Musica

Valentina Gramazio, la copywriter che fa musica “per inciso”

Atmosfere americane, testi in italiano e musicisti internazionali nel primo disco della pubblicitaria passata alla musica

Valentina Gramazio

Maddalena Bonaccorso

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Giochi di parole e giochi di improvvisazione in musica. Pubblicità e jazz, due mondi che spesso si incontrano, e che sono la colonna portante della vita e della carriera di Valentina Gramazio; copywriter e produttrice discografica, vocalist, cantautrice e raffinata interprete jazzistica, il cui primo album, "Per Inciso", prodotto da Jazzy Records, uscirà venerdì 17 aprile con nove brani inediti, otto dei quali composti proprio da lei.

Sonorità che richiamano gli standard americani, testi in italiano e atmosfere pop: c'è un po' di tutto in questa opera prima dell'artista mezza pugliese e mezza emiliana, vissuta tra Padova e Milano, apolide nell'anima e in fuga dalle etichette. In "Per Inciso" si è fatta affiancare da alcuni dei nomi più importanti del jazz italiano e internazionale; dal pianista Giovanni Mazzarino al chitarrista Stefano Valli fino al trombettista Stjepko Gut, jazz legend che ha fatto parte del gruppo di Clark Terry.

Valentina, ma lei si sente più musicista o più pubblicitaria?

In realtà nessuna delle due cose, e nello stesso tempo entrambe le cose. La mia vita è sempre stata all'insegna della contaminazione, in tutti i campi. Penso di essere "nata" sia come musicista che come pubblicitaria da piccolissima; mio padre, appassionato di jazz, mi faceva ascoltare i dischi dei più grandi interpreti del passato, e io cantavo sulla voce di Ella Fitzgerald quando ancora quasi non sapevo parlare. Nello stesso tempo, in famiglia amavamo molto fare giochi di parole, e questo ha posto le basi per il mio lavoro di copywriter.

Infatti poi, diventata adulta, la pubblicità diventa la sua strada.

Esatto. Dopo gli studi classici inizio a lavorare come copy, e qualche anno dopo ho aperto la mia agenzia. Ma la musica era sempre lì, a farmi compagnia. Ho continuato a studiare canto lirico, e ho iniziato a comporre brani tutti miei. Fino a quando, cinque anni fa, grazie alla conoscenza del grande pianista jazz Giovanni Mazzarino, con il quale abbiamo creato la Jazzy Records, decido di fare seriamente: e comincio quindi a lavorare sulla mia opera prima.

Opera prima che si intitola "Per Inciso". Anche questo è un gioco di parole?

E' un gioco di parole ed è anche una "summa" della mia esperienza e delle mie passioni. E' un inciso nella mia vita da pubblicitaria e da imprenditrice, è una dichiarazione d'amore verso la musica incisa in sala, ed è anche un richiamo alle incisioni artistiche; infatti ha collaborato al progetto grafico l'artista Paola Maestroni, di Lodi, che ha realizzato alcune bellissime tavole -una è l'immagine di copertina del cd- con le quali faremo anche delle edizioni speciali da abbinare ai vinili.

Nell'era di iTunes, cercate la nicchia di appassionati che ancora usa i vinili?

Cerchiamo anche loro. Siamo su tutte le piattaforme, ma io credo fortemente che la musica jazz sia alto artigianato, e per questo abbia bisogno e diritto di essere trattata con riguardo e grande attenzione, anche nella presentazione del prodotto. E poi, da brava feticista della grafica, non potevo accontentarmi del cd o del brano scaricabile: volevo, e assieme a me lo volevano anche i miei compagni di avventura, che "Per Inciso" fosse un prodotto elegante e sofisticato, sotto tutti i punti di vista.

Il jazz è strettamente legato alla lingua inglese; non teme il rischio di cantare tutto e sempre in italiano?

No, anzi. Voglio dimostrare che l'italiano non ha nulla di invidiare all'inglese, anche in questo campo. La copywriter che è in me, e la ex ragazzina classe 1968 cresciuta anche con il sound e la raffinatezza stilistica di Sergio Caputo, anch'egli pubblicitario, ha l'orgoglio di affermare che si può cantare in italiano senza necessariamente sembrare Nilla Pizzi.

 

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