Puntuali come le tasse, ogni anno, dopo che sono state diramate le nomination per l'ammissione, si ripropongono le polemiche sulle esclusioni eccellenti della Rock and Roll Hall of Fame, uno dei massimi riconoscimenti per la carriera di un artista,oltre che uno dei più controversi.

Per essere ammessi alla Hall of Fame i singoli artisti o i gruppi, oltre ad aver giocato un ruolo di significativa influenza nella storia del rock and roll, devono aver inciso il primo disco da almeno 25 anni. La Hall of Fame si compone di quattro categorie: Performers, Non-Performers, Early Influences e Sidemen.

I candidati ad essere inseriti nell'Olimpo del rock nel 2018 sono Depeche Mode, Radiohead, Bon Jovi, Dire Straits, Rage Against the Machine, Kate Bush, Eurythmics, Nina Simone, Judas Priest, Cars, J. Geils Band, MC5, Meters, Moody Blues, Link Wray, LL Cool J, Zombies, Sister Rosetta Tharpe e Rufus featuring Chaka Khan. I cinque più votati da una giuria di artisti, operatori dell’industria discografica e fan, entreranno a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. L’annuncio sarà dato a dicembre, mentre la cerimonia vera e propria si terrà ad aprile a Cleveland, nell'Ohio.

Come sempre, nell'elenco degli eleggibili, saltano all'occhio nomi famosissimi (che abbiamo messo scientemente all'inizio) e altri conosciuti solo dagli esperti e dalle "pantere grigie" del rock. E proprio sul termine "rock" che verte il grande equivoco del riconoscimento.

Negli oltre trent'anni dalla sua istituzione, la Rock and Roll Hall of Fame ha inserito Michael Jackson, ABBA e Madonna, indubbiamente grandi artisti che però, col genere rock and roll, hanno avuto poco a che fare. Perché, posto che il pop non è escluso dal riconoscimento, non sono mai stati inserite tre cantanti di grandissimo successo come Whitney Houston, Janet Jackson e Mariah Carey oppure gruppi-chiave degli anni Ottanta come Duran Duran, Spandau Ballet, New Order e Simple Minds ?

Se si vuole, come pare, premiare l'influenza nella storia della cosiddetta musica leggera, com'è possibile l'esclusione dei Kraftwerk, i precursori della musica elettronica, degli Chic, padrini della disco music, dei Joy DivisionThe Cure e dei The Smiths, tre band senza le quali non esisterebbe gran parte del rock degli anni Novanta?

Scorrendo l'elenco degli esclusi eccellenti, si rimane basiti per la mancanza di band heavy metal seminali come Iron Maiden, Slayer e Motorhead, di gruppi fondamentali del grunge come Soundgarden, Alice in Chains e Jane's Addiction, di cantautori straordinari come Sting, Nick Cave, Nick Drake, PJ Harvey e Tracy Chapman, di una mente illuminata come quella di Brian Eno, degli araldi del britpop come i Blur (gli Oasis sono candidabili solo dal 2019), di formazioni cult come Jethro TullBad Brains, Television, Roxy Music, Pixies, Nine Inch Nails, Smashing Pumpkins, Devo, Sonic Youth e Los Lobos.

L'Olimpo del rock ha accolto anche diversi rapper: Grandmaster Flash, Beastie Boys, Run-DMC, Public Enemy, N.W.A. e 2Pac. Ne restano fuori, anche qui inspiegabilmente, artisti del calibro di Afrika Bambaataa, De La Soul, A Tribe Called Quest e Gang Starr, che tanto hanno contribuire a innalzare gli standard di un genere troppo spesso schiavo dei suoi stessi stilemi.

Clamorose, infine, le lunghe assenze dei Kiss, inseriti solo nel 2014, dei Deep Purple, entrati nel 2016, degli Yes, e di Joan Baez, i cui meriti artistici sono stati riconosciuti solo nel 2017.

La perplessità maggiore riguardo all'inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame verte sulle discutibili modalità con cui vengono effettuate le nomine. Il processo è infatti controllato da pochi elementi, tra cui Jann Wenner il fondatore, il primo direttore della fondazione Suzan Evans e lo scrittore Dave Marsh. Questo fa sì che le nomine siano influenzate più dai gusti soggettivi che da una oggettiva visione dell'influenza sul rock and roll.

Un'altra critica mossa alla Fondazione è quella di ammettere troppi artisti, permettendo l'ingresso anche a personaggi di secondaria importanza.

Scorrendo velocemente i nomi di alcuni artisti ammessi, ma soprattutto degli artisti esclusi che vi abbiamo riportato qui sopra, non si può che essere d'accordo con questa critica. Sulla vetta dell'Olimpo del Rock ci sono più ombre che luci.

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