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Terremoto da Kering: via tre grandi stilisti in un mese

Terremoto da Kering: via tre grandi stilisti in un mese
PARIS, FRANCE – MARCH 07: A model walks the runway during the Balenciaga Ready to Wear Fall/Winter 2026-2027 fashion show as part of Paris Fashion Week on March 07, 2026 in Paris, France. (Photo by Victor VIRGILE/Gamma-Rapho via Getty Images)

La cura de Meo travolge il lusso francese. Spazio ai talenti millennials per salvare i bilanci del gruppo della famiglia Pinault

Kering? Abbiamo un problema. Nove ottobre 2026, Anthony Vaccarello, dopo dieci anni, dice addio alla guida di Saint Laurent; 15 ottobre 2026, Seán McGirr a 36 mesi dalla nomina è congedato da Alexander McQueen e ieri, 5 novembre, anche Pier Paolo Piccioli conclude la sua collaborazione come direttore creativo di Balenciaga. Coincidenze? Sembra proprio di no. Da quando Luca de Meo è stato incaricato Ceo del Gruppo della famiglia Pinault, non si salva più nessuno, tra l’altro, si rincorrono voci sempre più insistenti sull’uscita anche di Alessandro Michele da Valentino appena dopo lo show couture di gennaio. Che il mandato dell’ex amministratore delegato di Renault sia quello di ristrutturare la realtà che, da novembre 2025 a novembre 2026, ha perso oltre il 30% alla Borsa di Parigi pare molto chiaro. Tuttavia, lo stesso de Meo ha più volte dichiarato di voler rendere tutti i marchi redditizi. Nel suo piano, presentato lo scorso aprile alla Leopolda di Firenze, il dirigente non ha fatto sconti a nessuno e sottolineato l’importanza dell’integrazione di tecnologia e intelligenza artificiale nella filiera di ciascun brand. Territori che spaventano un po’ chi ha fatto dell’Heritage e dell’artigianalità il suo codice, tuttavia, le nuove nomine o le ipotesi più accreditate, vanno comunque tutte in direzione della New Gen della creatività che, forse ha piu1 dimestichezza e familiarità con AI e tools tecnologici. Non è ancora confermato, ma alla guida di Saint Laurent dovrebbe approdare Chemena Kamali, classe 1981, studi alla Central Saint Martins College of Art and Design e dal 2023 a capo dello stile di Chloé. Da Balenciaga, invece, è appena stata annunciata la nomina di Martine Rose, talento nato nel 1980, che conosce bene la maison in quanto già consulente per il menswear durante la direzione creativa di Demna Gvasalia (che adesso guida Gucci, ndr). Per McQueen, tutto tace, pare che un fatturato basato solo sulla vendita di sneaker non sia considerato redditizio e degno di attenzione nello scenario attuale. Non rimane che scoprire se la creatività Millennials sarà in grado di dare fiato ai conti di Kering e tornare a conquistare il pubblico. Premesse ci sono, JW Anderson da Dior e Mathieu Blazy da Chanel, per fare un paio di nomi ed entrambi hanno 42 anni. Nell’attesa, non rimane che augurare il meglio a Martine Rose e a Pier Paolo Piccioli perché, ciascuno a suo modo, raccontano la contemporaneità e non mancano certo di visione. Un consiglio, però, agli amministratori delegati del lusso, i numeri devo tornare, lo sappiamo bene, ma alla creatività e al mondo della moda non basta applicare un algoritmo per fiorire, ci vogliono mestiere, passione e anche quel pizzico di follia che fa tanto paura ai bilanci.

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