LOL-Chi ride è fuori: perché il comedy show è già un fenomeno
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LOL-Chi ride è fuori: perché il comedy show è già un fenomeno
Televisione

LOL-Chi ride è fuori: perché il comedy show è già un fenomeno

La sfida tra dieci comici in onda su Amazon Prime Video in pochi giorni ha messo tutti d'accordo, tra gag surreali e divertimento puro. Nel cast di LOL-Chi ride è fuori - condotto da Fedez e Mara Maionchi - ci sono Frank Matano, Elio, Katia Follesa e Caterina Guzzanti

Li guardi e pensi: «Ma come fanno a non ridere?». Ci sono programmi che ci mettono anni a crescere e a conquistarsi una fetta di pubblico, altri che passano senza lasciare il segno e poi ci sono quelli che esplodono di botto e in maniera quasi inspiegabile. Basta una puntata per capire che LOL: Chi ride è fuori - protagonisti dieci comici chiusi per sei ore in una stanza con un solo obiettivo, quello di non ridere mai per le battute e le gag dei colleghi - appartiene di diritto a quest'ultima categoria, quella del «fenomeno» tv capace di mettere d'accordo una platea trasversale: il comedy show condotto da Fedez e Mara Maionchi ha debuttato da pochi giorni su Amazon Prime Video ma è già un «caso» televisivo di quelli che in Italia non si vedevano da un pezzo. Con una formula che più basica non si può, il programma comico ha conquistato tutti, anche chi i comici non li ama. Ecco come.

LOL: Chi ride è fuori, il cast del comedy show di Amazon Prime Video

Se c'è un cliché ritrito che riguarda i comici professionisti, oltre al fatto che fuori dalle scene siano tristi e malinconici, è quello secondo cui non ridono mai delle battute dei loro colleghi. Ecco, il nucleo centrale di LOL: Chi ride è fuori è proprio quello: ribaltare il luogo comune e mettercela tutta per far ridere i propri «avversari» a colpi di stand-up, improvvisazione, commedia e scherzi di ogni tipo. Il livello del cast è decisamente alto: si va da Elio, Caterina Guzzanti e Lillo fino a nomi ultra pop come Angelo Pintus, Frank Matano e Katia Follesa, passando per comici che hanno conquistato il successo sui social o su YouTube come i The Jackal Ciro e Fru, Michela Giraud e Luca Ravenna. Un bilanciamento perfetto tra comicità surreale, fuoriclasse dell'improvvisazione ed esordienti che se la giocano senza imbarazzi con i veterani della risata.




Il meccanismo del programma di Amazon Prime Video

Il meccanismo del format - prodotto da Endemol Shine Italy, è un adattamento di una popolare serie giapponese Amazon Original che trascina dieci comici in una «battaglia di risate» a porte chiuse - è ultra basic e in fondo l'apparente semplicità estrema (per quanto prodotta con grandi mezzi e ampio budget da Amazon Prima Video) è una delle chiavi del successo del comedy show. Resistere per sei ore chiusi in una stanza-studio dall'arredamento ultra glam senza ridere è l'impresa cui sono chiamati i dieci protagonisti, che hanno a disposizione giochi, oggetti, costumi e travestimenti di ogni sorta, ma soprattutto il proprio repertorio di personaggi, gag e barzellette: ad osservare l'esilarante gara comica dalla control room, c'è un inedito Fedez nei panni di arbitro e conduttore, affiancato dalla co-host Mara Maionchi. Alla prima risata scatta un cartellino giallo di ammonizione, alla seconda arriva quello rosso è l'immediata espulsione dal gioco: quello che resiste è il vincitore e potrà donare 100mila euro a un ente benefico a sua scelta.



Perché LOL: Chi ride è fuori è già un fenomeno

Se c'è una cosa che salta all'occhio bazzicando sui social in questi giorni è come LOL: Chi ride è fuori sia il primo vero successo mainstream di Amazon Prime Video: sempre di «bolla» stiamo parlando, è chiaro, ma mai una serie o uno show della piattaforma Amazon era stato tanto commentato fino a diventare pop. Invece il passaparola ha innescato un effetto curiosità che ha reso lo show comico un argomento di discussione creando quell'«engagement» tanto inseguito dalla tv generalista quanto dalle piattaforme streaming. E proprio dalla generalista arriva buona parte del cast, la cui popolarità ampia e trasversale ha certamente attratto il pubblico. Sì, poi ci sono dei «perfetti sconosciuti», ma il buon bilanciamento tra volti ultra pop come Elio e quelli più da nicchia come Michela Giraud (per altro bravissima, ma già si sapeva, e la sua hit Mignottone pazzo è già un cult) è certamente una delle chiavi del successo. L'altra è che questo non è un format che «piace alla gente che piace»: ridono tutti (o quasi), un po' perché capita al momento giusto (abbiamo voglia di risate, cazzeggio e disimpegno), un po' perché i protagonisti riescono a far ridere in maniera involontaria, senza trovate astruse o comicità impegnata ma solo attingendo al proprio repertorio e soprattutto al proprio talento. Il mestiere c'è e si vede, ma c'è più estemporaneità che ragionamento (è pur sempre tv, dunque è evidente che il copione c'è anche quando non si vede) e pure una certa capacità di adattamento a modelli di comicità che più distanti non si può. Insomma, i comici si amalgamano bene tra di loro e il musical improvvisato - uno dei passaggi più belli dello show - ne è la dimostrazione.



Ciro dei The Jackal e Frank MatanoPrime Video & Amazon Studios


I momenti cult delle prime quattro puntate

Tutto questo funzionerebbe sulla tv generalista? Difficile dirlo ma a naso sembrerebbe di no. Un po' perché il formato compatto - ogni puntata non dura più di trenta minuti - non si adatterebbe alle durate monstre dei programmi Rai o Mediaset, un po' perché la comicità sembra ormai relegata a piccole nicchie dai bassi ascolti (vedi il geniale Valerio Lundini, che con il suo Una pezza di Lundini fa share minimi e inversamente proporzionali alla piacevolezza del programma). Insomma, LOL: Chi ride è fuori sta bene dove sta ma non è detto che non funzioni come esperimento su Rai2 o Italia1 in seconda serata. In attesa delle ultime due puntate, in onda dall'8 aprile, vale intanto la pena di ricapitolare i momenti cult dei primi quattro appuntamenti, a cominciare dalla doppietta di Elio: mollato il travestimento da Gioconda, in parrucca e quattro braccia prima suona col flauto una versione surreale della sigla di Braccio di ferro (emettendo solo due note), poi si esibisce con un tip tap infinito che rischia di far scoppiare in lacrime dal ridere tutti gli altri avversari. Geniale. Altro momento epico, quello in cui Lillo indossa il costume di un improbabile supereroe, Posaman, sfoggiando pose assurde e inarrivabili. Ipnotico. Da segnalare poi Katia Follesa e Caterina Guzzanti (la più defilata, granitica e impassibile) alle prese con un microfono altoparlante («Donatella per uno storno in cassa 2»), Frank Matano - sudatissimo e bravissimo - che cammina senza sosta per sfuggire alla tentazione di ridere («mi devi lasciare stare») e ancora un Pintus in versione Cannavacciuolo che urla «hai cagato» e finisce per ridere lui stesso della sua battuta e viene eliminato. Insomma, ci si diverte parecchio (e spesso con piccole inezie per nulla raffinate), con buona pace di quelli che «state messi male se ridete per una roba così». C'è sempre il telecomando, per fortuna.

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