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Virgil Abloh al Grand Palais: la prima grande retrospettiva europea dedicata allo stilista

Virgil Abloh al Grand Palais: la prima grande retrospettiva europea dedicata allo stilista
epa09466691 Virgil Abloh poses on the red carpet for the 2021 Met Gala, the annual benefit for the Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute, in New York, New York, USA, 13 September 2021. The event coincides with the Met Costume Institute’s first two-part exhibition, ‘In America: A Lexicon of Fashion’ which opens 18 September 2021, to be followed by ‘In America: An Anthology of Fashion’ which opens 05 May 2022 and both conclude 05 September 2022. EPA/JUSTIN LANE

Dal 30 settembre al 10 ottobre 2025, il Grand Palais ospita una grande mostra dedicata all’universo creativo di Virgil Abloh: oltre 20.000 oggetti per raccontarne l’eredità.

Dal 30 settembre al 10 ottobre 2025, il Grand Palais di Parigi ospita Virgil Abloh: The Codes, la prima grande retrospettiva europea dedicata all’universo poliedrico di Virgil Abloh (1980–2021), figura imprescindibile del design contemporaneo e architetto di un’estetica che ha ridefinito i confini tra moda, arte, musica, architettura e cultura visiva. 

La mostra è promossa dal Virgil Abloh Archive™, in collaborazione con Nike, e si configura come un’esplorazione ampia e profonda di quasi due decenni di attività attraverso oltre 20.000 oggetti provenienti dall’archivio personale del designer: prototipi, bozzetti, immagini, abiti, oggetti d’uso quotidiano e libri che ne raccontano la visione radicale e trasversale.

Curata da Chloe Sultan e Mahfuz Sultan, l’esposizione rappresenta un’evoluzione ampliata della precedente edizione del 2022, esplicitando quei “codici” – i codes – che Abloh stesso aveva individuato come principi guida del suo metodo: il ready-made culturale, l’ironia visiva, la trasparenza come strumento comunicativo, l’incompiuto come spinta all’azione. Codici che si intrecciano in modo coerente nei suoi progetti, dai capi firmati Off-White e Louis Vuitton agli oggetti d’arredo, dalle copertine di dischi al visual design, fino alle collaborazioni con atleti, artisti e architetti. Al centro, sempre, un’etica della collettività e dell’accessibilità: la volontà di democratizzare l’estetica, di condividere conoscenza, di trasformare ogni gesto creativo in un atto aperto, partecipato, disponibile.

La mostra è anche un tributo personale alla città di Parigi, musa costante del lavoro di Abloh, e si sviluppa come un itinerario emotivo che riflette l’intento curatoriale dell’Archivio™: non solo conservare, ma trasmettere. Non solo documentare, ma ispirare. In quest’ottica, The Codes diventa una piattaforma esperienziale, arricchita da un calendario di pubblicazioni, talk, performance, workshop e proiezioni, pensati per coinvolgere la comunità creativa che ha gravitato intorno al lavoro di Abloh – e per ampliarla.

«Condividere la sua collezione personale, i progetti incompiuti, i capolavori, è il nostro modo di celebrare il suo impegno nel rendere l’informazione accessibile e collaborativa. Attraverso l’Archivio™, Virgil continuerà a vivere come fonte di ispirazione e sapere creativo», ha dichiarato Shannon Abloh, CEO della Virgil Abloh Securities e presidente del Virgil Abloh Archive™.

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