Cinema

Ecco il cinema che ci salvò nel secondo Dopoguerra

"L'Italia del Sorpasso": un documentario che racconta gli anni della Ricostruzione con Paolo Mieli, Alessandro Gassman, Paolo Virzì, Sandro e Giovanni Veronesi, e Paolo Grignaschi

Contro la devastazione virale, contro l'epidemia di pessimismo da Covid-19, è possibile tirare un sospiro di sollievo, relativizzare lo psicodramma, e riscoprire la forza nascosta nelle proprie radici. Basta un documentario dura meno di mezz'ora. In quel breve tempo, il video racconta come, negli anni del secondo Dopoguerra, il cinema del nostro Paese, dal Neorealismo fino alla Commedia all'italiana, abbia potentemente contribuito alla creazione di una nuova identità nazionale e alla ricostruzione dalle rovine.

È un cortometraggio: s'intitola "L'Italia del sorpasso", realizzato da Greta Salve e prodotto da Orizzonti TV, ed è visibile sul canale YouTube.


L'ITALIA DEL SORPASSO www.youtube.com


Intrecciato dal filo storico-narrativo di Paolo Mieli, già direttore del Corriere della Sera, il video ripercorre la genesi e l'evoluzione di un periodo cinematografico incredibile per l'estro dei suoi protagonisti, attraverso il commento di Paolo Grignaschi, ideatore di Orizzonti Tv, che ha sostenuto l'iniziativa, e le testimonianze di attori e registi di spicco: Alessandro Gassman, Paolo Virzì, Sandro e Giovanni Veronesi.


Tra immagini di repertorio e spezzoni di film dell'epoca quali "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, di "Bellissima" di Alessandro Blasetti, di "Il Sorpasso" e "Una vita difficile", diretti da Dino Risi, gli spettatori scopriranno che l'Italia di oggi può specchiarsi in quelle pellicole e ha molto da riflettere su quel che accadde una settantina d'anni fa. Potranno scoprire come dalla devastazione del conflitto mondiale, e dalla sconfitta totale, uscì la caparbia capacità di un popolo che seppe superare le angustie del presente e attraverso il cinema riuscì a farsi amare dal mondo e a ritrovare la sua forza per creare un futuro di benessere che all'epoca non era affatto scontato.

Trenta minuti che offrono un esempio importante di creatività e di genio, in questo periodo di angoscia collettiva, e forse possono servire a dare nuova ispirazione. Ai giovani e ai meno giovani.

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