Gabriele Antonucci

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A Imaginaction, il Festival Internazionale del videoclip in scena lo scorso week end al Teatro Alessandro Bonci di Cesena che ha avuto come ospite speciale Mark Knopfler in occasione dei 40 anni dei Dire Straits, il video di “Thriller” si è aggiudicato il “Premio al miglior videoclip internazionale realizzato negli ultimi 50 anni”, votato da una giuria di addetti ai lavori, giornalisti e discografici.

Thriller di Michael Jackson non è stato semplicemente un disco, ma un fenomeno culturale così radicato nell’immaginario collettivo da non avere altri termini di paragone, con oltre 100 milioni di copie vendute, record assoluto di tutti i tempi (anche se alcuni sostengono che in realtà siano 66 milioni, ma il risultato non cambia).

L'album, il secondo realizzato dal Re del Pop insieme a Quincy Jones, ha coniugato in modo assolutamente originale funk, rock, soul, r&b e gospel, dando vita a un mix di atmosfere e di colori del tutto inedito.

Il videoclip, costato oltre un milione di euro (una cifra enorme, all’epoca), è stato restaurato in una nuova versione in 3D curata personalmente da John Landis, che per tre anni ha lavorato segretamente alla rielaborazione del video: «John ha preso il filmato originale, lo ha ripulito e ne ha fatto qualcosa di veramente unico».  

La nuova edizione di Thriller di Michael Jackson è stata proiettata nel 2017 alla Mostra del Cinema di Venezia, presentato dallo stesso John Landis, insieme al documentario di 45 minuti Making Michael Jackson's Thriller.

Il video è un vero e proprio tesoro americano, tanto da essere inserito nel Registro Nazionale del Film dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Un po' di storia

La title track, che originariamente si sarebbe dovuta chiamare Midnight man o Starlight, suona epica e drammatica allo stesso tempo, sorretta da un basso persistente, da una solida chitarra funky e da spettrali tastiere.

Il video della canzone, il più famoso e celebrato di sempre, è un vero e proprio film dell’orrore, pur se stemperato da una buona dose di ironia, della durata di quasi quattordici minuti, girato dallo specialista John Landis. Il cortometraggio è considerato una pietra miliare del ventesimo secolo, non solo in campo artistico, ma anche per ciò che riguarda la cultura pop.

"Lavorare con Michael all'epoca fu esaltante - ha dichiarato Landis al giornalista Joseph Vogel- perché era al suo apice. Era come lavorare con i Beatles al culmine della Beatlemania o qualcosa del genere. Stare con lui era qualcosa di straordinario, era famoso in un modo assurdo. Dicevo sempre che era come stare con Gesù, perché ogni volta che lo vedeva, le gente impazziva". 

Il plot del video è semplice, ma efficace: un giovane Michael, in un'atmosfera tipicamente Anni Cinquanta, va al cinema con la sua ragazza, la splendida Ola Ray, e le confessa di essere diverso dagli altri, cioè un lupo mannaro.

«Jackson mi disse che amava Un lupo mannaro americano a Londra e mi fece domande sulla metamorfosi da uomo a lupo -ha dichiarato Landis al "Corriere della Sera"- Era affascinato dagli effetti speciali creati dal truccatore Rick Baker. In definitiva, voleva diventare un mostro».

Molto più di una semplice parodia

Il videoclip è una parodia dei film horror ma, dietro la facciata del puro intrattenimento, insinua domande tutt'altro che banali sull'identità, sulla diversità e sulla pirandelliana sovrapposizione di finzione e realtà.

Michael è sempre stato entusiata del video di Thriller: "Mi piace tantissimo - ha dichiarato in un'intervista del 1983- Ti fa evadere dalla realtà, è divertente. Diventare qualcos'altro, un'altra persona, è un'esperienza fantastica, soprattutto quando ci credi davvero e non è come se stessi recitando". 

Indimenticabile l’inquietante parte vocale recitata da Vincent Price, che Michael conosceva fin da piccolo, pagato con un forfait di 20.000 dollari (ma probabilmente avrebbe preferito una percentuale sugli incassi-monstre della canzone), così come la coreografia, una delle più iconiche e imitate di sempre nelle scuole di danza moderna, grazie anche allo straordinario trucco del premio Oscar Rick Baker.

L'album dei record

Il 17 febbraio del 2017 Thriller, l’album più venduto nella storia con 100 milioni di copie, è stato ufficializzato dalla Recording Industry Association of America (RIAA) come  vincitore di 33 dischi di platino in Usa che, tradotto in termini numerici, equivale  a 33 milioni di copie vendute. 

Un risultato che non era mai stato raggiunto da nessun altro artista, almeno fino allo scorso agosto, quando gli Eagles ne hanno superato le vendite (ma solo in Usa) con il loro "Their Greatest Hits 1971-1975” che, grazie ai nuovi meccanismi RIAA che tengono conto anche degli streaming e dei download digitali, ha raggiunto i 38 dischi di platino.

Ricordiamo che il Disco d'Oro viene assegnato in America per 500.000 copie vendute, il Platino ogni milione di copie, mentre il Diamante ogni 10 milioni di copie.

Gli Eagles, però, non possono dormire sonni tranquilli: con Michael Jackson i record sembrano fatti apposta per essere superati ancora una volta.

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