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Balotelli, altro flop. E’ allarme Italia?

Balotelli, altro flop. E’ allarme Italia?

SuperMario indisponente a Madrid nella notte più importante del Milan. Stagione da dimenticare e al Mondiale l’Italia è sulle sue spalle… – Milan umiliato a Madrid – Seedorf, primi dubbi

E’ un peccato che Diego Costa non abbia parenti e passaporto italiano. Davvero un peccato, perchè il confronto a distanza tra l’attaccante dell’Atletico Madrid e Mario Balotelli rischia di far perdere il sonno a Prandelli che su Balotelli ha costruito la Nazionale per il Brasile e si trova un leader che tale non è, né dal punto di vista tecnico, né da quello comportamentale. La notte del Vicente Calderon accresce i dubbi e le domande su Balotelli: è un campione o un giocatore normale? Può essere lui l’uomo su cui costruire l’Italia e il Milan del futuro? I suoi limiti sono solo psicologici o anche tattici?

Indisponente, mai pericoloso e molle nei contrasti, polemico con i compagni (viste due litigate con Abate e Emanuelson in campo) e l’arbitro tanto da rimediare la 14° ammonizione della stagione per proteste: era diffidato e salterà la prossima gara Uefa. Non è detto che sia in Champions League e non è detto che sia con la maglia del Milan, visto che la stagione di Mario è così negativa da aprire scenari impensabili anche sul suo futuro. A Milano o via dall’Italia?

Il confronto con Diego Costa, dicevamo. Impietoso nei numeri oltre che nelle immagini rimaste negli occhi. Per Balotelli 3 tiri verso la porta di Courtois (mai impegnato davvero), 16 passaggi riusciti su 29 tentati, 2 falli fatti e 4 subiti, 0 tackle vinti e 8,172 km percorsi, molti meno di Kakà (9,892 km) che ha dieci anni di più dell’azzurro e che è oggi l’unica anima del Milan. I numeri di Diego Costa? Oltre ai 2 gol segnati ad Abbiati altre 2 conlusioni in porta, 38 palloni lavorati e difesi, squadra fatta salire e respirare e chilometri macinati in quantità: 9,988.

Seedorf, che si era coccolato Balotelli provando togliergli dalle spalle il peso dell’impresa, è stato tradito come prima di lui Allegri. Tutta la stagione di Mario è deludente fin qui: 10 gol in 19 apparizioni in campionato dove ha perso 5 partite per squalifica e 3 per infortunio. In Champions League è stato quasi impalpabile. Rete decisiva nel preliminare di agosto contro il Psv (il 2-0 a San Siro) e poi un rigore ad Amsterdam procurato con una mezza caduta e un gol a gara finita contro il Celtic Glasgow. Punto. Pochissimo per un giocatore che va in giro raccontando che un giorno vincerà il Pallone d’Oro.

Allarme rosso, dunque, anche per Prandelli. Se questo è il centravanti della Nazionale che in Brasile deve scavalcare subito il doppio ostacolo Inghilterra-Uruguay, i dubbi sono legittimi. Mancano poco meno di 100 giorni al via del Mondiale. L’operazione recupero non sarà né breve né semplice, ma è obbligata. Cambiare è tardi.

 

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