In Polinesia esiste una parola che indica una forma di linguaggio visivo, una comunicazione non verbale per esprimere la propria identità, status sociale e legame con gli antenati. È “Tatau”, da cui deriva la parola tatuaggio. Anticamente, ancora prima dell’alfabeto, era l’unico modo di raccontare e soprattutto tramandare le informazioni sulla vita di un individuo. Ovviamente i polinesiani non erano gli unici ad adoperare il tatuaggio come espressione; la sua storia risale, almeno, all’Età della Pietra, e in ogni popolazione assumeva una valenza diversa. In Egitto erano comuni tra le donne come simbolo di fertilità e bellezza, nelle Antiche civiltà Greche e Romane erano proibiti, tanto che identificavano criminali o schiavi, nel Medioevo per i pellegrini era un simbolo di fede religiosa.
Oggi, il tatuaggio è diventato una forma di espressione personale, conquistando spazi e confini sempre più ampi, guadagnandosi la definizione di forma d’arte a tutti gli effetti.
Una forma d’arte che non dimentica, però, le proprie origini.
Oggi i tatuatori sono dei veri e propri artisti, degli artigiani che con la loro abile manualità regalano unicità e significato a ogni loro opera.
Il 23, 24 e 25 gennaio il Super Studio Maxi di Viale Famagosta a Milano apre le porte alla “Tattoo Convention 2026”, giunta alla sua ventinovesima edizione e punto di riferimento per artisti da tutto il mondo, appassionati e semplici curiosi. Oltre 500 tatuatori di fama internazionale, live performance di body painting e danza e la mostra “Artefice 2026 – La paura”, dove trenta tatuatori porteranno la loro personale percezione del “mostro”, interpretando la paura secondo la propria sensibilità.
Insomma, il tatuaggio in ogni sua sfaccettatura.
Tra gli artisti più attesi, Razzouk, titolare del celebre studio di Gerusalemme, considerato il primo studio di tatuaggi al mondo, attivo dal 1300. La sua famiglia ha tramandato per generazioni tecniche, motivi tradizionali e simboli storici.
Una new entry di questa edizione milanese sarà Valentina Tattoo (@fela.vi), una giovanissima artista italiana che, oltre ad avere uno stile versatile e creativo, è stata protagonista durante lo scorso concerto del cantante Alfa, che l’ha voluta sul palco per farsi tatuare dal vivo il numero “192463”, il totale dei fan che hanno partecipato al suo ultimo tour.
Valentina, com’è nata la passione per i tatuaggi?
“Fin da piccolissima. Ricordo che guardavo incantata il tatuaggio di mio padre, un fiore; incantata da come la pelle potesse cambiare e trasformarsi. L’ho accompagnato poco dopo in studio di tatoo e ne sono rimasta affascinata. Era l’unica cosa a cui pensavo e ancora adesso fatico a realizzare che il mio sogno si è trasformato in realtà”.
Giovane e molto determinata. Dopo un’esperienze all’estero hai iniziato a fare la gavetta nello studio dei tuoi sogni.
“Tre anni di gavetta che mi hanno regalato tanto, ogni persona dello studio mi ha insegnato qualcosa e fatta crescere”
Cresciuta fino a salire sul palco con Alfa, tatuandolo “live”
“L’avevo già tatuato e questo mi ha aiutata a sentirmi più a mio agio sul palco. Alfa poi è dolcissimo. È stato bello anche assistere al pre-concerto, vedere tutta l’organizzazione che c’è dietro. E’ stato un momento emozionante, ma poi quando ho iniziato a tatuare, mi sono immersa nel mio lavoro e l’emozione è passata in secondo piano. Mentre lui eseguiva la sua “Sul più bello”, gli ho tatuato il numero 192463, i fan che hanno partecipato al suo ultimo tour.”
Complimenti per la velocità! A parte quello di Alfa, c’è un tatuaggio che ti è rimasto nel cuore?
“Una donna che si abbraccia, che abbraccia la sua parte interiore; voleva tatuarselo una ragazza dopo un periodo particolare della propria vita. Mi ha raccontato la sua storia e le ho proposto questo disegno, in bianco e nero, la combinazione che preferisco. Mi piace soddisfare il desiderio di una persona di decorare il proprio corpo con disegni che simboleggiano emozioni profonde.
Per questo, mi affeziono anche a tutte le calligrafie originali che realizzo per i miei clienti: sono intime dichiarazioni d’amore.
Progetti per questa convention?
“Non ho fatto programmi, tatuerò solo “walk-in” (senza appuntamento). Proporrò qualche mio disegno, ma soprattutto girerò per assaporare tutta l’energia e la creatività di questa meravigliosa convention, di cui sono davvero onorata di far parte.”
