Snowboarder americani che filmano il primo assaggio. Sciatori canadesi che passano da scettici ad entusiasti nell’arco di una forchettata. Le mense olimpiche di Livigno e Bormio sono prese d’assalto per i pizzoccheri, e i social esplodono di video identici: occhi spalancati al primo morso, bis chiesti dopo il primo boccone. Un piatto di pasta, patate e verza sta battendo ogni altra proposta. Come si spiega un simile successo?
Il piatto di Milano Cortina 2026
La risposta sta nel territorio. Bormio e Livigno non sono solo sedi olimpiche di sci alpino e freestyle, ma i luoghi dove i pizzoccheri nascono. Ogni rifugio e trattoria li prepara da generazioni. Gli atleti stranieri si sono trovati circondati da questo primo piatto, l’hanno provato per curiosità e l’hanno continuato a scegliere.
Un altro motivo risiede senza dubbio nella ricetta. Tagliatelle larghe di grano saraceno – un cereale senza glutine coltivato in Valtellina da secoli – bollite con verze, patate e aglio, condite con formaggi d’alpeggio come Bitto o Casera e mantecate con burro fuso e salvia. Circa 600 calorie per porzione da carboidrati che rilasciano energia prolungata senza picchi. Un piatto invernale ricco, nato per nutrire chi lavorava su quelle montagne, oggi scelto da atleti abituati (per essere nelle condizioni di performare al massimo) a pesare ogni grammo.
Javier Zanetti e i pizzoccheri
L’hashtag #PizzoccheriOlympics continua a crescere, alimentato da contenuti spontanei. Reuters li ha definiti «l’anti-pizza», mentre atleti come lo sciatore freestyle Jake Pates sono diventati inconsapevoli ambasciatori della Valtellina. Persino Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, da Bormio li ha certificati come «medaglia d’oro per gusto e tradizione». Intervista da Lombardia Notizie Tv, il leggendario capitano nerazzurro ha parlato del suo rapporto con la Valtellina e con i Giochi Olimpici: «Bormio è splendida, venivo qui da giocatore per il ritiro estivo dell’Inter e ora provo una grande emozione nel tornare per le Olimpiadi, un evento davvero unico con un’atmosfera bellissima. Ho avuto la fortuna di disputare i Giochi di Atlanta 1996, vincendo una medaglia. Lì ho capito come l’Olimpiade sia un appuntamento straordinario: trasmette valori che vanno oltre l’aspetto sportivo».
Il confronto con Parigi 2024
A differenza di Parigi 2024, dove il cibo offerto agli atleti era stato criticato per essere anonimo e standardizzato, Milano-Cortina ha puntato forte sulle eccellenze territoriali autentiche. Dopo lasagna, pizza e tiramisù, ora anche i pizzoccheri si aggiungono alla lista dei piatti italiani diventati virali alle Olimpiadi.
Il fenomeno ha varcato i confini dei villaggi olimpici. Aimo e Nadia, storico tempio della cucina milanese, ha inserito i pizzoccheri alla valtellinese nel suo BistRo come piatto del giorno per tutta la durata delle Olimpiadi. Una reinterpretazione gourmet per chi vuole assaggiare il piatto del momento anche lontano dalle piste.
I pizzoccheri non sono più dunque solo un primo di montagna. Sono diventati il simbolo di come le Olimpiadi possano raccontare un territorio attraverso il cibo. E mentre gli atleti tornano nelle mense di Livigno per il bis, la Valtellina si appresta a conquistare il mondo gastronomico internazionale, una forchettata alla volta.
