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Spoleto 69: record assoluto di incasso, di proposta culturale e di emozioni

Spoleto 69: record assoluto di incasso, di proposta culturale e di emozioni
LE FOGLIE DELLE RADICI Installazione di Giuseppe Penone Piazza Pianciani In collaborazione con lo studio dell’artista e Gagosian

Il successo della prima direzione artistica di Daniele Cipriani apre la strada all’edizione 2027, quella del settantesimo anniversario

Si conclude questa sera la 69a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, la prima guidata dal nuovo Direttore Artistico Daniele Cipriani. Per 17 giorni la città umbra è tornata a essere il cuore pulsante della scena artistica internazionale: tra debutti, produzioni d’avanguardia e maestri consacrati, il Festival ha ritrovato la propria energia più autentica, raccogliendo la preziosa eredità di Gian Carlo Menotti per rilanciarla in un nuovo slancio internazionale, aperto al dialogo tra musica, opera, prosa danza, teatro e arti visive.

Un’edizione che ha riportato Spoleto al centro del mondo, restituendo al pubblico quell’atmosfera che negli anni ha reso il Festival unico: le strade piene fino a tarda sera, le piazze vive, gli artisti mescolati alla gente comune, il teatro che esce dai teatri e diventa esperienza collettiva della città intera.

Dichiara il Direttore Artistico Daniele Cipriani: “Dirigere per la prima volta il Festival immaginato, creato e amato da Gian Carlo Menotti è stato un grande onore, ma anche una grandissima responsabilità. Ho voluto al mio fianco due consulenti d’eccezione come Beatrice Rana e Leo Muscato. Ho lavorato per mettermi al servizio del Festival, ascoltarne la storia, ritrovare le sue radici e, da quelle radici, far nascere nuovi germogli e nuove prospettive. Il vero valore aggiunto non sta solamente nel successo dei singoli eventi, ma nella capacità di trasformare una città in una comunità unita dall’arte. L’appuntamento per la 70° edizione sarà dal 25 giugno all’11 luglio 2027: dopo ‘Radici’, il tema sarà ‘Visioni’. Perché le radici hanno senso solo se continuano a generare futuro. “

I numeri della 69a edizione

La sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi, la prima diretta da Daniele Cipriani, ha registrato 35.000 biglietti da 44 Paesi del mondo emessi e un incasso oltre ogni record di quasi 1 milione e 100 mila euro: il risultato economico più alto di sempre.

Numeri importanti, significativi per il modo in cui sono stati raggiunti. È stata ampliata in modo considerevole la proposta artistica del Festival non per “fare numero” ma per offrire un panorama ancora più ricco e variegato: dalla danza classica alla contemporanea, dalla musica da camera ai grandi concerti sinfonici, fino al pop di Arisa e MIKA e alla ricerca sull’intelligenza artificiale di David Szauder. Una scelta dettata dalla convinzione che un Festival come questo debba invitare ciascuno a fare un passo oltre i propri confini: chi entra per un concerto può scoprire la danza, chi arriva per

Il successo della prima direzione artistica di Daniele Cipriani apre la strada all’edizione 2027, quella del settantesimo anniversario.

un’opera può lasciarsi sorprendere dall’arte digitale. La missione non è confermare i gusti del pubblico, ma ampliarli, creando occasioni di scoperta e curiosità”. Aggiunge Daniele Cipriani

Quest’anno il Festival ha ospitato una 121 spettacoli ed eventi culturali, per un totale di 290 rappresentazioni complessive. 1.057 artisti provenienti da 28 Paesi sostenuti dal lavoro di uno staff di 354 persone tra dipendenti, collaboratori, tecnici e personale di sala.

Della straordinaria offerta di spettacoli fanno parte 17 prime mondiali, 9 produzioni originali per il Festival, 6 prime europee, 12 prime italiane e 3 progetti site specific e 7 opere digitali che hanno vestito le facciate dei luoghi simbolo di Spoleto.

Le novità: nasce Festival dei Due Mondi Academy

Tra le novità di questa edizione, particolare soddisfazione per la nascita di Festival dei Due Mondi Academy, il nuovo progetto formativo della Fondazione dedicato ai giovani talenti della musica classica under 35, che ha coinvolto 22 musicisti provenienti da 7 Paesi. Coordinata da Massimo Spada, l’Academy ha proposto 52 masterclass e 7 concerti, per un totale di 161 ore di formazione, grazie alla presenza di docenti di straordinario prestigio internazionale come Marc-André Hamelin, Benedetto Lupo, Giovanni Sollima, Kim Kashkashian, Marc Bouchkov e Andrea Obiso. Nel corso dell’Academy sono stati assegnati gli Spoleto Young Award agli allievi Antonin Bonnet e Oleksii Tyshchenko, che si sono aggiudicati un contratto con il Festival e potranno esibirsi in occasione della settantesima edizione: un progetto strategico per il futuro dell’istituzione, perché investire nei giovani significa investire nel futuro della cultura.

Gli spettacoli e i momenti più applauditi

Tra i titoli più apprezzati, l’opera Vanessa di Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti, con la direzione di Sora Elisabeth Lee e la regia di Leo Muscato, si è rivelata uno dei momenti più applauditi dell’edizione, grazie a una lettura capace di mettere in luce temi universali come la memoria, l’attesa e le ferite che attraversano le generazioni.

Piazza Duomo è stata il cuore pulsante del Festival. Il concerto MIKA Symphonique, ha visto la scrittura pop contemporanea incontrare la ricchezza del suono sinfonico grazie all’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, al Coro del Teatro Lirico Sperimentale e alla direzione di Simon Leclerc. Per la prima volta a Spoleto è stato accolto Yannick Nézet-Séguin alla guida della London Symphony Orchestra insieme a Beatrice Rana, mentre Arisa ha emozionato il pubblico con i nuovi arrangiamenti sinfonici del suo repertorio. Il Festival si chiude questa sera, ancora una volta con il tutto esaurito, con il grande Concerto finale in Piazza Duomo affidato a Gianandrea Noseda e alla Filarmonica Teatro Regio Torino, con un programma che, da Menotti a Bernstein fino a Dvořák, racconta il dialogo fra Europa e America al centro del DNA del Festival.

Tra gli spettacoli che hanno riscosso il maggiore apprezzamento del pubblico anche la Maratona di Danza al Teatro Romano, che ha riportato a Spoleto alcune delle più grandi stelle del balletto mondiale, culminata con la prima mondiale della nuova interpretazione della Sagra della Primavera con Sergio Bernal e un corpo di ballo di sedici danzatori.

Sempre la Danza ha visto ampia partecipazione di pubblico per Seven Ages di Kirill Richter e Marco Goecke alla Rocca Albornoziana e per la pièce-laboratorio di Rocìo Molina.

Per la prosa, Platonov, con la regia di Peter Stein, che ha restituito al pubblico tutta la profondità e l’umanità del primo Čechov. Grande partecipazione ha suscitato anche Educazione sentimentale, con Giuseppe Fiorello e la regia di Ivan Cotroneo, uno spettacolo che, con intelligenza e sensibilità, riflette sui modelli di maschilità e sulla formazione affettiva di un uomo contemporaneo. Grande successo anche per Le Radici di Mezzo Mondo, un viaggio dei vangeli in cinque spettacoli indipendenti ideato in esclusiva per il Festival.

Particolarmente intenso è stato anche Eumenidi. Oreste è salvo di Serena Sinigaglia, andato in scena nella Basilica di San Salvatore, patrimonio UNESCO restituito al pubblico dopo dieci anni di chiusura seguiti al sisma del 2016. Grande successo anche per il Concerto Mistico di Mario Brunello e Giovanni Sollima, che hanno trasformato il dialogo fra i loro violoncelli in un viaggio musicale attraverso repertori, culture ed epoche diverse. Infine, il Jazz Club di Palazzo Collicola, quest’anno in collaborazione con il Lincoln Center di New York, ha animato le notti del Festival, diventando ogni sera un luogo di incontro spontaneo tra pubblico, artisti, staff e ospiti.

Arte e inclusione: la Casa di Reclusione di Spoleto

È stata confermata anche quest’anno la collaborazione con la Casa di Reclusione di Spoleto e con la compagnia #SIneNOmine, diretta da Giorgio Flamini, che ha portato in scena Innominabile 27 ispirato al teatro dell’assurdo. Simbolo identitario della nuova grafica del Festival, le altalene-bilico utilizzate come elementi scenici dello spettacolo sono state realizzate nella falegnameria e nell’officina della Casa di Reclusione di Spoleto: il risultato del lavoro congiunto dei detenuti e del personale di polizia penitenziaria della M.O.F. (Manutenzione Ordinaria dei Fabbricati).

Quest’anno, per la prima volta, è stata sperimentata la vendita di biglietti per lo spettacolo nato all’interno della Casa di Reclusione di Spoleto riconoscendogli piena dignità all’interno del palinsesto e della programmazione artistica del Festival. I detenuti coinvolti non sono stati soltanto parte di un’attività laboratoriale o di recupero, ma protagonisti a pieno titolo in qualità di artisti.

Il Festival diffuso

Accanto alla programmazione principale, il Festival ha continuato a emozionare attraverso i numerosi appuntamenti gratuiti, come gli incontri ai Giardini di Palazzo Campello, condotti da Antonio Gnoli, Simone Caltabellota e Leonetta Bentivoglio: un ciclo di conversazioni che ha visto protagoniste personalità come il filosofo Sergio Givone, Nada Malanima, Maria Teresa Venturini Fendi, il Premio Strega Emanuele Trevi, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e lo scienziato Nello Cristianini. A questi si sono aggiunte le lezioni di cinema di Antonio Monda e gli appuntamenti dedicati a figure come Franca Sozzani e Alberto Burri.

Novità dell’edizione 2026 sono stati gli appuntamenti di Il Festival Incontra che, nella sede di Palazzo Racani Arroni, hanno offerto al pubblico, agli ospiti e alla stampa l’opportunità di conoscere più da vicino gli artisti protagonisti del Festival.

Le nuove generazioni e l’accessibilità

Grande attenzione è stata riservata ai più giovani: oltre 450 bambini di 26 classi, appartenenti a 5 istituti scolastici del territorio, hanno partecipato al progetto Il Festival siamo noi, mentre 26 stagisti delle scuole secondarie di secondo grado sono stati coinvolti grazie ai percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Gli studenti sono stati protagonisti di diverse attività, dalle visite dietro le quinte ai progetti promossi dal Festival, tra cui i percorsi di mediazione teatrale CondiVisioni, il trekking urbano Le Vie dell’Acqua e il progetto accessibile I Luoghi del Festival – Senza Frontiere, che ha coinvolto gli studenti nel ruolo di guide accessibili durante i touch tour rivolti al pubblico con disabilità visive.

Il Festival ha inoltre confermato e ampliato il proprio impegno sul fronte dell’accessibilità, proseguendo il servizio di audiodescrizione per spettatrici e spettatori con disabilità visive e introducendolo, per la prima volta, anche per uno spettacolo di danza. Sono stati infine attivati 3 stage curriculari grazie agli accordi di collaborazione con gli Atenei convenzionati.

Il Successo mediatico

La presenza dei media è stata significativa, con 140 giornalisti accreditati, di cui 14 internazionali — un dato in forte crescita rispetto agli anni precedenti — per un totale di oltre 1.630 editoriali, registrando un incremento del 20%. La Rai, Main Media Partner del Festival, ha realizzato le riprese dello spettacolo Eumenidi. Oreste è salvo, con la regia di Serena Sinigaglia, in onda in prima serata sabato 18 e in replica domenica 19 luglio su Rai 5, mentre lo spot ufficiale del Festival è stato trasmesso su tutte le reti Rai. È in programma il 24 luglio in seconda serata alle 23.15 su Rai 5 la trasmissione del documentario sul 69° Festival dei Due Mondi, prodotto durante la manifestazione per la trasmissione Maps: Musica, Arte, Poesia, Spettacolo. Il documentario racconta la sessantanovesima edizione appena conclusa attraverso le voci dei suoi protagonisti. Anche la partecipazione digitale è stata rilevante: da dicembre 2025 a luglio 2026 sono stati registrati circa 446.000 accessi tra sito ufficiale e piattaforma di biglietteria, in crescita del 30% sull’edizione precedente, raggiungendo oltre 3 milioni di persone con un interesse di ricerca proveniente da più di 100 Paesi. Su Instagram, nell’ultimo mese, il profilo ha totalizzato 2 milioni di visualizzazioni, con oltre la metà del pubblico (52,1%) composto da utenti non ancora follower, segnale di un’ampia capacità di acquisizione di pubblico nuovo. Su Facebook, nello stesso periodo, le visualizzazioni della pagina hanno superato i 7 milioni e 700 mila. I talent presenti al Festival hanno infine condiviso contenuti sul proprio profilo Instagram, generando un reach totale di 2 milioni di utenti.

Sponsorizzazioni: crescita a doppia cifra

Un sincero grazie va inoltre agli sponsor che, mai come quest’anno, hanno scelto di credere nel Festival e di investire nel suo futuro. Un dato particolarmente significativo riguarda le sponsorizzazioni economiche e tecniche che hanno registrato una crescita del 78,51%.

Dichiara Andrea Sisiti, Presidente Fondazione Festival dei Due Mondi: Un ringraziamento va ai media partner, in primis RAI, che hanno aiutato a diffondere le storie e le immagini del Festival, e a

tutti i partner e gli sponsor tecnici che ne hanno reso possibile la realizzazione. Un grazie speciale va infine ai Mecenati del Festival e alla loro Presidente Maria Teresa Venturini Fendi e, non ultimo, a tutto lo staff che ha lavorato con dedizione instancabile. Un ringraziamento va al pubblico e alla città di Spoleto, che continua ad accogliere il Festival come la propria casa. La sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi si chiude con un bilancio estremamente positivo, confermato non solo dalla straordinaria qualità artistica del programma, ma anche dall’entusiasmo con cui il pubblico ha vissuto la città e ha partecipato agli spettacoli, agli incontri e ai tanti momenti che hanno animato Spoleto. I dati sulle presenze certificano una sostanziale conferma degli ottimi risultati dello scorso anno, con un pubblico numeroso, fedele e capace di attrarre visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, dove registriamo segnali particolarmente incoraggianti dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia. Sono numeri che testimoniano la forza internazionale del Festival e la sua capacità di generare valore culturale, turistico ed economico per l’intero territorio. L’individuazione del tema Radici ha rappresentato una scelta importante e lungimirante. Attorno a questo filo conduttore è stato costruito un percorso artistico che ha permesso di riscoprire e valorizzare, con rinnovata intensità, il pensiero e la visione del Maestro Gian Carlo Menotti, restituendo ancora più chiaramente l’identità profonda del Festival e il legame inscindibile con la città che lo ha visto nascere. È una direzione che ha saputo coniugare memoria e contemporaneità, offrendo al pubblico una proposta culturale di altissimo livello e rafforzando il ruolo del Festival dei Due Mondi come uno dei principali punti di riferimento della scena internazionale. Per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento al direttore artistico Daniele Cipriani, agli artisti, alla Fondazione Festival, alle istituzioni, ai volontari, agli operatori culturali, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che, con professionalità e passione, hanno reso possibile un’altra straordinaria edizione del Festival”.

Verso il 70° Festival: dalle Radici alle Visioni

Il Festival dei Due Mondi si dà appuntamento a Spoleto dal 25 giugno all’11 luglio 2027 per la sua 70a edizione, un anniversario speciale che dopo il tema “Radici” trova la sua naturale prosecuzione nel tema “Visioni“. È stato svelato in occasione della conferenza stampa l’anteprima del nuovo logo di Spoleto 70, ideato dal duo creativo Lorenzo De Rita e Patrizio Marini.

La Fondazione Festival dei Due Mondi ringrazia il Ministero della Cultura, alla Regione Umbria e al Comune di Spoleto, il cui sostegno resta un elemento imprescindibile per la realizzazione di un progetto culturale di questa rilevanza.

La Fondazione Festival dei Due Mondi ringrazia inoltre il Main Partner Fondazione Carla Fendi, rappresentata dalla Presidente Maria Teresa Venturini Fendi, la Fondazione Carispo e il suo Presidente Avv. Paolo Feliziani, Banco Desio e il suo Presidente Avv. Stefano Lado, il nuovo Premium Partner ENEL, il nuovo Official Wine Partner Franciacorta, Intesa Sanpaolo, la Famiglia e l’Azienda Monini, e le aziende del territorio che investono sul Festival: Italmatch Chemicals, Arvedi AST – Acciai Speciali Terni, Meccanotecnica Umbra, Susa Trasporti, Fabiana Filippi, Tomasini Francia – Rolex e Fibraweb.

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