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La Vespa compie 80 anni: Roma celebra l’icona italiana che ha conquistato il mondo

La Vespa compie 80 anni: Roma celebra l’icona italiana che ha conquistato il mondo

Quattro giorni di sfilate, mostre e incontri per celebrare il mezzo a due ruote che ha rimesso in moto l’Italia. La Capitale accoglie migliaia di appassionati che vivranno così le loro “Vacanze romane”.


È una festa meravigliosa quella per gli 80 anni della Vespa. E con il taglio del nastro del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, si è aperta ieri la manifestazione di quattro giorni “Vespa Roma 2026 “80 anni di un’icona” che si è aperta ieri e che durerà fino a domenica. Già da alcuni giorni Vespisti da tutto il mondo hanno iniziato a invadere festosamente la Capitale radunandosi soprattutto nell’area del Foro Italico, dove per l’occasione sorge il Vespa Village. Qui l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha presentato la moneta celebrativa degli 80 anni di Vespa, e si è tenuta la cerimonia dell’annullo filatelico di Poste Italiane dedicato a questo speciale anniversario. Intanto, allestita nella spettacolare cornice dello Stadio dei Marmi, si è aperta anche la mostra fotografica curata da Giacomo Bretzel, la mostra accompagna il pubblico in un viaggio attraverso i molteplici e diversi ruoli interpretati dalla Vespa: da mezzo di trasporto e strumento di libertà a compagna di viaggio, da icona di stile a protagonista di avventure straordinarie e simbolo di un modo di vivere che continua a parlare a persone di età e culture diverse. Dalle strade delle città europee ai grandi raid intercontinentali, dai set cinematografici alle copertine delle riviste, Vespa emerge come uno degli oggetti più riconoscibili e influenti della cultura visiva contemporanea. Ma sarà tra le strade della Capitale che si vedrà l’incredibile spettacolo di un raduno che si annuncia tra i più colorati e partecipati di sempre, anche perché avviene nella Città Eterna dove la Vespa fu protagonista di pellicole appartenenti alla storia del cinema, a cominciare da Vacanze romane. Intervistati per l’occasione, alcuni vespisti interrogati a caso tra i tanti con la domanda di Panorama: “Come vivi la Vespa?”, hanno così risposto: “E’ una parte della nostra famiglia” tra le frasi più diffuse, seguite da “Per spostarmi in città anche se la mia ha più di cinquant’anni”, e ancora: “La Vespa deve tornare ad avere le marce”, alludendo all’ormai scomparso cambio manuale al manubrio che innescava il tipico rumore ritmato della Vespa in accelerazione. E infine: “Devono rendere meno fredda quella elettrica”, alludendo invece alla versione a batteria, non proprio amata dai puristi, poiché come ci ricorda un vespista decano: “l’odore della miscela olio-benzina ti conquista e non ti lascia mai più per tutta la vita.” Tanti i richiami storici esposti, dai disegni di Corradino d’Ascanio, l’ingegnere che la progettò, fino al colore verde dell’edizione speciale, ricreato esattamente uguale a quello degli interni dei velivoli bombardieri che Piaggio realizzava durante la Seconda Guerra Mondiale, e che fu utilizzato perché, con la distruzione degli stabilimenti, non c’era altra vernice disponibile. E non fu l’unico componente nato per scopi aeronautici che finì per divenire una soluzione tecnica vincente per creare ciò che avrebbe risollevato anche l’azienda, dallo scudo in acciaio ancora presente al sistema di fissaggio della ruota anteriore, fino al primo motore a due tempi. La giornata di apertura delle celebrazioni ha così tenuto a battesimo anche l’esclusiva Vespa edizione Ottantesimo: un modello che nasce già raro perché, in omaggio all’anno di creazione di Vespa, sarà realizzato in edizione numerata e limitata a soli 1946 pezzi.

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