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Vuoi vivere il Super Bowl come negli Usa? Fai così

Vuoi vivere il Super Bowl come negli Usa? Fai così
Kevin C. Cox/Getty Images

6 schemi vincenti per goderti appieno la sfida tra Denver Broncos e Seattle Seahawks: a darteli è Vincent Argondizzo, coach della Nazionale italiana di football americano

E’ cominciato il conto alla rovescia. Il 2 febbraio, domenica prossima, il MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey, ospiterà il Super Bowl XLVIII, uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno per il popolo a stelle e strisce. A contendersi il trofeo intitolato alla memoria del tecnico Vince Lombardi, ex allenatore dei Green Bay Packers negli anni Sessanta, i Denver Broncos della stella Peyton Manning e i Seattle Seahawks.

Siete tra quelli che passeranno la notte a tifare per una delle due squadre o semplicemente a godervi i touch-down? Se volete seguire come un “vero americano”, ecco i consigli di Vincent “Vinny” Argondizzo, originario di Milwaukee e tecnico della Nazionale italiana di football americano dal giugno 2011, oltre che dei Bologna Warriors della Italian Football League (IFL) .

Schema n° 1: scegli bene i compagni di squadra. “Oltreoceano i preparativi iniziano diversi giorni prima dell’evento, perché tutto deve essere fatto a puntino, a cominciare dal gruppo di persone che seguiranno con noi la partita. Se si fa a casa nostra, si invitano tutti: parenti, amici, colleghi e persino conoscenti. Sia chiaro, per chi è nato negli Stati Uniti il Super Bowl è al terzo posto dei momenti più attesi durante l’anno, dopo il Natale e il Giorno del ringraziamento. Lo possiamo quasi paragonare al 4 luglio, perché è una festa che mette d’accordo tutti”.

Schema n° 2: procurati le alette. E la birra. “Be’, certo non possono mancare le buffalo wings, le popolari e imperdibili alette di pollo che invogliano all’abbuffata prima, durante e dopo la partita. Qualche temerario si mette anche al barbecue per cucinare hamburger, hot dog e costolette. In più, impossibile fare a meno di patatine di ogni forma e tipo, ovviamente accompagnate da un numero imprecisato di salsine. E poi, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, birra, birra, birra. Tantissima birra”.

Schema n° 3: goditi anche le pause. “Il match può durare anche 3-4 ore, ma quando c’è un bel gruppo di persone, che commenta le azioni e fa battute divertenti, il tempo passa… Va anche detto che nell’occasione va guardata pure la pubblicità, che costa alle aziende un occhio della testa (si arriva a 4 milioni di dollari per spot di 30”, ndr) e viene realizzata apposta per l’evento. Ne ricordo una della Miller Lite, con le bottiglie di birra che giocavano tra loro: spassosissima! Va anche detto che quella marca è di Milwaukee, la mia città, sarà per questo che la ricordo così bene. Poi ci sono le esibizioni musicali, che a volte regalano belle sorprese anche in altri campi: come al Superbowl del 2004, quando Justin Timberlake fece cadere la spallina a Janet Jackson, che si ritrovò così con un seno nudo. Gli americani se lo ricordano ancora, e non lo dimenticheranno mai”.

Schema n° 4: maglietta e cappellino. “Maglietta e cappellino della squadra per cui si fa il tifo sono praticamente obbligatori. Io stesso, quando ho commentato tre anni fa per La7 il Superbowl che vedeva di fronte Pittsburgh e Green Bay, indossavo il cappellino di questi ultimi, di cui sono tifoso. Non a caso per la Nfl è proprio il merchandising il business più importante”.

Schema n° 5: scommettete sui Broncos. “La favorita al titolo? Qualche anno fa avrei detto Seattle, oggi dico Denver. Per una ragione soltanto: Peyton Manning, il bravissimo quarterback che era arrivato a un passo dall’annunciare l’uscita di scena dopo i tanti infortuni che ne avevano minato la carriera. Con il duro lavoro e con un grande cuore ha deciso di andare contro tutto e tutti e di giocare ancora ad altissimi livelli. Oggi è il faro del gioco dei Broncos”.

Schema n° 6: non fare come il coach (o forse sì). “Personalmente, credo che vedrò Il Superbowl da solo sul divano, perché il giorno dopo devo alzarmi presto e non posso permettermi di fare tardissimo. A meno che non decida all’ultimo di raggiungere i miei giocatori dei Warriors di Bologna al Pub 10… In ogni caso, sentirò sicuramente gli amici e i parenti che sono negli Usa almeno una ventina di volte nel corso del match. L’ho già detto: per noi il Super Bowl è come il giorno di Natale”.

Twitter: @dario_pelizzari

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