Ventiquattromila spettatori, le montagne del Lauberhorn a fare da cornice, e il pettorale numero 1 sulle spalle. Giovanni Franzoni parte per primo nel SuperG di Wengen con l’ansia che attanaglia lo stomaco. «Madonna santa, o si va o non si va», si dice prima di lanciarsi. E va. Scia in maniera lineare, senza sbavature, chiudendo in 1’45″19. Un tempo che da subito appare interessante, ma essendo il primo a scendere dovrà attendere che tutti gli altri affrontino la pista prima di capire se quel tempo basterà.
Ed è bastato: il 24enne di Manerbio del Garda ha tenuto dietro tutti. Anche Marco Odermatt, il dominatore del circo bianco, che col pettorale 13 chiude quarto a 53 centesimi. Anche Dominik Paris, che però sbaglia dopo pochi secondi e non completa la gara. Man mano che gli avversari passavano senza battere il suo tempo, il sogno si avvicinava, fino a diventare realtà: Franzoni vince davanti all’austriaco Stefan Babinsky (+0″35) e allo svizzero Franjo Von Allmen (+0″37). È la prima vittoria in Coppa del Mondo della sua carriera.
La rivincita nel punto della caduta
C’è un particolare che rende questo trionfo ancora più speciale. Tre anni fa, proprio a Wengen, Giovanni Franzoni aveva subito un grave infortunio che gli aveva interrotto la carriera. Era finito nelle reti al Canadian Corner, procurandosi un danno piuttosto grave ai muscoli flessori della coscia destra: due tendini rotti e uno lacerato. Un incidente che aveva bloccato la progressione di un talento capace di dominare tra gli juniores, con tre ori, un argento e un bronzo in due Mondiali di categoria.
Ed è proprio in quel punto, stavolta, che ha fatto la differenza. «Ho costruito lì buona parte del successo», racconta ancora tremante dopo la gara. «Tre anni fa ebbi un grave infortunio ai tendini in quella curva, oggi ho spinto per dare velocità ed è venuta fuori una bella gara». Il destino gli ha offerto la rivincita esattamente dove tutto si era fermato.
Presente e futuro di Franzoni
L’ultima frazione è stata il suo scudo: un 15″42 che nessuno è riuscito a eguagliare. Franzoni si è imposto anche una novità mentale rispetto al passato: gareggiare divertendosi. «Esco dal cancelletto dicendomi: goditela, pensa a sciare». E funziona. Anche Odermatt, abbracciandolo, riconosce la perfezione della sua sciata: «Così pulito, così facile scendere oggi per te».
Con questa vittoria Franzoni sale al terzo posto nella classifica di specialità con 218 punti, dietro a Odermatt (325) e all’austriaco Kriechmayr (231). È il primo successo italiano maschile della stagione in Coppa del Mondo, tredici anni dopo il trionfo di Innerhofer sempre a Wengen.
Ma Giovanni resta con i piedi per terra: «Il mio futuro cambia? Per ora cambia solo il presente. Vivrò alla giornata. Ho sempre dovuto guardare molti avversari dal basso verso l’alto, oggi li ho superati. La mente mi ha aiutato parecchio». Un talento ritrovato, una rivincita completata. Un presente che sorride.
