Sushi, sashimi, cous cous, kebab, è un trionfo. Si stima che i ristoranti etnici in Italia siano circa 50.000, in forte crescita. L’etnico piace sempre di più: il 57,5% degli Italiani ha aumentato il consumo negli ultimi 5 anni, per il 31,7% è rimasto lo stesso ed il 10,8% lo ha diminuito. Circa 1 su 3 mangia etnico qualche volta al mese (29,5%), la maggior parte qualche volta all’anno (45,1%). E, naturalmente, Milano guida la crescita.
Ecco 10 ristoranti esotici da provare a Milano:
Raito – Milano, Via San Marco 25 Tel. 0283412087 – https://raitofantasticfusion.plateform.app/welcome
Nella centralissima via San Marco, angolo via Moscova, un locale giovane, brillante, elegante; una serie di salette ed una sala principale, arredate in maniera moderna ma calda e “avvolgente”: grandi tende, luce giusta; colori ben “amalgamati”. Bellissima la “saletta delle rose”, un angolo tappezzato di rose, dal soffitto alle pareti. La cucina è “fusion”, con una forte nota “pacifico-nipponica”, ma anche una serie di piatti di “influenza” italiana. Fra i piatti: ottimi i fiori di zucca ripieni di gamberi con salsa teriyaki; sashimi di salmone sul letto di salsa cremosa allo zafferano; e la tartare di gambero rosso e avocado con topping di salsa alla jalapeno; naturalmente c’è poi la abituale selezione di sushi, sashimi, uramaki, gunkan, tutti in piccole porzioni, in modo da poterne provare tanti. Simpatico e sorridente il servizio.
Formula all you can eat, con prezzi di 30-40€ a persona
IZU – Milano, Corso Lodi 27 Tel. 02 59900221 – www.izumilano.com

Bello, buono e raffinato; qui i ristoranti “cino-giapponesi” cui siamo abituati sono molto lontani, sia come cucina che come ambiente e servizio. Nel vivace corso Lodi, nell’area sud di Milano, Izu, ristorante storico con vita trentennale, ha riaperto, nella forma attuale, un paio di anni fa; una serie di sale, con arredamento e illuminazione di gran buon gusto, un bellissimo bar e una toilette che è “obbligatorio” visitare.
La cucina, che Jin Yue Hu, il proprietario, ha “scelto” è di forte matrice giapponese con decise influenze internazionali. Ovviamente ci sono piatti come i ceviche vari, i nigiri, i gyoza ma anche piatti come la scarpetta, un omaggio alla tradizione italiana: tre tagli di tonno con salsa karashi e chips di alghe nori in tempura; la via della seta, involtino di carta di riso con trionfo di verdure di stagione. Piacevole ed efficientissimo il servizio.
Sui 70€ bevande escluse.
Finger’s Garden – Milano, Via G. Keplero angolo V.le F. Restelli 2. Tel 02 606544 – https://www.fingersrestaurants.com/

In questo angolo di Milano è tornato, forse, il più grande chef “fusion” degli ultimi anni: Roberto Okabe, che qui aveva iniziato il suo percorso italiano nel 2004. Nel bel locale, elegante e giovanilmente raffinato, con una sala immersa nel verde, si torna a gustare la magica cucina di Okabe, frutto di un percorso professionale e personale unico: ha vissuto in Brasile, paese della madre, ed in Giappone, dove è nato il padre, ed ha una lunga esperienza in vari importanti cucine come quella di Zen. Tutto ciò ha “generato”uno chef unico, con una cucina personalissima, con forti influenze nippo-brasilian-italiane. Il risultato è spettacolare: piatti leggeri, saporiti, profumati, belli da vedere, ottimi da gustare: zuppa di miso; millefoglie di tonno; splendide tartare e carpacci; una interpretazione ottima e speciale di parmigiana di melanzane; e poi sashimi “specialissimi” e versioni varie di Wagyu.
Sui 100€ ma li valgono tutti.
Piccolo Ronin (Izakaya Osteria Listening bar) – Milano, Via Vittorio Alfieri 17. Tel.: 02 8936 7101 – houseofronin.it

Al piano terreno del bel palazzetto liberty di Ronin, c’è questo ristorante e cocktail bar, sulla piccola piazza Morselli; con tavoli all’aperto, è molte cose: intanto un punto d’incontro per un ampio pubblico giovane e brillante e poi un listening bar, e soprattutto un ristorante “easy” creato per la condivisione e l’assaggio di piatti dello street food giapponese: bao e sando; handrolls; gyoza; okonomiyaki. E poi ottimi cocktails: Negroni con il sake; Moscow Mule con Vodka allo zenzero; Spritz con tè al gelsomino.
Notevole l’aspetto Listening bar con l’ascolto del vinile ed un impianto hi-fi vintage della casa Klipsch.
Ma è l’atmosfera, forse, uno degli aspetti più piacevoli: facile, amichevole e vivace allo stesso tempo.
Prezzi ragionevoli: gyoza, ad esempio, 8-9€
IL VIZIO – Milano, Via Ulrico Hoepli 6 Tel. 02.8051231 – https://www.ristoranteilvizio.it/locations/milano/

Nel cuore di Milano, fra il Duomo e la Scala, un salotto chic, con una bella vetrata aperta sulla vivace strada. È Il Vizio: un ambiente elegante che interpreta un mix di contaminazioni culturali che “generano” un luogo dallo stile sobrio, caldo e accogliente. Ma l’unicità di Vizio sta nella duplice proposta, fatta per soddisfare i gusti di chi ama la cucina giapponese e di chi non vuole rinunciare alla classica cucina italiana. Taro Shimosaka, giapponese da molti anni in Italia, coadiuvato da Marco Gargaglia, propongono un sushi che mette in risalto l’italianità delle sue materie prime. Con la stessa attenzione viene proposto il menu italiano, con piatti freschi e genuini, proposti in forma elegante e contemporanea.
Fra i piatti ricordiamo delle splendide ostriche, il tonno bluefin, una tartare di tonno rosso con Yuzu ponzu; East meets West , un carpaccio di Capesante di Hokkaido e gambero rosso di Mazara; e poi i tortelloni di baccalà o gli gnocchi di fassona e per ritornare in Asia, il Poke Chirashi: riso, tonno, salmone, branzina, avocado e mango. Ottimo il servizio.
Costo sugli 80€
View live Restaurant – Milano, Via San Gerolamo Emiliani 2 Tel. 02 4547 1143 – www.viewrestaurant.it

Nasce una nuova stella nella ristorazione Milanese; ma ha origini “antiche”. È View live Reastaurant, il nuovissimo ristorante di Roberto Okabe, situato in un elegante palazzo, nella zona di Corso Lodi. Bello, elegante e originale il locale, con una piacevole e “coinvolgente” illuminazione e la scelta, per gli arredi, di materiali estremamente pregiati, come l’ottone o il legno di noce canaletto, volutamente lavorati in maniera semplice per ottenere un effetto di perfetta imperfezione. Originale, ottima, appetitosa e curiosa la cucina: un mix di suggestioni e culture diverse, che si esprime, per esempio, nell’incontro tra elementi come Patanegra e wasabi, yuzu e besciamella, ma anche con riletture innovative di alcuni must della cucina orientale come sashimi e gyoza, rolls, urumaki e gunkan.
Fra i piatti: “Magnolia”, un carpaccio di salmone alla fiamma con salsa mojito di ananas, menta e shiso, daikon grattugiato, salsa ponzu e sesamo, e ancora con “Leo, Gratin & Vinci”, uramaki composto da una tartare di salmone, tempura di asparagi e gratiné di granchio con uova di pesce volante, e concludersi con il Black Cod mantecato con patate, erba cipollina e prezzemolo, servito su terra di olive taggiasche e cipolle caramellate. Da non perdere lo Chef’s Table “affacciato” sulla cucina a vista, dove gli chef interagiscono con i commensali nella preparazione live dei piatti e delle pietanze, in un coinvolgente dinner show. Ottimo e sorridente il servizio.
Circa 100€
Robata – Milano, Via Vittorio Alfieri 17. Tel.: 02 8936 7101

Qui non ci sono né terrazze sul mare, nel viste su ville Reali, ma c’è una grande atmosfera, un grande “calore”, frutto di un arredamento che mira proprio alla ricerca di calore e atmosfera.
Siamo nel cuore di Milano, a due passi da Chinatown, in una palazzina liberty sapientemente restaurata e ristrutturata, con la supervisione degli architetti Jacopo Signani e Simone Colombo, Robata è un ristorate affascinante, anche nella cucina, oltre che nell’ambiente; una cucina fantasiosa e saporita con una forte influenza nipponica. Si incomincia dai multiformi antipasti: tartare di branzino e di tonno, sashimi vari, nigiri, uramati e poi i secondi, tra cui primeggiano le favolose carni Wagyo da grigliare al tavolo con yakiniku, una griglia per ogni tavola. Ottima anche la ventresca di tonno e la spigola con finocchio e dashi al limone.
Per tanta bellezza e bontà sugli 80€ bevande escluse.
Kanton – Capriate San Gervasio (BG), Via Antonio Gramsci 17. Tel.: 02 9096 2671 – http://www.kantonrestaurant.it/

Nascosto in un angolo di Capriate (a 30 minuti da Milano), un piacevolissimo ristorante di alta cucina cinese; dove i cinesi, con accento bergamasco, accolgono in maniera simpatica e cordiale. Il locale, moderno ed essenziale, è arredato con gran buon gusto: tavole ben apparecchiate, decorazioni lignee che ricordano un tempio buddista, globi di cristalli sul soffitto. La cucina è di ispirazione tradizionale cinese, con sapori tipici, modernizzando ricette classiche e con l’intento di mantenere il sapore originale degli ingredienti. Tra i piatti da provare: il Disco di gamberi, due sottilissimi strati di pasta con gamberi, zenzero e cipollotto; gli spaghettini di riso, uovo e polpa di granchio; i fiori di loto fritti in salsa agrodolce; l’entrecote di angus con un mix di spezie in polvere; e non può mancare, in serate speciali, la fantastica anatra alla pechinese. Molti degli ingredienti, difficili da trovare in Italia, arrivano direttamente dalla Cina. Ammirevole la presentazione dei piatti. Servizio accogliente. Ottima carta dei vini.
Sui 65€
Mu dim sum – Milano,Via Aminto Caretto, 3. Tel. 338 358 2658 https://mudimsum.it/it/
In via Fabio Filzi, lontano da China Town nello spirito e nel servizio, in una zona di Milano in decisa crescita, c’è questo ristorante cinese che si distingue dalla media per qualità dell’ambiente, del servizio e della cucina.
In un’ampia sala ben areata, con grandi vetrate, tavoli ben distanziati e ben apparecchiati, si gustano piatti della tradizione cantonese come, appunto, i dim sum, lontani parenti, più nell’apparenza che nella sostanza, dei nostri ravioli: tra quelli cotti a vapore, ci sono gli Har Gao, ripieni di gamberi, gli Shao Mai, con pasta all’uovo, pollo, funghi e gamberi o i Mezzaluna nel bosco, con ripieno di funghi e tartufo. E poi un’ottima trippa di manzo, le puntine di maiale, il manzo al pepe al profumo di tartufo o l’astice affumicato al pepe rosa, su un battuto di granchio, gamberetti essiccati e carote. Vastissima la scelta di tè e buona la carta dei vini.
Sui 55€
Mitù – Milano,Via Panfilo Castaldi 28. Tel.: 02 4940 4925 https://mitu-restaurant.com/
Dall’estremo oriente passiamo “all’estremo occidente”, andiamo in Colombia; entrando nel locale ci si sente subito in un altro mondo; l’arredamento con il giardino verticale di piante e le lampade di paglia, gli arredi dell’artigianato colombiano, le maschere carnevalesche, danno la sensazione di trovarsi in un altro mondo, ai limiti della selva.
Tra i piatti, che privilegiano ingredienti esotici e frutta e verdura, ci sono i ceviche, le tapas, la grenodilla, leche di tigre e anacardi.
Il tono è quello di un locale ricercato e curato; del resto il team alla “base” del locale è di tutto rispetto: Ivan Cordoba, il patron, è un “grande” della nazionale di calcio colombiano; il consulente per il menù è Olivero Clavijo, del famoso Chato di Bogotà, lo chef l’ottimo José Narbona Rodriguez. Qui si respira l’aria di una terra “caliente”, luminosa e “saporita”.
Sui 60€
