E se l’Argentina crollasse ancora?
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E se l’Argentina crollasse ancora?
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E se l’Argentina crollasse ancora?

Buenos Aires rischia di trascinare nel vortice della crisi il Brasile. E il contagio potrebbe lambire l’Italia.

Torna lo spettro del default e l’Argentina è di nuovo in crisi, con una moneta, il peso, che nessuno vuole più e un’inflazione che rischia di raggiungere livelli record. ll paese sta gestendo l’emergenza «in modo pessimo»: parola di Jim O’Neill, il padre del Bric. Per Antoine van Agtmael, il creatore del concetto «mercati emergenti», la politica economica argentina è semplicemente «fallita». Perché tanto pessimismo? Anzitutto per l’incapacità della presidente Cristina Kirchner di prendere atto che l’inflazione ufficiale al 10 per cento dichiarata dall’Indec, l’Istat argentino, è una finzione. Quando a fine gennaio il peso è crollato del 17 per cento nei confronti del dollaro in due giorni, il mondo s’è accorto che le invenzioni statistiche hanno le gambe corte. Cristina ha accusato su Twitter «la speculazione internazionale». E il suo ministro dell’Economia, Axel Kicillof, si è scagliato contro Shell e Hsbc, colpevoli a suo dire di «cospirazione».

Le conseguenze della crisi per l’Italia, la cui presenza in loco dopo l’uscita di Telecom si limita alla SidercaTenaris di Paolo Rocca, dovrebbero essere minime. «Probabile si rimandi alle calende greche il patto commerciale Ue-Mercosur» scrive Valor, il Sole 24 ore brasiliano. Anche i mercati di Europa, Asia e Stati Uniti, proprio a causa dell’isolamento finanziario dell’Argentina dopo l’ultimo default di 12 anni fa, non ne risentiranno più di tanto. A detta degli analisti, a soffrire di più sarà invece il Brasile, «sfortunato perché con l’Argentina ci confina» spiega O’Neill, oltre a essere il suo terzo partner commerciale. Il paese del samba non sta attraversando un buon momento economico ed è il più esposto a un possibile contagio: in tal caso anche gruppi italiani come Fiat e Telecom Italia, molto forti sul mercato verde-oro, potrebbero essere contagiati dalla crisi argentina.

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