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Dress code «Miranda Approved»: cosa è successo alla prima milanese de Il Diavolo veste Prada 2

Panorama è andato al party esclusivo per il sequel cult alla Rinascente di Milano tra ospiti vip e l’assenza di Anne Hathaway che fa discutere.

Qualcuno si fa prendere sulle spalle da un amico forzuto per vedere meglio, moltissimi altri si accalcano contro le transenne e tengono pronto il telefonino per una foto al vip di passaggio. C’è molta folla già dal tardo pomeriggio davanti alla Rinascente di Milano, scelta per ospitare il tappeto rosso, la cena ufficiale e l’afterparty del film Il diavolo veste Prada 2, il seguito del titolo cult che ha raccontato il dietro le quinte del mondo della moda e consacrato personaggi mitici come Miranda Priestley, interpretata dalla sempre straordinaria Meryl Streep.

Le indiscrezioni parlano dell’arrivo di Anne Hathaway, l’altra protagonista, ma a tarda sera sfuma la speranza, l’attrice non si farà vedere, così come gli altri nomi internazionali della seconda parte del film, che pure ha molte scene ospitate a Milano. Poco male, perché tutta l’atmosfera della serata non li farà rimpiangere. È ricca di glamour, di momenti modaioli, di fierezze e status symbol, voglia di farsi vedere, fotografare. E, con un piglio degno di Hollywood, di saltare la fila.

Un dress code “Miranda Approved” tra red carpet e status symbol

Per dire, il dress code richiesto agli ospiti della serata ha messo subito tutti dell’umore giusto, scatenando il panico da armadio: «Miranda approved». Ovvero, niente maglioncini cerulei, molto meglio abiti lunghi, scollature, accessori griffati oppure stravaganti, per ribadire che la moda è linguaggio, un’ostentazione e un’estensione della propria personalità.

Comunque, di Meryl Streep c’è la voce italiana, la bravissima Maria Pia Di Meo, che posa davanti ai fotografi alla fine del red carpet, riempito con due feticci del film, due gigantesche scarpe rosse col tacco che è il tritone del diavolo. Più evocativo di così, non si può. L’accessorio più ambito è una gift bag misteriosa con il logo del film in taglia extralarge, ma poi l’ironia vuole che si faccia a gara a liberarsene, ad affidarla all’accompagnatore di turno, per essere splendidi davanti ai flash dei fotografi.

Le stelle italiane e la Terrazza Rinascente

Ecco, tra le tante bellezze nostrane, Cecilia Rodriguez in rosso, in perfetto pendant con il colore dominante della prima italiana, così come Federica Panicucci e Giulia Salemi. Simona Ventura sceglie invece un completo leopardato, Serena Autieri e Carla Gozzi stanno sul bianco.

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Arrivano i direttori e le direttrici delle edizioni italiane delle grande riviste della moda, si sale tutti sulla terrazza della Rinascente, affacciata davanti al Duomo, così vicino che sembra di poterlo toccare. La cena viene servita sotto i ritmi di un dj set, ci sono piccoli hamburger, piattini di pasta e di riso, poi i dessert, dai cannoli alla crema ai macaron, il tutto annaffiato da champagne in abbondanza: i camerieri passano tra gli ospiti e riempiono i bicchieri semivuoti. Così l’atmosfera si fa frizzante.

La sorpresa finale con i Clean Bandit

Quando la serata sembra essere destinata a concludersi, la grande sorpresa finale: sul palco salgono i Clean Bandit, gruppo britannico di musica elettronica con alcuni pezzi che sfiorano i due miliardi di ascolti su Spotify. Iniziano con Symphony e chiudono con il loro cavallo di battaglia, Rather Be, cantato a squarciagola dai molti ospiti, che sembrano dedicarselo a vicenda: «Quando sono con te, non c’è nessun altro posto dove vorrei essere». Specie in serate così. E come direbbe Miranda Priestley, è tutto.

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