Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd
Roger Waters, Ansa
Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd
Musica

Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd in un libro

In esclusiva un estratto dal libro di Giovanni Rossi dedicato al leggendario album con il maiale volante in copertina uscito nel gennaio del 1977

Animals, uscito il 21 gennaio 1977, è un disco duro, intriso di riferimenti alla difficile condizione economica e sociale dell'Inghilterra in quel periodo. Un periodo fertile quanto rivoluzionario, invece, per la musica grazie all'avvento del punk.

Animals è un concept album ricco di riferimenti e suggestioni ispirate a La fattoria degli animali di George Orwell. Registrato ai Britannia Row Studios di Londra, Animals andò al primo posto in Inghilterra e fece esplodere le contraddizioni e le differenze di vedute all'interno del gruppo. Un punto di non ritorno culminato con l'allontanamento del tastierista Richard Wright. Ora, la genesi di questo disco, fondamentale nella traiettoria artistica della band, viene raccontata nei dettagli nel libro del giornalista e scrittore Giovanni Rossi, Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd (edito da Tsunami).

Qui sotto, un estratto da Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd :

... Roger si sedette sul bordo del banco mixer. "Domani finiamo quella parte che avevamo detto, ma arrivo un po' tardi, devo fare un salto in moto in un posto". Dave lo guardò alzando le spalle come per dire: "E perché me lo dici? È un mese che passi quando vuoi!". Roger colse subito. "Ho avuto un'idea per la copertina!".

Il batterista e il chitarrista si guardarono. Nick Griffiths sorrise con ghigno beffardo pensando al parto che quella copertina era diventata e gli parve ironico che, ancora una volta, fosse l'onnipresente Roger ad aver trovato la soluzione! "Stai a vedere che adesso tira fuori anche la copertina", pensò ridendo sotto i baffi. "E sarebbe?", chiese Dave.


Animals: il lato oscuro dei Pink Floyd, TSUNAMI


"Aspetta", rispose il bassista. "Datemi qualche giorno". Dave e Nick si sorrisero nuovamente con un'espressione di ironica rassegnazione: non avevano scelta. L'indomani, Roger si svegliò di buona mattina, prese con sé la sua macchina fotografica e dopo aver inforcato la moto si diresse nel posto che aveva visto il giorno prima. Sceso dalla moto, scattò qualche foto da diverse angolature. Era un soggetto piuttosto ingombrante e aveva cercato di prendere la distanza giusta per riuscire a farlo entrare tutto nell'inquadratura. Quando ebbe finito il rullino si rimise in sella e nel tragitto per Britannia Row si fermò per consegnare il suo lavoro a un fotografo. Alcuni giorni dopo andò a ritirare le foto. Tornò a casa e sedendo sul divano del salotto iniziò a scorrerle una a una. Era soddisfatto, sebbene non fosse neppure lontanamente un fotografo. A Roger piaceva molto disegnare, ed era piuttosto bravo, fin dai tempi della scuola, ma per quell'idea aveva bisogno di una foto. Carolyne osservava incuriosita il marito che guardava quelle foto prese da tutte le angolature. Non ci provò neppure a chiedergli cosa stesse facendo, quando era così concentrato sapeva bene che era meglio lasciarlo stare.

Alla fine ne scelse una. La prese in mano e mentre se la rigirava in tutti i versi telefonò a un amico. "Riesci a metterci sopra un maiale?", fu la bizzarra domanda che si sentì rivolgere quest'ultimo. "Scusa?", domandò a sua volta. Voleva essere sicuro di aver capito bene. "Sì! Riesci a metterci un maiale?", ripetè Roger indicando un punto preciso della foto. "Proprio qui, in mezzo a queste due ciminiere".

Roger non era il tipo con cui discutere o a cui chiedere troppe spiegazioni. E non era neppure da lui considerare che il suo interlocutore, dall'altra parte del telefono, non potesse vedere il suo dito puntare sulle colossali propaggi­ni che la Battersea Power Station infilzava nel cielo grigio di Londra. Roger lo si doveva capire al volo, senza troppe domande. Ad ogni modo, il suo amico fece esattamente ciò che gli era stato chiesto, e con in mano un fotomontaggio tutto sommato meno artigianale del solito, alcuni giorni dopo Roger entrò esultante ai Britannia Row Studios. Roger ricorda così quel particolare momento: "Presi la macchina fotografica e feci un giro in moto nella parte sud di Londra. Anche se alcuni dicono che andai da quelle parti in bicicletta, no, non ricordo che ne avessi una all'epoca. Inve­ce avevo una bella moto. Così scattai alcune immagini alla Battersea Power Station, poi chiesi a un amico di fare un fo­tomontaggio con un maiale tra quelle ciminiere… Infine la presentai agli altri e dissi loro: 'Questa è la mia idea'".

A Roger l'ispirazione era venuta ripensando al testo di Pigs on the Wing, il brano che avevano appena finito di registrare, l'ultimo di Animals: "L'idea spuntò fuori da quella canzoncina, sai quella del maiale volante… Il maiale volante è simbolo di speranza". E oltre a quello, a Roger piaceva mol­to l'architettura della Battersea Power Station: "Penso che si tratti di una costruzione molto bella, innaturale e dal simboli­smo crudo e disumano, perfetta per l'atmosfera generale che si voleva trasmettere con l'album. Mi piacciono le quattro torri falliche e trovo molto interessante l'idea di potere che esercita". I Pink Floyd avevano finalmente la copertina di Animals...


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