Sanremo 2022: il meglio e il peggio della terza serata
Drusilla Foer (Ansa)
Sanremo 2022: il meglio e il peggio della terza serata
Televisione

Sanremo 2022: il meglio e il peggio della terza serata

Cesare Cremonini insegna come si fa il super ospite, Drusilla Foer spariglia i giochi e fa dimenticare in pochi minuti sia la Muti che la Cesarini. Cresce la tensione per la gara.

Sarà che gli ottimi ascolti galvanizzano l’atmosfera, sarà che il giro di boa fa intravedere la strada in discesa, ma anche la terza serata di Sanremo 2022 è scivolata inaspettatamente veloce nonostante la scaletta monstre e la chiusura da nottambuli. Cantano tutti, Mahmood e Blanco sbancano la classifica (determinata dalla combo televoto e giuria demoscopica) e mettono una bella opzione sulla vittoria. Sul fronte show, invece promossa a pieni voti Drusilla Foer, che fa ciao ciao con le mani e con i piedi (cit. La rappresentante di lista) alla Muti e alla Cesarini, e il super ospite Cesare Cremonini.

DRUSILLA SUPER STAR Ironica, disinvolta come se avesse calcato l’Ariston da sempre, Drusilla Foer si prende la scena ed entra in sintonia con Amadeus dal minuto zero. A un certo punto entra vestita da Zorro: «Ho pensato di fare qualcosa di eccentrico, per mettere allegria. Ma anche per tranquillizzare quelli che avevano paura di un uomo vestito da donna…sicché mi sono travestita». E in trenta secondi zittisce le polemichette sulla sua presenza: di scandaloso non c’è nulla, di provocatorio nemmeno. Le sono bastati due minuti per far dimenticare le disastrose performance di Muti e Cesarini. Peccato per il suo monologo finale, piazzato in scaletta all’una e mezzo del mattino: scelta ingiusta. Finalmente però una co-conduttrice a fuoco, una che sa come si fa lo spettacolo. Dove si firma per averla anche venerdì e sabato sera? Voto: 9


Amadeus e Cesare Cremonini (Ansa)

CESARE CREMONINI, CHE PERFORMER Cesare Cremonini ha fatto una lectio magistralis su come si fa il super ospite al Festival di Sanremo. Al pubblico non interessano i lanci promozionali, vuole la sostanza, vuole spettacolo, empatia ed emozione. E belle canzoni. A Cremonini il repertorio non manca e l’effetto è uno show nello show travolgente, un gioiellino che resterà negli annali di questa edizione. E su 50 Special il pubblico dell’Ariston perde la tradizionale ingessatura, ingrana la marcia e balla. Travolgente. Voto: 9

IL MONOLOGO DI SAVIANO Può piacere o meno il suo stile ma Roberto Saviano sa essere un bravo narratore. Lo ha dimostrato ricordando Falcone e Borsellino nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Coltivare la memoria per non dimenticare. All’Ariston l’atmosfera si fa di colpo rarefatta. Particolarmente emozionante il passaggio della sua “orazione civile” dedicato a Rita Adria, la 17enne testimone di giustizia, morta suicida e vittima collaterale di quelle tragedie. Voto: 7

IL PUBBLICO DELL’ARISTON SE NE FOTTE E BALLA Cremonini ma non solo. Qualche sera fa con i Meduza, poi con Dargen D’Amico, che a colpi di «fottitene e balla» scompiglia tutti e costringe il pubblico dell’Ariston a fare gli straordinari. Altro che le signore in pelliccia e gli uomini azzimati che fino a qualche anno fa rendevano l’atmosfera in sala più gelida di un inverno siberiano. Finalmente si sono scongelati. Voti: 8

Achille Lauro (Ansa)

ZIA MARA E IL FANTASANREMO C’erano una volta i tormentoni lanciati dalla Gialappa’s Band e rilanciati sul palco del Festival da alcuni cantanti. Ora invece dominano i “papalina” e gli “zia Mara”, ripetuti come un mantra a fine esibizione da mezzo cast in gara. Colpa (o merito) del Fantasanremo, letteralmente esploso sul web, dov’è possibile costruire una squadra composta da cinque artisti cui viene attribuito un punteggio sulla base di parametri regolamentati in cui figurano le circostanze più bizzarre. Tra questi anche le strambe formule pronunciate dai cantanti. A metà tra il cult e il “non c’ho capito niente”. Voto: 7

S’È SGONFIATO LAURO Il problema di Achille Lauro è che ha alzato talmente tanto l’asticella della provocazione che quando canta ti aspetti che accada qualcosa da un momento all’altro e alla fine la canzone finisce dritta in secondo piano. Anche quando non succede niente. Come ieri. Dopo l’auto-battesimo (con annesse clamorose polemiche e richieste di preghiere riparatrici), questa volta ha giocato di sottrazione, arrivando solo sbottonandosi i pantaloni e ammiccando. Tutto qui. S’è sgonfiato Lauro. Voto: 4

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