Il furto di 80 fiale di fentanyl -idonee per preparare circa 20.000 dosi da introdurre nel mercato clandestino- avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale Israelitico di Roma ha riportato sotto i riflettori un farmaco che, in Italia, continua a essere utilizzato quasi esclusivamente in ambito sanitario e che è sottoposto a controlli rigorosi. L’episodio ha riacceso l’attenzione su una sostanza che dall’altra parte dell’Atlantico ha già provocato una delle più gravi emergenze sanitarie e sociali degli ultimi decenni. Negli Stati Uniti il fentanyl non è soltanto un potente analgesico impiegato negli ospedali. È diventato la droga che ha soppiantato eroina, cocaina e crack, trasformando interi quartieri delle grandi città in scenari che ricordano un film post-apocalittico. A San Francisco migliaia di persone si aggirano per le strade con movimenti lenti e lo sguardo assente, tanto da essere soprannominate gli “zombie” del fentanyl. Farmaco oppioide sintetico cento volte più potente della morfina, viene utilizzato in medicina come anestetico o per il trattamento del dolore severo, soprattutto nei pazienti oncologici. Ma sul mercato illegale americano è diventato la sostanza più ricercata per i suoi effetti psicotropi.
San Francisco, la città travolta dalla crisi del fentanyl
Si muovono come gli zombie di The Walking Dead, e muoiono sulle strade di San Francisco a centinaia, come fossero stati colpiti da un’epidemia misteriosa. Invece sono terribilmente reali, sono i drogati del fentanyl. Farmaco oppioide sintetico, cento volte più potente della morfina, usato in ospedale come anestetico o per il dolore intenso soprattutto nei malati di cancro terminali, è ricercatissimo negli Stati Uniti per sballarsi, tanto da aver soppiantato eroina, cocaina, crack e qualsiasi altra droga. Ha provocato, nel 2023, quasi 700 morti nella sola San Francisco, quanto basta per far dimenticare il fascino di una città che un tempo era innanzitutto l’icona della dolce vita californiana. Oggi, quando si avvicina il tramonto e chiudono i negozi, le strade si svuotano ed escono loro: i morti viventi.
La città vanta il più alto numero di senzatetto (oltre 8 mila) in tutti gli Usa, mentre sempre più residenti, soprattutto di classi medio-alte, preferiscono spostarsi verso altri Stati ritenuti più sicuri, preferibilmente il Texas: i turisti che inizialmente programmano una settimana a San Francisco (anche gli italiani, al momento agevolati nei viaggi da una serie di collegamenti aerei diretti dal nostro Paese) dopo pochi giorni chiedono – ci confida un agente di viaggio di un importante tour operator di casa nostra – di accorciare la permanenza in città, disturbati dall’eccessiva delinquenza e dal rischio che si corre per le strade.
Alle 20 di un giorno feriale, in Market Street – una delle strade dello shopping più eleganti – al capolinea della più importante linea di cable cars (gli iconici tram in legno che si inerpicano sulle strade in salita verticale) incontriamo Alex, che lavora in una banca della zona. Non si fida a lasciare sole due giovani turiste messicane che aspettano il tram. A pochi metri un gruppo di tossici si inietta Fentanyl – chiamato fetty dai consumatori – in una piazzetta adornata di lanterne cinesi, davanti ai magnifici palazzi in stile vittoriano del centro città.
«Fino a prima della pandemia San Francisco non era così pericolosa» ci racconta Alex mentre cerca compulsivamente di capire, sull’app del trasporto pubblico, quanto tempo manchi all’arrivo del mezzo. «Adesso girare di sera è molto rischioso, per tutti, non solo per i turisti. I drogati di Fentanyl perdono i freni inibitori, ti inseguono, urlano, si spogliano, minacciano con i coltelli: per fortuna sono lenti, proprio come gli zombie. E non c’è mattina che non si trovino un paio di morti di overdose per strada. Questa è San Francisco, oggi».
Se solo un paio di anni fa i problemi erano abbastanza circoscritti a determinati quartieri più marginali, a partire da quello di Tenderloin dove già nel 2021 il sindaco London Breed aveva dichiarato lo stato d’emergenza (ora letteralmente off limits), adesso coinvolge l’intera città.
Oltre alla violenza, c’è il problema del degrado urbano, perché le strade di sera diventano tendopoli e i residenti si danno da fare come possono: qualche anno fa – siamo pur sempre a due passi dalla Silicon Valley – è stata sviluppata un’app chiamata SnapCrap, disponibile nella zona di San Francisco, che permette ai cittadini di segnalare le strade piene di deiezioni umane in modo che il Comune possa provvedere a pulire.
Perché il fentanyl è così pericoloso
Il Fentanyl si è diffuso in modo così veloce anche grazie ai suoi molteplici «bonus», che lo rendono facilmente reperibile e agevolmente utilizzabile: costa poco – nemmeno 10 dollari al grammo – è versatile, nel senso che si può assumere per bocca, per iniezione, inalandolo o fumandolo, ed essendo molto potente ne basta pochissimo per avere effetti di sballo macroscopici. E ciò lo rende anche occultabile e semplice da nascondere, importare e spacciare. «Viene spesso usato per tagliare cocaina o metanfetamine» spiega J.M., in servizio in un’agenzia di vigilantes. «Questo permette al crimine organizzato margini di guadagno più alti: in molti hanno iniziato a usare Fentanyl per l’impossibilità di reperire eroina, oltre che per gli effetti simili a costi molto inferiori. Altri purtroppo, ne sono caduti vittime dopo aver iniziato a usare il farmaco per dolori cronici o post-operatori: finendo poi per ritrovarsi tossicodipendenti e infine clochard perché isolati dalle famiglie. Vivere con un drogato di Fentanyl è impossibile». Oggi i dati governativi statunitensi osservano un calo del numero di morti per overdose, ma mettono in guardia su un altro tipo di rischio: i tossici hanno iniziato ad abbandonare le siringhe (anche per l’impossibilità di trovare le vene dopo infiniti «buchi») e preferiscono fumare il farmaco utilizzando soprattutto fogli di alluminio, così come bolle di vetro e bong. Questo ha aperto nuovi scenari, indagati anche da uno studio realizzato da una squadra di ricercatori della University of California, guidati dal professor Daniel Ciccarone: la condivisione di attrezzature per il fumo, e i residui di Fentanyl lasciati sulle stagnole poi utilizzate da altre persone, possono indurre overdose specie in chi non utilizza regolarmente il farmaco. Il motivo? Basta poco prodotto per uccidere una persona: la morte arriva per eccessiva sedazione, fino alla perdita di coscienza e all’arresto respiratorio. «Gli individui che ne fanno uso ricreativo ricercano gli effetti tipici degli oppioidi – euforia e sedazione – per sentirsi più rilassati e ridurre ansia, stress e preoccupazioni» afferma Luca Pasina, responsabile del Laboratorio di Farmacologia Clinica e Appropriatezza Prescrittiva all’Istituto Mario Negri. «Il cervello si adatta rapidamente a questi stimoli, richiedendo dosi ripetute e più elevate per mantenere gli stessi effetti. In tal modo l’assunzione prolungata può causare alterazioni dell’aspetto fisico e mentale: le persone appaiono confuse, barcollano, hanno rigidità muscolare e compiono movimenti che sembrano lenti e poco coordinati». Ecco spiegato il termine «droga degli zombie». Inoltre le ripetute iniezioni nelle vene, soprattutto quando il fentanyl viene tagliato con la xilazina, un miorilassante anestetico presente sul mercato clandestino, fanno sì che chi lo usa presenti su braccia, mani e piedi, ulcere e lesioni sanguinanti che spesso si infettano con gravi effetti collaterali.
Intanto scende la sera, mentre la Polizia passa in rassegna anche le strade della zona turistica di Fisherman’s Wharf, dove a metà dell’800 arrivarono i pescatori italiani e dove ancora oggi 9 locali su 10 hanno nomi campani, siciliani, pugliesi. I lussuosi robotaxi Waymo senza guidatore di cui la città brulica, Jaguar bianche trasformate in gioielli della tecnica pieni di sensori che hanno quasi soppiantato i classici taxi e persino Uber, procedono lungo le strade del quartiere affrettandosi a riaccompagnare i -pochi – turisti negli hotel, o verso i ristoranti del centro. Tra poco farà buio. Occorre sbrigarsi: a San Francisco è l’ora degli zombie.



