Un abito veste il corpo, un profumo racconta a quale universo si desidera appartenere. Moda e fragranze condividono da sempre la capacità di trasformare l’identità in qualcosa di riconoscibile e, soprattutto, desiderabile. Due linguaggi apparentemente lontani — uno affidato alla materia, l’altro all’invisibile — che nel corso del Novecento hanno imparato a procedere insieme.
Il profumo è stato, del resto, uno dei primi grandi gesti di appartenenza a una griffe. Quando un abito, una borsa o un accessorio rimanevano economicamente irraggiungibili, una fragranza permetteva di entrare comunque nel suo immaginario. Indossare Chanel N°5 significava portare con sé una parte dell’universo di Mademoiselle, così come scegliere Miss Dior consentiva di avvicinarsi alla maison senza possedere uno dei suoi abiti. La fragranza diventava una forma di lusso più accessibile, ma non necessariamente meno simbolica: pochi millilitri erano sufficienti per stabilire un legame con un nome, un’estetica, persino con una certa idea di sé.
Una funzione che non è mai realmente scomparsa, e che oggi sembra tornare in una nuova veste. A suggerirlo sono alcuni dei debutti olfattivi del 2026. Max Mara, Brett Johnson e Niccolò Pasqualetti arrivano alla profumeria da percorsi molto diversi, ma scelgono tutti di trasformarla in un’estensione del proprio linguaggio creativo. Se un tempo la fragranza rappresentava soprattutto il modo più immediato per accedere all’universo di una griffe, oggi sembra diventare sempre più uno degli strumenti attraverso cui quell’universo viene definito.
Max Mara, l’eleganza diventa olfattiva
Con Le Parfum, Max Mara porta nel mondo delle fragranze i codici che hanno costruito la sua idea di eleganza. Il progetto nasce dalla collaborazione con Shiseido e dalla volontà di tradurre in una dimensione olfattiva quella femminilità misurata, sicura e mai ostentata che da decenni attraversa le collezioni della maison.
La composizione, firmata dalla profumiera Aliénor Massenet, mette al centro l’iris, materia prima profondamente legata all’immaginario della profumeria italiana, costruendogli intorno un equilibrio tra accenti floreali e legnosi. Anche il flacone segue la stessa sottrazione formale, con linee essenziali e quasi architettoniche. A dare un volto a questo nuovo capitolo è Florence Pugh, scelta come protagonista della campagna e interprete di una femminilità contemporanea che Max Mara vuole raccontare oltre il guardaroba.
Brett Johnson, un guardaroba olfattivo in tre fragranze
Brett Johnson sceglie di entrare nella profumeria con un trittico maschile realizzato a Grasse e pensato come un vero guardaroba olfattivo. Le tre composizioni possono infatti essere indossate singolarmente oppure sovrapposte, mantenendo quella ricerca di eleganza discreta che caratterizza anche il lavoro del designer.
Côte de Ramatuelle è la più luminosa, costruita intorno alla freschezza di bergamotto, lemongrass e menta, prima di lasciare spazio a sandalo, vetiver e incenso. Monsieur Chic sceglie invece cardamomo e cipresso, lavanda e geranio, adagiati su un fondo di muschio, cedro e patchouli. Più scuro e stratificato è Oud Raffiné, dove l’oud viene smorzato da ginepro e lavanda, gelsomino e cedro, per poi incontrare tabacco e vaniglia. Tre interpretazioni diverse dello stesso uomo, accomunate da un’idea di presenza che preferisce l’understatement all’ostentazione.
Niccolò Pasqualetti, dalla materia al profumo
Con Andara, Niccolò Pasqualetti porta invece nella profumeria quella ricerca sull’identità e sulle categorie che attraversa già la sua moda. Presentata in anteprima a Pitti Fragranze e realizzata con il maître parfumeur Cristiano Canali di MANE, la collezione comprende tre extrait de parfum, White Andara, Blue Andara e Red Andara, ispirati alle pietre della collezione personale del designer.
White Andara parte da aldeidi, bergamotto e pepe rosa per incontrare iris e rosa e adagiarsi su sandalo e legni; Blue Andara esplora invece una dimensione più acquatica e minerale attraverso foglia di violetta, iris, magnolia e alga rossa, chiudendosi sull’incenso. Red Andara è il più sensuale e intenso dei tre: fragola, zafferano e zenzero introducono un cuore di tuberosa, rosa e champaca, mentre suede e labdano ne rendono più scuro il fondo.



