Gabriele Antonucci

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Mentre la critica musicale celebra periodicamente i grandi del rock, troppo spesso si dimentica o non presta sufficiente attenzione ai giganti della black music.

Categoria in cui ha un ruolo di primo piano Nile Rodgers, chitarra, mente e cuore degli Chic, oltre che produttore di alcune delle più grandi hit degli ultimi quarant’anni, che oggi compie 65 anni. Un traguardo tutt'altro che scontato, dopo aver sconfitto nel 2013 una forma aggressiva di cancro alla prostata.

Nel 2017 si celebrano i 40 anni dal debutto discografico dell'eponimo album degli Chic, pubblicato il 22 novembre del 1977, oltre ai 40 anni dall'inaugurazione del leggendario Studio 54 di New York e dall'uscita de La Febbre del sabato sera nei cinema, eppure la disco music non solo non è mai tramontata nei cuori di milioni di appassionati di ogni età, ma è ancora attualissima.

C'è una data che ha rappresentato un autentico spartiacque per il rilancio in grande stile della disco music, genere ingiustamente sottovalutato dalla critica militante, ma mai dal pubblico, che l’ha sempre amato e celebrato: il 17 maggio 2013. Il giorno di uscita dell'album-capolavoro Random Access Memories dei Daft Punk, diversissimo dai loro precedenti lavori all'insegna della dance elettronica, realizzato attraverso strumenti veri, senza mai ricorrere a suoni campionati.

Il trionfo dei Daft Punk alla serata dei Grammy Awards 2014, con cinque statuette ricevute, è soprattutto il trionfo di un certo sound, il funky-disco che impazzava nelle discoteche alla fine degli anni Settanta, non a caso nei brani più fortunati di Random Access Memories, come la hit Get lucky cantata da Pharrell Williams, suona la chitarra proprio Nile Rodgers, grande protagonista di quell’epoca.

Una tendenza che ha contagiato immediatamente i maggiori dj e producer di musica house ed elettronica, ma soprattutto artisti mainstream come Bruno Mars (Treasure, Uptown Funk, 24K Magic), The Weeknd (I feel it coming) e Justin Timberlake (Can't stop the feeling), che hanno omaggiato quel tipo di atmosfere con brani di grande successo.

Le grandi collaborazioni

Non tutti sanno che c’è l'inconfondibile tocco di Nile Rodgers dietro a successi planetari come Like a virgin di Madonna, Let's dance di David Bowie, Upside Down e I'm coming out di Diana Ross, Original Sin degli Inxs, Notorius dei Duran Duran, fino alle recenti Get Lucky e Lose yourself to dance dei Daft Punk.

Il nuovo, attesissimo album degli Chic, It's about time, ricco di ospiti illustri rigorosamente top secret, dovrebbe vedere la luce per la fine dell'anno. L'uscita del disco era originariamente prevista per la fine del 2015, poi è stata spostata nel 2016 ma, come ha dichiarato Rodgers, "non si poteva pubblicare un album sulla gioia di vivere in un anno caratterizzato da così tante morti".

Mentre lavorava alle canzoni del nuovo disco, il chitarrista ha dato un contributo fondamentale a Paper Gods, l’ultimo album dei Duran Duran (si pensi al tormentone di qualità Pressure off), all’accattivante Overcome della talentuosa Laura Mvula e all’irresistibile Telepathy di Christina Aguilera, uno dei brani di punta della colonna sonora di The Get Down, la serie tv Netflix di Baz Luhrmann dedicata alla genesi dell’hip hop.

La sua ultima fatica in studio è il singolo Fantasy, che anticipa l'uscita del primo album postumo di George Michael, Listen without prejudice/MTV unplugged, pubblicato in tutto il mondo il 20 ottobre in quattro formati.

Fantasy è una rielaborazione di una canzone già pubblicata come B-side della versione americana del singolo Freedom! ‘90 e della versione britannica di Waiting For That Day, in cui è evidente il tocco del grande chitarrista e compositore, che ha ridato nuovo vita al singolo. Al posto della base hip hop anni Novanta e dei fiati campionati, Rodgers ha dato un sound più contemporaneo al brano, che tiene perfettamente in equilibrio la disco anni Settanta con il pop di oggi, con un pizzico di elettronica.

"Quando George Michael mi ha chiesto di lavorare su una delle sue canzoni è stato uno dei più grandi onori della mia vita" -ha dichiarato Nile Rodgers sulle sue pagine social- "Pochi giorni prima della sua scomparsa ero con lui a Londra nella sua casa. Ho preso un volo per tornare in america il 24 e dovevamo sentirci al telefono per Natale, invece ho ricevuto un messaggio sul mio cellulare, 'George è morto'.Ne sono rimasto devastato. Spero solo che sia fiero del lavoro svolto".

I successi con gli Chic

Impossibile scindere il nome di Nile Rodgers da quello della sua creatura più amata, gli Chic, la band più rappresentativa della disco music anni Settanta, nati dal fortunato incontro tra il cantante/compositore Bernard Edwards e il chitarrista.

Rodgers iniziò la carriera in un gruppo di hard rock, per poi passare alla musica classica e al jazz. Edwards lo convinse a orientarsi su sonorità più contemporanee, che affondassero le radici nel rythm & blues.I due amici, dopo un’esperienza come coristi nei New York City, formarono un gruppo loro, la Big Apple band. Poichè esisteva già una band con lo stesso nome, Rodgers ed Edwards optarono per un nome breve e facile da ricordare: Chic.

Nel 1977 pubblicarono Dance, dance,dance che, oltre a spopolare nelle discoteche, diventò un successo pop in tutto il mondo, vendendo un milione di dischi in appena un mese. La canzone ha una struttura che diventa ben presto un marchio di fabbrica degli Chic: un giro di basso registrato a un livello di hertz molto inferiore al consueto, al quale si contrappongono le voci squillanti delle cantanti, che invitano il pubblico a scatenarsi in pista, il tutto scandito dagli eccezionali riff di chitarra di Rodgers.

Formula che viene puntualmente riproposta con Everybody dance e con Le Freak, altri due clamorosi successi. Quest’ultima canzone, una delle più conosciute degli Chic, ha una storia singolare.

La cantante Grace Jones aveva invitato Rodgers e Edwards allo Studio 54, la discoteca più esclusiva di New York, per discutere di un’eventuale collaborazione. I due, però, dal momento che non figuravano nella lista degli invitati, furono cacciati in malo modo dagli addetti alla security. Infuriati, Rodgers ed Edwards scrissero di getto una canzone, piena di insulti contro lo snobismo del club.

L’imprecazione del ritornello, in cui mandavano a quel paese i buttafuori(Fuck off), fu trasformata in Freak out e così Le Freak divenne, con sei milioni di copie, il 45 giri più venduto nella storia della Warner Bros. Nel 1979 gli Chic pubblicano Good times, che diventa uno dei più celebri inni dance di tutti i tempi.

Il riff di chitarra e il giro di basso della canzone vengono immediatamente campionati in Rapper’s delight della Sugarhill Gang, la prima canzone rap ad essere incisa su vinile. L’anno successivo anche i Queen si sono ispirati al giro di basso di Good times nella loro irresistibile Another one bites the dust, consacrando gli Chic come protagonisti della musica contemporanea.

Il quarantennale successo degli Chic è la dimostrazione che la musica dance, per essere davvero coinvolgente, deve essere suonata, cantata e arrangiata a regola d'arte.

Solo così, nella pista da ballo e nelle radio, potranno tornare i "good times".

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