Gabriele Antonucci

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Mancano poche ore alla prima puntata delle tredicesima edizione di X Factor, il talent più seguito e discusso sul web, trasmesso come di consueto da Sky (canale 108, digitale terrestre canale 455). Il programma sarà visibile anche on demand su Sky Go, in streaming su Now Tv e in replica in chiaro il venerdì in prima serata su Tv8.

A condurlo, per il nono anno consecutivo, sarà Alessandro Cattelan, che avrà un ruolo ancora più importante: è infatti entrato a far parte della squadra degli autori come creative producer dello show.

X Factor prenderà il via con le Auditions (12, 19 e 26 settembre) registrate al Pala Alpitour di Torino: ospiti speciali saranno Achille Lauro e Anastasio.

Chi ottiene adesso 4 sì passa immediatamente alla fase successiva, quella dei Bootcamp al Mediolanum Forum di Assago (3 e 10 ottobre): con il consueto meccanismo delle 5 sedie da riempire per ogni categoria il quartetto di giudici dovrà scegliere i 20 migliori talenti che prenderanno poi parte alle Home Visit (17 ottobre).

I 12 concorrenti protagonisti dei Live, che inizieranno il 24 ottobre, saranno divisi nelle categorie Under Donne, Under Uomini, Over 25 e Gruppi, i cui mentori saranno svelati già nelle prime fasi del programma.

Ai casting hanno partecipato circa 40 mila persone, con un’età media di 18 anni. Curiosamente, la maggior parte dei candidati era costituita da cantautori, circa il 60% del totale: un buon segnale, visto che la musica italiana di oggi ha disperatamente bisogno di autori, più che di interpreti.

Per quanto riguarda i quattro giudici, via Manuel Agnelli, Lodo Guenzi e Fedez, dentro Malika Ayane, Sfera Ebbasta, Samuel, oltre alla confermatissima Mara Maionchi.

“La giuria è cambiata perché volevamo cambiarla, è qualcosa di fisiologico e di giusto. Avevamo voglia di un’aria allegra, leggera, diversa, ma anche un po’ rapace, con esperienze totalmente diverse, per rappresentare la scena musicale che ci piace e ci rappresenta”, ha affermato in conferenza stampa Lorenzo Mieli, ad di Fremantle. Vediamo più da vicino chi sono i 4 giudici di X Factor13.

Malika Ayane

Le voci femminili emerse negli ultimi anni in Italia, di cui buona parte hanno avuto come rampa di lancio un talent show televisivo, tendono a somigliarsi un po’ tutte,creando confusione nell’ascoltatore meno attento. Chi non corre di certo questo rischio è Malika Ayane, la cui voce particolarissima, dotata di una potenza e di un’estensione fuori dal comune, si distingue da quella di tutte le altre sue colleghe. Caterina Caselli, talent scout dal fiuto infallibile, la nota nel 2007, rimanendo favorevolmente impressionata dalla sua spiccata personalità artistica, associata a uno stile originale e fresco. Malika entra così nella scuderia della Sugar, che ha scoperto e lanciato artisti come Andrea Bocelli, Elisa, Raphael Gualazzi ed Erica Mou. «Speziato» è il singolare aggettivo usato da Paolo Conte per descrivere la voce della cantante: «Il colore di questa voce -ha sottolineato Conte- è un arancione scuro che sa di spezia amara e rara». Che non siano vuote parole di circostanza lo dimostra la loro collaborazione, che ha prodotto la cover da brividi Chiamami adesso e i duetti in Fandango e Little brown bear, appositamente composte per lei. «Conte ha tirato fuori un mio lato felino», ha affermato la Ayane. Il primo album, inciso nel 2008, si intitola semplicemente Malika Ayane. Al disco partecipano, oltre al già citato Paolo Conte, altri nomi prestigiosi come Pacifico e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Nel 2009 Malika Ayane partecipa al Festival di Sanremo con il brano Come foglie, con testo e musica di Giuliano Sangiorgi. Il brano è per lungo tempo al numero uno della Nielsen Music Control, la classifica dei brani più trasmessi dalle radio. A un anno dalla sua pubblicazione, l’album Malika Ayane diventa disco di platino. La partecipazione al 60° Festival di Sanremo con il brano Ricomincio da qui, la cui eliminazione dalla fase finale ha scatenato le plateali proteste degli orchestrali, ha ottenuto il premio della Critica “Mia Martini” e quello della sala RadioTv del Festival, trascinando l’album «Grovigli» ai primi posti delle classifiche. La sue doti non sono sfuggite neanche al regista Paolo Virzì, che l’ha fortemente voluta per interpretare La prima cosa bella, la cover del brano degli anni Sessanta che dà il titolo alla pellicola. Il film, anche grazie alla canzone, è stato un grande successo di pubblico e critica, tanto da essere chiamato a rappresentare l’Italia agli Oscar 2011 come miglior film straniero. Non c’è due senza tre, e così Malika ritorna nel 2013 al festival di Sanremo con due brani entrambi scritti da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, E se poi e Niente, il primo dei quali si classifica quarto al termine della competizione. Dopo il Festival viene ripubblicata un’edizione speciale del suo terzo album Ricreazione, al quale hanno collaborato Paolo Conte, Pacifico, Tricarico, Boosta, The Niro e Paolo Buonvino. Negli ultimi 10 anni, Malika Ayane ha spaziato tra musica, cinema, teatro e radio. "Qualche anno fa, quando ho sentito forte l'esigenza di cercare nuovi stimoli per progredire nel mio lavoro - racconta Malika Ayane - ho voluto cimentarmi in un'esperienza alternativa che mi ha insegnato tantissimo: la scrittura e la conduzione di un programma radiofonico. Oggi mi trovo nuovamente in un importante momento di bilancio personale e scelgo con grande entusiasmo di mettermi ancora di più alla prova in questa avventura televisiva per me completamente nuova. L'idea di poter lavorare e dare qualcosa a chi sta costruendo il proprio futuro mi emoziona profondamente".

Mara Maionchi

Mara Maionchi può definirsi una veterana del programma targato Sky: entrata nella giuria fin dalla sua prima edizione e rimasta dietro al bancone per altri tre anni, è poi tornata nel 2017, non abbandonando più la postazione. "Lo so, avevo detto che ero stanca. E quando l'ho detto lo pensavo, ma questo programma mi crea tempesta emotiva tanto quanto gioia e voglia di fare. Alla mia età il lavoro non solamente nobilita ma motiva e... rinfresca. E chi non la vuole rinfrescatina a 78 anni?". Dopo aver trionfato nell'ultima edizione (vinta dal suo concorrente Anastasio) tornerà a sedersi sul bancone la discografica più irriverente del panorama italiano, nata 78 anni fa a Bologna. La sua carriera nel mondo della discografia inizia quasi per caso nel 1960, quando risponde ad un'inserzione pubblicata su un quotidiano milanese. Si ritrova quindi a lavorare come segretaria nell'ufficio stampa e ricopre poi anche il ruolo di responsabile della promozione presso la casa discografica Ariston Records. Mara Maionchi incomincia a sviluppare le sue capacità ed entra in contatto con cantanti del calibro di Ornella Vanoni e Mino Reitano. È in questo periodo che Mara conosce la persona che poi sposerà alla fine degli anni Settanta: Alberto Salerno, discografico e paroliere. Nel 1969 la vulcanica discografica collabora con Mogol e con Lucio Battisti, lavorando per la loro casa discografica, la Numero Uno. Passano circa sei anni e l'impetuosa discografica nel 1975 approda alla Dischi Ricordi dove ricopre inizialmente il ruolo responsabile editoriale e infine di direttore artistico. Qui emerge tutta la sua capacità di talent scout. Porta alla ribalta nazionale Gianna Nannini e le sue collaborazioni confermano il successo di big quali Edoardo De Crescenzo, Umberto Tozzi, Mia Martini e Fabrizio De André. Seguono anni di successi, Mango e Renzo Arbore vengono lanciati da Mara Maionchi. Lavora anche per la Fonit-Cetra, casa discografica nella quale ricopre, nel 1981, il ruolo di direttore artistico.Con il marito Alberto Salerno, crea poi nel 1983 una propria etichetta: la Nisa. Mara si conferma nel ruolo di scopritrice di talenti: Tiziano Ferro è un'altra delle sue creature di successo. Nel 2006 Mara e l'ormai inseparabile compagno, coadiuvati anche dall'aiuto delle due figlie Giulia e Camilla, fondano un'altra casa discografica dal nome emblematico; "Non ho l'età". L'etichetta indipendente ha come core-businnes la scoperta e la promozione di nuovi talenti. Dopo tanti anni dietro le quinte, nel 2008 diventa un personaggio popolarissimo grazie alla prima edizione di X Factor, ospitata allora dalla Rai.

Samuel Romano

Dalle periferia di Torino al centro della musica italiana. E’questa la parabola artistica dei Subsonica,che in 23 anni di carriera hanno creato un sound inconfondibile, ipnotico e adrenalinico al tempo stesso. L’humus creativo nel quale nasce la band è la Torino degli anni Novanta, quando un’ondata di licenziamenti della Fiat fa crollare il mito della “città fabbrica” e per contro innesca una nuova energia creativa. Tra le due tendenze musicali più in voga allora, il rock e l’elettronica, nasce così una «terza via» dall’incontro del produttore e chitarrista Max Casacci con il frontman Samuel e l’eclettico tastierista Boosta. Grazie anche al contributo della sezione ritmica  formata dal batterista Ninja e dal bassista Pierfunk, nascono nel 1996 i Subsonica. Samuel, frontman del gruppo, ha iniziato la sua carriera nella musica proprio in compagnia di Boosta negli Isonz street band. Anche per lui, però, non sono mancate le esperienze in solitaria. Ha collaborato con artisti del calibro di Franco Battiato, Antonella Ruggiero e Afterhours. Come frontman dei Subsonica ha realizzato otto album originali, ha anche lavorato con i Motel Connection (sei album e due colonne sonore) e ha una sua florida attività da solista, che comprende i ruoli di dj e produttore di musica techno. "A X Factor mi piacerebbe accendere i riflettori sulla musica che amo, fatta non solo di belle voci, ma anche di suoni di ricerca e di contenuti da raccontare, dedicando un’attenzione particolare agli autori e non solo ai cantanti – dice Samuel - È una sfida, una scommessa, dalla quale sento che potrò ricevere anche nuovi stimoli ed energie creative". Dopo una delicata operazione al cuore avvenuta a fine giugno e resa nota solo a posteriori, l’artista ha deciso di sperimentare questa nuova avventura di concerto con i suoi compagni dei Subsonica, che lo hanno supportato.

Sfera Ebbasta

Il nome più divisivo, tra i quattro giudici di X Factor, è certamente quello di Gionata Boschetti, meglio conosciuto come Sfera Ebbasta, la “rockstar” della trap italiana, che già lo scorso anno sarebbe dovuto diventare il nuovo giudice di The Voice. Sfera Ebbasta è il personaggio musicale del momento, il primo artista italiano ad aver conquistato record di plays streaming del mondo su Spotify. Il suo Rockstar è l'album più venduto in Italia nel 2018 con 200.000 copie. Nato il 7 dicembre del 1992 a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, e cresciuto a Cinisello Balsamo, sempre nell'hinterland del capoluogo lombardo, il rapper intraprende la sua attività musicale tra il 2011 e il 2012, caricando alcuni video che lo riprendono mentre canta su YouTube. Durante una festa di Hip Hop Tv conosce Charlie Charles, grazie a cui forma il collettivo BHMG, acronimo di Billion Headz Money Gang. Il 15 settembre del 2013 pubblica Emergenza Mixtape Vol. 1, mixtape che contiene diciotto brani e che viene distribuito dalla Whitefly Records in forma gratuita Nel novembre dell'anno successivo, sempre in collaborazione con Charlie Charles, Sfera produce altri brani destinati a YouTube, accompagnati dai relativi videoclip, che gli procurano l'attenzione di alcune case discografiche. Nella tarda primavera del 2015 debutta con il disco "XDVR", che in un primo momento viene messo a disposizione in forma gratuita per il download prima di essere pubblicato con Roccia Music, la casa discografica di Shablo e Marracash. L'album conquista riscontri positivi in ambito underground, anche e soprattutto grazie ai suoi testi, che raccontano di attività border line,di marijuana e di codeina. Nel settembre del 2016 il rapper pubblica l'eponimo Sfera Ebbasta, primo album in studio del musicista di Cinisello, che viene distribuito dalla Universal. Il singolo BRNBQ viene certificato disco d'oro vendendo più di 25mila copie, mentre Figli di papà raggiunge il disco di platino con oltre 50mila copie. Dopo aver partecipato vocalmente al brano Lamborghini, presente nell'album Gentleman di Gué Pequeno, Sfera pubblica Rockstar, il suo secondo album in studio, uscito il 19 gennaio del 2018. Nella sua versione internazionale il lavoro include collaborazioni con Rich the Kid e Tinie Tempah. Tutti gli undici brani che compongono il disco entrano tra le prime quindici posizioni della classifica dei singoli, e il rapper diventa il primo italiano a entrare nella top 100 della classifica mondiale di Spotify. A marzo 2018 l'artista lombardo fonda l'etichetta discografica BillionHeadz Music Group, mentre a dicembre pubblica "Rockstar Popstar Edition", una riedizione del suo ultimo disco che contiene il singolo "Happy Birthday". Ad alcuni mesi dalla tragedia di Corinaldo, di cui è stato involontario protagonista, Sfera vuole rimettersi in gioco con X Factor: «Questa situazione è stata veramente, veramente tragica e molto difficile da gestire - ha raccontato in conferenza stampa - Tutto quello che avevo la facoltà di poter fare e dire l'ho fatto privatamente, non sui social. È una tragedia che ha segnato tutti e non è una cosa che passa e né cambia le emozioni che provo. Ritornare a lavorare in generale non è stato facile, non tanto per le critiche ma proprio per la situazione che si era creata perché non sei mai abbastanza forte per affrontare una vicenda di questo tipo».

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