Il Mediterraneo, con i suoi gesti rassicuranti, i rituali condivisi e i sapori semplici, è il punto di partenza che anima spesso le tavole di tutta la Penisola, e non solo. Questo good mood può diventare anche un modo per organizzare cene di fine estate o di rientro dalle vacanze, per prolungare quella dimensione di tempo estivo, che appartiene già alla memoria e creare occasioni in cui amici e persone care possano sentirsi parte della nostra vita. L’idea di cucinare per gli altri nasce dal desiderio di dare vita a un «posto al sole» capace di essere, allo stesso tempo, generoso nell’accoglienza e pronto a farci sentire ancora trasportati dai ricordi in quei luoghi, dove le persone si sono incontrate, unite e amate. Diceva Josep Pla i Casadevall: «La cuina d’un país és el seu paisatge posat a la cassola», ovvero «la cucina di un Paese è il suo paesaggio messo in pentola». Una frase che racchiude l’idea secondo cui i piatti tradizionali riflettono direttamente la natura, il clima e la geografia del territorio in cui nascono. I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono molto diversi tra loro: orientali e occidentali, cristiani e musulmani, con foreste, deserti, montagne, baie e isole. Tutti, però, condividono una storia che invita a mangiare all’aperto, a godersi il cibo di strada e quello dei mercati, creando una cultura culinaria di immensa varietà e un concetto di ospitalità nel quale il pasto diventa soprattutto un momento di incontro e di relazione. L’abitudine di servire piccoli piatti accompagnati da bevande fa parte di uno stile di vita rilassato, nel quale è importante godersi il momento e la compagnia senza fretta. Ogni luogo ha la propria cucina e piatti inimitabili, che variano da Paese a Paese, ma sembra talvolta di ritrovare una sorta di déjà-vu gastronomico tra cucine apparentemente agli estremi opposti. La proposta gastronomica attraversa mare e terra: pesce e verdure, ma anche selezioni di carni lavorate con marinature inedite e cotture alla griglia o, ancora meglio, alla brace. Ho trovato, per esempio, che la brandade di merluzzo, preparata in Provenza, ricorda il baccalà alla veneziana; oppure che il pollo con l’uva, cucinato in Spagna, trova un corrispettivo anche nella tradizione toscana. Gli stufati di polpo greci hanno qualcosa in comune con quelli napoletani, come il celebre polpo alla Luciana. E il sugo è quasi la colonna sonora di tutto il Mediterraneo, mentre olive, aglio e capperi ne rappresentano alcuni degli emblemi più riconoscibili. Molti di questi piatti mediterranei sono semplici e frugali e riflettono la vita rurale delle persone; altri, invece, raccontano raffinatezze che risalgono ai potenti imperi che si sono avvicendati sulle sponde del Mediterraneo. Riprendere questi piatti, magari dopo averli visti preparare in famiglia, ci permette di continuare a fare ciò che amiamo: trascorrere tempo con amici e familiari intorno a una tavola. Invitare due, tre, quattro persone per assaggiare le proprie preparazioni, organizzando piccole cene intorno al tavolo della cucina e scoprendo quali sapori siano più apprezzati, può diventare un’esperienza semplice, piacevole e salutare. L’obiettivo di questo articolo è sottolineare ciò che considero il meglio del Mediterraneo, adattandolo al modo di mangiare che ci piace oggi, e trovare spunti anche attraverso quei libri capaci di riportare alla memoria immagini, profumi e ricordi. Un modo per accogliere e intrattenere i nostri amici, ma soprattutto per riscoprire il fascino di un pasto preparato in casa, nella sua autenticità e semplicità. E, soprattutto, per ritrovare quello spirito antico e sempre attuale di pianificare un pasto con una fetta di sole e di mare da condividere con le persone che amiamo.

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Ingredienti genuini, piccoli assaggi e storie di mare: le idee perfette per ritrovare l’autenticità dei pasti fatti in famiglia

