A quasi sette anni dall’episodio finale di Game of Thrones — che solo in Italia aveva tenuti incollati allo schermo un milione e 71mila telespettatori — e il successo della serie prequel House of the Dragon, l’universo ideato da George R.R. Martin continua ad espandersi con un nuovo spin-off. La nuova produzione, intitolata A Knight of the Seven Kingdoms, debutterà nel gennaio 2026 sulla piattaforma streaming HBO Max, al suo debutto in Italia, e sta già catalizzando l’attenzione dei fan di Il Trono di Spade.
La trama di A Knight of the Seven Kingdoms
La serie è ambientata a Westeros circa 100 anni prima degli avvenimenti raccontati in Game of Thrones. È basata sulle novelle Tales of Dunk and Egg di George R.R. Martin, racconti che esplorano le avventure di due personaggi minori ma amatissimi: Ser Duncan l’Alto (detto “Dunk”), un cavaliere errante dal cuore nobile ma inesperto, e il suo giovane scudiero Egg, che in realtà è Aegon Targaryen, futuro re di Westeros. Questa ambientazione propone una Westeros meno dominata da draghi e guerre dinastiche epocali, e più focalizzata su avventure cavalleresche, crescita personale e relazioni tra personaggi più umani e “quotidiani”.
Volti nuovi per una storia antica
Il cast principale è formato da Peter Claffey nel ruolo di Ser Duncan e Dexter Sol Ansell nei panni di Egg/Aegon Targaryen, insieme a un ensemble di interpreti giovani e in parte emergenti. La produzione vede George R.R. Martin coinvolto come co-autore ed executive producer, insieme a Ira Parker, con supervisione di Ryan Condal (già co-creatore di House of the Dragon).
Cosa aspettarsi dal prequel di Game of Thrones
Diversamente da Game of Thrones o House of the Dragon, che si concentrano su grandi conflitti e lotte di potere, A Knight of the Seven Kingdoms promette un tono narrativo più intimo, avventuroso e talvolta anche ironico, pur senza rinunciare alla complessità morale e alla ricchezza del mondo di Westeros. Secondo le prime reazioni critiche, la serie riesce a ritrovare un equilibrio tra avventura e dramma umano, ampliando l’universo narrativo con una prospettiva “dal basso” e un focus su personaggi che vivono le conseguenze delle grandi storie dei Targaryen dal lato “del popolo”.
