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Brera in bianco e nero nelle opere fotografiche di Roberto Ricci

Brera in bianco e nero nelle opere fotografiche di Roberto Ricci

Cinquanta scatti analogici di Roberto Ricci alla Fondazione Ambrosianeum raccontano la Brera che resiste alla trasformazione urbana.

Brera è un sussurro nel cuore di Milano, un luogo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio alla bellezza. Tra vicoli acciottolati e palazzi eleganti, ogni passo racconta una storia fatta di arte, luce e incontri inattesi. Brera non è solo un luogo: è una promessa di emozioni, un piccolo angolo di poesia nel ritmo frenetico della città.

Mercoledì 6 maggio alle ore 18.00 presso la Fondazione Ambrosianeum – via delle Ore, 3 a Milano – la mostra Pianeta Brera, opere fotografiche di Roberto Ricci. Una selezione di cinquanta opere, frutto di un lungo lavoro di ricerca di Ricci, sviluppatosi in diversi momenti, ma coerentemente al titolo, avente per oggetto i luoghi, gli spazi espositivi, i protagonisti del quartiere che a Milano, ma anche internazionalmente, è vissuto come luogo dell’Arte, e ancora un vero e proprio atto di amore per l’Arte e la Fotografia.

La resistenza analogica contro la turistizzazione

In questo senso le opere di Roberto Ricci, in rigoroso bianco e nero analogico, assumono anche il valore documentario di una trasformazione che il quartiere ha subito, avviandosi verso una tumultuosa turistizzazione: evidenziare i luoghi di “resistenza” a questo processo costituisce una modalità per parlare della storia della nostra Città, dando voce, e immagine, a momenti di riflessione su come innovazione e persistenze debbano necessariamente dialogare. D’altra parte, istituire legami tra contesto ambientale e ritratto, è una delle caratteristiche peculiari dell’opera di Ricci, che differenzia le sue immagini dal fotogiornalismo, dalla cronaca dei luoghi.

La mostra è scandita per ideali capitoli che disegnano un itinerario tra i protagonisti e le evidenze che, intorno al Palazzo di Brera, hanno contribuito a renderlo il quartiere dell’Arte di Milano.

Dai maestri storici ai giovani dell’Accademia

In primo luogo, le presenze storiche, lo studio di Piero Manzoni, l’ex chiesa di san Carpoforo, il Jamaica, i negozi di Belle Arti, le Gallerie d’arte. Poi il Palazzo di Brera, un ideale scrigno di saperi, che mette insieme la monumentalità del cortile e della Pinacoteca, con la vitalità dei quattromila allievi dell’Accademia. E infine gli artisti che in questo ambiente si sono formati, e che continuano a frequentare anche come docenti dell’Accademia di Belle Arti, con un’idea di trasversalità che accosta Maestri di fama consolidata a più giovani, ritratti anche in momenti di lavoro in studio.

La mostra, curata da Renato Galbusera e supportata da Reinvest S.p.A., sarà visitabile sino al prossimo 24 maggio con il seguente orario: nei giorni feriali su prenotazione all’indirizzo mail [email protected]; venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00, sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00.

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