Bong Joon-ho
(Biennale di Venezia)
Bong Joon-ho
Cinema

Mostra del cinema di Venezia 2021: il regista di Parasite Bong Joon-ho presidente di giuria

Cineasta ormai cult, amato e talentuoso, è il primo coreano alla guida dei giurati che assegneranno il Leone d'oro. Una bella notizia che è un'iniezione di speranza, rivolta al futuro, mentre ancora le sale cinematografiche sono chiuse

La Mostra del cinema di Venezia va avanti, nonostante tutto, ancora una volta. E annuncia già il suo prossimo presidente di giuria: sarà niente meno che Bong Joon-ho, il regista sudcoreano ormai diventato cult, premio Oscar 2020 per Parasite. Un'iniezione di fiducia e speranza in questi tempi segnati dal Covid, con lo sguardo rivolto al futuro prossimo, mentre le sale cinematografiche sono ancora chiuse (dal 25 ottobre 2020) e ancora lo resteranno almeno fino al 5 marzo, come nuovo Dpcm detta. La Mostra internazionale d'arte cinematografica si terrà dall'1 all'11 settembre 2021.

Bong Joon-ho, che ha in programma una serie tv per HBO tratta da Parasite, il film che l'ha reso mondiale, è il primo cineasta coreano alla guida della giuria principale. Spetterà a lui, attorniato da altre sei personalità del cinema e della cultura internazionali, assegnare il Leone d'oro. Raccoglie il testimone lagunare da sua beltà Cate Blanchett che, con mascherina addosso, nel 2020 aveva retto il primo festival internazionale in presenza dopo l'esplosione della pandemia. Venezia 77 aveva superato magnificamente l'esame, con misure di sicurezza esemplari, ma purtroppo, in seguito alla recrudescenza della pandemia, era destinato a rimanere uno dei pochi grandi festival cinematografici svoltisi in presenza.
Il Festival di Cannes, che l'anno scorso aveva rinunciato allo svolgimento, anche quest'anno è in bilico, visto l'andamento della situazione sanitaria, tanto che gli organizzatori stanno pensando a uno slittamento delle date a fine giugno, inizio luglio (al momento è ancora fissato a 11-22 maggio).

Bong Joon-ho, che ha nel suo curriculum altre autentiche perle, primo fra tutti il dramma Madre (2009), quindi l'insolito poliziesco Memorie di un assassino (2003), ma anche il distopico Snowpiercer (2013) e l'horror The Host (2006), incluso fra i migliori dieci film degli anni 2000 dai Cahiers du Cinéma, ha così accolto la missione di presidente della Giuria internazionale del Concorso Venezia 78: «La Mostra di Venezia porta con sé una lunga e ricca storia, e sono onorato di essere coinvolto nella sua meravigliosa tradizione cinematografica. Come presidente della Giuria – e soprattutto come incorreggibile cinefilo – sono pronto ad ammirare e applaudire tutti i grandi film selezionati dal festival. Sono pieno di autentica gioia e di speranza».

Speranza, la parola chiave di questo 2021.

Bong Joon-ho è infatti un cinefilo appassionato, già dagli anni dell'adolescenza (qui la lista dei suoi film preferiti).

Alberto Barbera, il timoniere che ha condotto la Mostra del cinema di Venezia negli ultimi dieci anni, sapendo ben bilanciare film di qualità, ricerca di nuovi autori e nomi di grido da Hollywood, e mettendo in piedi con doti da equilibrista anche l'ultima edizione «miracolata» sotto lo spauracchio del Covid, accoglie così Bong Joon-ho: «La prima, bella notizia della 78a edizione della Mostra del Cinema di Venezia è che Bong Joon-ho ha aderito con entusiasmo alla proposta di presiederne la Giuria. Il grande regista coreano è oggi una delle voci più autentiche e originali del cinema d'autore mondiale. Gli sono immensamente grato per aver accettato di mettere la sua passione di cinefilo attento, curioso e privo di pregiudizi, al servizio del nostro festival». E ancora: «È un piacere e un onore poter condividere la felicità di questo momento con i tantissimi ammiratori dei suoi film straordinari, disseminati ovunque. La scelta di affidare la Giuria, per la prima volta nella sua storia, alla guida di un cineasta coreano è anche la conferma che l'appuntamento veneziano guarda al cinema di tutto il mondo, e che i registi di ogni Paese sanno di poter trovare a Venezia la loro seconda casa».

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