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Televisione

Cattelan e gli altri, il grande ingorgo dei flop in tv

Il conduttore è il corsa per l'Eurovision 2022, ma ancora pesano i bassi ascolti di Da Grande. E non va meglio a Canale 5, che ha chiuso in anticipo lo show con Ilary Blasi. L'impietosa fotografia di una stagione televisiva che fatica a decollare

Zero exploit, molti flop. Più che una brusca sintesi, una fotografia impietosa di una stagione televisiva che fatica a decollare. Reggono le solite architravi big delle reti ammiraglie: Maria De Filippi non sbaglia un colpo (al pomeriggio viaggia oltre il 20% di share e anche con lo spostamento alla domenica, gli speciali di Amici non hanno subito contraccolpi), Amadeus e Carlo Conti puntellano l'access e il prime time di Rai1 e pure la Carlucci è partita bene con Ballando con le stelle. Va forte Rete4 – ormai saldamente trasformata nel canale dell'informazione e dell'approfondimento Mediaset, in eterno scontro con La7 -, così come la fiction si conferma la killer application di Rai1.

Ma a fare rumore, più che i successi sono gli insuccessi, con una bocciatura totale (e trasversale) di molti dei nuovi progetti, rifiutati dal pubblico dopo appena poche puntate. La più clamorosa? Quella di Da grande, lo show evento di Alessandro Cattelano show evento di Alessandro Cattelan: gli ascolti delle due puntate sono stati inversamente proporzionali alle altissime aspettative della vigilia ed è una scottatura ancora più pesante visto che a giugno, alla presentazione dei palinsesti, era stato presentato dall'allora amministratore delegato Fabrizio Salini come la vera grande novità della stagione 2021/2022. Invece la bolla è scoppiata subito: partenza in sordina, crollo nella seconda puntata con poco più di due milioni di spettatori e il 12% di share. Sipario, sigla. Nonostante i super ospiti e il super budget a disposizione, il programma non è piaciuto al pubblico ed è stato stroncato dalla critica. «Grande attesa, ma scarsa resa», ha scritto oggi il Corriere della Sera certificando ancora una volta il sonoro flop. Tutta colpa di Cattelan? No. Lui conosce bene il mestiere, ha fatto la gavetta vera e grazie a X Factor si è costruito una solida identità. Colpa piuttosto di chi non ha pensato che quell'esordio su Rai1, dopo dieci anni nella nicchia patinata su Sky Uno, fosse troppo rischioso. «Un conto è essere un volto di punta di Sky, un altro un volto riconoscibile della tv generalista», osserva il Corriere. E proprio la riconoscibilità è il tema chiave. Peccato sia sfuggito all'ex ad Salini, che nel 2019 aveva pensato a Cattelen per Sanremo 2020, ipotesi frenata dall'esito di una ricerca di marketing che, si dice a Viale Mazzini, aveva messo in risalto il deficit di popolarità del conduttore presso il pubblico di Rai1 (fu così che l'allora presidente di Rai Pubblicità, l'astutissimo Antonio Marano, fece notare come gli investitori pubblicitari avrebbero preferito un volto più riconoscibile e scegliendo Amadeus si arrivò alla raccolta record di 32 milioni di euro, salita a 38 nel 2021).

«Cattelan non andava mandato subito in prima serata, bisognava costruirgli attorno un progetto più complesso. È un talento e un ottimo conduttore: non va bruciato ma piuttosto coltivato come volto Rai», ammette a Panorama.it un dirigente Rai che chiede di restare anonimo. Perché allora non partire per gradi, magari con un late show o sparigliando i giochi con un progetto totalmente inedito incrociando la tv tradizionale e RaiPlay (che ha un potenziale enorme, mai del tutto sfruttato), come fece Fiorello. Il paradosso? Proprio il flop ha reso Cattelan più popolare (basta vedere l'enorme quantità di commenti che Da grande ha generato sui social) e anche un po' meno "perfettino", perché in fondo uno scivolone non manca mai nel curriculum di chi fa tv. E mentre Cattelan si prepara a debuttare su Netfix con la docu serie Una semplice domanda, in cui indaga attraverso interviste, viaggi ed esperienze uniche sulla formula della felicità, il suo nome resta in cima alla toto-conduzione di Eurovision 2022.

Non vanno meglio le cose a Mediaset, soprattutto in prima serata. Se da una parte la strategia di Pier Silvio Berlusconi di rivoluzionare la domenica pomeriggio con la combo Amici più Verissimo ha dato da subito i risultati sperati, pesa il clamoroso flop di Star in the star con Ilary Blasi: doveva essere ilTale e Quale Show di Canale5 ma si è rivelata una versione posticcia tanto quanto le maschere utilizzate per camuffare i concorrenti vip aspiranti imitatori. Una Caporetto totale, che ha fatto scappare il pubblico e infuriare i vertici, tanto che lo show è stato chiuso con due puntate di anticipo dopo essere sceso all'11% di share. Per una tv commerciale, numeri davvero troppo bassi. È andata pure peggio a Mistery Land, la trasmissione di Italia 1 condotta da Aurora Ramazzotti e Alvin, crollata a meno di 600mila spettatori con il 2,8% di share: Mediaset ha annunciato un restyling totale del programma ma il vero mistero è capire se e quando tornerà davvero in onda. Italia1 in queste settimane ha poi fatto le cose in grande stile quanto a flop, mettendo a segno una triplete da dimenticare: oltre a Mistery Land, non è decollato nemmeno Buoni o Cattivi con Veronica Gentili (che fa meglio su Rete4), e non scalda il pubblico neppure il nuovo programma comico, Honolulu, con Fatima Trotta e Francesco Mandelli. È evidente che il canale ha bisogno di un rilancio vero, altrimenti il pubblico scappa.

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