Il grande ritorno del flipper, l'analogico rock che non passa mai di moda

La pinball machine più difficile del mondo? Quella dedicata agli AC-DC

Il flipper dei Rolling Stones – Credits: Getty Images

Gianni Poglio

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Ha il fascino dell’analogico che non passa mai di moda il flipper, un oggetto d’altri tempi, ingombrante e rumoroso, bisognoso di attenzioni e manutenzione. Puro antiquariato nel’era della Playstation e delle App per smartphone e tablet. 

Eppure, di appassionati il vecchio pinball ne ha ancora tanti.  "Intendiamoci: il flipper su iPad è l’ombra del gioco vero. Un fac simile tecnologico. Il vero giocatore vuole “sentire” la macchina, non digitare con i polpastrelli su uno schermo" racconta Marzio Bonaccorsi uno degli organizzatori di Extraball Pinball Tournament, l’evento che il 15 febbraio ha radunato a Roma (presso Extraball in Piazza Pio XI) i fan italiani e non solo. "Siamo una grande nicchia di culto» continua Bonaccorsi. "Il flipper è ancora molto popolare, nonostante negli ultimi 20 anni sia praticamente scomparso dai bar. Se ne trovano soltanto in alcune sale da gioco mirate. Basti dire che ad oggi, nel mondo, esiste una sola fabbrica che ancora li produce: è l’americana Stern". 

Tutto il resto è mercato vintage, fatto di pinball “storici” che risalgono anche a 50 anni fa. "Fino a metà degli anni Settanta, il flipper era una complicatissima macchina elettromeccanica fatta di contatti, labirinti di fili, elettromagneti, molle e lampadine. Il leggendario Star Trek Pinball appartiene a questa categoria: per portarsene a casa uno in buone condizioni ci vogliono almeno 10 o 12 mila euro". Tra quelli di nuova generazione, che funzionano attraverso una più evoluta scheda elettronica, il più richiesto dai giocatori doc è il flipper ispirato alla Famiglia Addams con una valutazione che oscilla tra i 7 e gli 8 mila euro". Intrattenimento o sport? «ll flipper è diventato uno sport» spiega Bonaccorsi «grazie alla International Flipper Pinball Association che vanta circa 130 Leghe aderenti in tutto il mondo (i prossimi Mondiali si svolgeranno a Denver, in Colorado, a maggio; ndr)". 

Tra le eccellenze  di questa disciplina, per lo più praticata da uomini tra i 35 e i 55 anni, c’è anche l’italiano Daniele Celestino Acciari, 29 anni, dipendente di Trenitalia, due volte Campione del Mondo, oggi al terzo posto nella classifica generale dei top player. "Osservati distrattamente, tutti i giocatori di flipper sembrano uguali» racconta «ma non è così. L’esperto è quello che mantiene la calma e sa gestire la pallina. Chi sa giocare davvero non tratta mai la pallina come una patata bollente. Il professionista, poi, è anche un mago delle cosiddettte “bottarelle”, ovvero le scosse che si danno alla macchina con le braccia, ma anche con i piedi colpendo con la giusta forza le “gambe” del pinball". 

Per provare le tecniche, Acciari ha a disposzione qualcosa come undici flipper. "Li ho posizionati tutti in garage intorno all’auto" spiega l’uomo che ha vinto contro tutte le pinball del mondo. Tranne una: "Quella dedicata alla rock band Ac-Dc. Un flipper zeppo di rampe e led che si illuminano, molto bello da vedere, ma difficilissimo da affrontare. Per chiudere una partita ci vogliono due ore, ma io non sono mai riuscito ad andare oltre l’ora e un quarto. Il flipper non è un gioco leggero: senza riflessi allenati e tanta concentrazione non si va da nessuna parte. Come in ogni sport". 

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