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Il segreto della longevità parla italiano: merito della dieta mediterranea

Il segreto della longevità parla italiano: merito della dieta mediterranea

Dall’11 al 13 giugno Napoli ospita il Dmed, il Salone della dieta mediterranea: tre giorni dedicati al modello alimentare Patrimonio Unesco

Un modo di mangiare che tutto il mondo ci invidia. Lo riconosce l’Unesco, lo confermano decenni di ricerca scientifica. Si chiama dieta mediterranea, ed è molto più di una lista di alimenti: è cultura, è identità. La più efficace per ridurre l’incidenza di patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori e disturbi neurodegenerativi. Quest’anno, la manifestazione che celebra questo virtuoso stile di vita ha scelto nuovamente Napoli (dopo lo scorso anno a Paestum) come propria sede di residenza.

Dall’11 al 13 giugno 2026, la Stazione Marittima del capoluogo campano ospiterà infatti la quinta edizione del Dmed, il Salone della dieta mediterranea. La cornice è tutt’altro che casuale: affacciata sul Golfo di Napoli, al cuore delle rotte mediterranee, il luogo designato incarna perfettamente lo spirito della manifestazione. Tre giorni di incontri, confronti e valorizzazione delle eccellenze italiane, organizzati dal Consorzio Edamus, una realtà no profit che riunisce produttori e imprese da tutta la penisola.

Il segreto della longevità parla italiano: merito della dieta mediterranea
Il Salone della Dieta Mediterranea

Un patrimonio dell’umanità

È doveroso precisare che la dieta mediterranea è stata riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco fin dal novembre 2010, a dimostrazione di un modello alimentare considerato unico a livello mondiale per promuovere salute, sostenibilità e qualità della vita. Il tema dell’edizione 2026, «Cibo, Cultura e Benessere», riflette esattamente questa visione. Al centro del Salone vi sarà anche la Pace, filo conduttore dell’intera manifestazione e valore cardine dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La dieta mediterranea oltre la tavola

Il Salone non è una fiera gastronomica, o perlomeno non nel senso tradizionale del termine. È piuttosto una piattaforma di connessione tra mondi diversi: istituzioni, imprese, università, centri di ricerca, professionisti e operatori internazionali. L’obiettivo è rafforzare il Made in Italy agroalimentare e aprire nuove strade all’internazionalizzazione. «Intendiamo proseguire nel percorso di valorizzazione della dieta mediterranea come modello culturale e alimentare», ha spiegato Emilio Ferrara, presidente del Consorzio Edamus. «Il tema della Pace rappresenta il cuore del nostro impegno».

Il cibo, dunque, come strumento di dialogo. Una visione che l’Italia, nazione dal carattere mediterraneo per eccellenza, sa incarnare meglio di chiunque altro.

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