condizione scadente di alcuni uomini chiave, la crisi di rigetto verso un calcio non ancora metabolizzato e la permeabilità della difesa che a San Siro ha incassato ancora una volta (fanno 22 su 33 partite stagionali) e deve ringraziare Buffon per non aver subito di più.

Sotto il fuoco della critica resta ovviamente Sarri e non potrebbe essere diversamente. Il tempo per correggere gli errori sta per scadere ed è arrivato il momento della sintesi, con la Champions League alle porte e la fase decisiva di un campionato apertissimo in vetta. Ecco, la condizione generale della Juventus e il clima un po' strano che si respira a Torino devono fare da stimolo ad Inter e Lazio che all'Olimpico avviano la loro personale volata verso il sogno tricolore. La Juventus ha aperto uno spazio, lasciato una possibilità che in estate era difficile prevedere seppure su quote altissime perché si viaggia comunque a ridosso dei 90 punti, altezze impensabili solo qualche stagione fa.

Conte e Inzaghi (in rigoroso ordine di classifica attuale) si sono costruiti con le proprie mani e adesso sono chiamati alla prova più dura: dare corpo alle speranze. Lazio-Inter rappresenta questo, una specie di spareggio tra outsider di lusso. Da una parte la ferocia dei nerazzurri, che hanno un potenziale da corsa, potranno solo migliorare quando l'inserimento di Eriksen sarà completato e godono del bonus della fame che il tecnico ha instillato dal primo giorno di ritiro, dall'altra la Lazio con il vantaggio di potersi concentrare solo sul campionato, di avere meno pressioni di tutti e di essersi tolta dalle spalle la scimmia del complesso di inferiorità nei confronti della Juventus, battuta con pieno merito per due volte di fila a dicembre.

La strada per arrivarci è affrontare la sfida faccia a faccia che il calendario pone come prima del trittico scudetto (Juve-Inter il 1° marzo e Juve-Lazio 26 aprile) mettendo da parte paura e braccino. Lo scudetto continua ad avere una favorita naturale nella persona dei campioni d'Italia in carica e per sovvertire il pronostico serviranno coraggio e un pizzico di incoscienza. Conte e Inzaghi devono osare, cominciando dall'Olimpico. Chi vince si lancia, chi perde ha tempo per provare a rimediare. Solo chi dovesse speculare e accontentarsi dimostrerebbe di non avere l'attitudine per tentare la presa del Palazzo tricolore.

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