Jovanotti: "Lorenzo sulla Luna" celebra i 50 anni dallo sbarco
Jovanotti: "Lorenzo sulla Luna" celebra i 50 anni dallo sbarco
Musica

Jovanotti: "Lorenzo sulla Luna" celebra i 50 anni dallo sbarco

Il nuovo lavoro, prodotto da Rick Rubin, è un suggestivo "concept album" di cover di canzoni dedicate alla Luna

A pochi mesi dall'Ep Jova Beach Party, da cui è stata estratta la fortunatissima Nuova Era, uno dei tormentoni della scorsa estate, Jovanotti pubblica oggi un nuovo album, Lorenzo sulla Luna.

Non un disco di inediti, ma una raccolta di cover di canzoni «più o meno famose» dedicate alla Luna, per celebrare i 50 anni dello sbarco dell'uomo sul satellite a noi più vicino, fonte inesauribile d'ispirazione per cantanti, scrittori e poeti.

Un "istant album", registrato in una settimana, che per Lorenzo «è una parentesi nella mia storia musicale, un divertimento».

“Due sono le cose non farei mai: un album di cover e un “album concept”. E infatti eccomi qua, con un disco appena fatto tra le mani, ed è un concept album di cover! – ha dichiarato Lorenzo- Quando abbiamo registrato “Lorenzo Sulla Luna” non era detto che sarebbe uscito, era un mio trip personale, volevo concentrare la mia attenzione sul satellite terrestre, a 50 anni dall’Apollo 11, come un modo per esplorare uno spazio, che poi ogni spazio è sempre “lo spazio”. Passata l’estate con tutto il suo incredibile delirio lo abbiamo riascoltato e quel vuoto è entrato in risonanza con il silenzio improvviso che si era fatto in me dopo tutto il casino di Jova Beach, quindi mi è sembrato perfetto da pubblicare alla fine di un anno così pazzesco.”

Un viaggio unico quello di Lorenzo, che testimonia una costante tensione verso ciò che di nuovo lo attrae e lo pone su quel crinale di novità che lo interessa e che da sempre è il segno più distintivo del suo lavoro.

“Era l’inizio del 2019 e io pensavo spesso in quei giorni al fatto che lo sbarco sulla luna in tv è la prima immagine che ricordo della mia vita. Intanto uscivano film sull’anniversario, libri, articoli di giornale e ho cominciato a pensare a quelle canzoni italiane che hanno la parola luna nel testo, a quelle che mi venivano in mente, ma senza googlare la parola”.

L’album è prodotto da Rick Rubin, storia della musica mondiale e produttore tra gli altri di artisti del calibro di Red Hot Chilli Peppers, Linkin park, Rage Against the Machine, Adele, Ed Sheeran, Slayer e che a fine 2017 ha prodotto con Lorenzo, Oh,vita! , certificato quattro volte disco di platino. E che più recentemente ha prodotto il singolo “Prima che diventi giorno” contenuto nell’Ep Jova Beach Party, per settimane in vetta alle classifiche dei brani più suonati in radio.

“A marzo di quest’anno sono stato allo Shangri-la a registrare con Rick queste 11 canzoni italiane più o meno celebri dedicate alla luna, in sette giorni che poi sono stati sei perché nel settimo abbiamo fatto una jam che è diventata “Prima che diventi giorno” (titolo realistico nel senso che Lorenzo Sulla Luna è il disco più notturno che avessi mai fatto). Rick non conosceva i brani, ma non li abbiamo riascoltati, ci siamo affidati soltanto a quello che mi avevano lasciato”

Nel 1969 era piuttosto normale fare un album in sette giorni, a volte anche meno, e molti di quei dischi restano i più importanti di sempre. Poi nel tempo lo studio di registrazione è diventato un laboratorio nel quale far reagire elementi, sovrapporre strati, tagliare e cucire, perdersi in mille tentativi e ripensamenti quasi sempre destinati a ricondurre alla fatidica prima impressione che è quasi sempre quella giusta.

Oggi gli studi di registrazione sono racchiusi in un computer portatile e si espandono in rete, e questo sta facendo riemergere l’esigenza di impatto immediato che la musica popolare deve avere. L’iperproduzione è una sorta di “malattia” della musica che forse in Italia ha fatto più danni che altrove.

Il viaggio di Lorenzo sulla luna è tutto analogico: è un disco prodotto come se internet non esistesse, come se non esistesse pro tools, è una playlist di pezzi messa insieme come in una cassetta, una C=46 per l’esattezza.

“Il disco è fatto come se queste canzoni le avessi ascoltate in un tempo remoto e le dovessi tramandare a memoria, senza basarmi sulle registrazioni, sui dischi stessi in cui state incise È un album che parla di un futuro vintage. Il risultato è qui, nudo e crudo, molto lontano da quello che io intendo per “album di cover” ma di fatto trattandosi esattamente di questo e vivendo e nutrendosi di questa contraddizione”.

E infatti ancora una volta siamo nel futuro, in un tempo sospeso, fuori da ogni logica, distante chilometri dalle hit radiofoniche a cui Lorenzo ci ha abituati con Nuova era (prodotto con Dardust) o con Prima che diventi giorno (prodotto con Rick Rubin) tanto per citare solo le più recenti. Lontani anche dai dogmi del mercato, e al centro dell’essenza del progetto artistico.

“Rick ha una visione radicale della musica, lo sapevo e l’ammiravo quando ascoltavo da fan le sue produzioni, ma sentire come questa cosa agisce sulla mia musica è tutta un’altra storia. Un conto è vedere un altro che si spoglia nudo e si getta nell’abisso, tutta un’altra faccenda se si tratta di te!”.

Lorenzo sulla luna è un UFO, un’astronave arrugginita, un oggetto non identificato contro ogni logica vigente che vorrebbe un singolo forte da dare alle radio, un video, una presentazione e tutta una serie di elementi promozionali che sotto Natale, a volte, servono più della musica stessa.

Ma sappiamo tutti quanto oggi sia saltato tutto, non “vige” più un bel niente, e questa è una buona notizia: ognuno faccia “come gli pare, dove gli pare e come si sente”, e comunque l’esperienza di “starne fuori”, sarà valsa la pena.

“Per me questo album è una faccenda personale, soprattutto emotiva, che non ha quasi niente a che fare con la mia carriera discografica, che è tutta da sempre concentrata (o vuole esserlo) su una mia ricerca di forme fresche per esprimere la stessa cosa, che se dovessi esprimere con una sola parola chiamerei “vitalità”. Ascoltatelo come una playlist tematica, breve e incompleta. Si tratta di un album fatto in pochi giorni anche se contiene mezzo secolo di vita, della mia nella fattispecie, di ascoltatore di musica più che di “musicista”.

Lorenzo sulla Luna esce il 29 novembre disponibile in CD, LP e LP in edizione limitata .

I brani che Lorenzo ha scelto per traghettare verso un nuovo progetto sono:

Notte di luna calante (Domenico Modugno, 1968)

Luna (Gianni Togni, 1980)

Accendi una luna nel cielo (Ornella Vanoni, 1976)

Luna di città d’agosto (Jovanotti, 1997)

L’ultima luna (Lucio Dalla, 1979)

Chiaro di luna (Jovanotti, 2017)

La luna piena (Samuel, 2017)

Una notte in Italia (Ivano Fossati, 1986)

La faccia della luna (Tre allegri ragazzi morti, 2010)

Luna rossa (Giorgio Consolini 1950)

Guarda che luna (Fred Buscaglione, 1959)

Il libro fotografico "Cronache da una nuova era"

Intanto è uscito nelle librerie Cronache da una nuova era di Francesco Faraci, il libro di un grande reporter che ha seguito tutto il viaggio di Jova Beach Party con lo sguardo di un fotografo di frontiera.

Jovanotti si è dichiarato entusiasta del volume: "Lo considero un libro prezioso perché credo che abbia beccato una frequenza di vibrazione speciale che gli occhi non vedono ma l’anima registra, e che quelli che c’erano hanno captato contribuendo a generarla. Grazie Francesco per aver accettato di essere con noi sulla linea di un fronte gioioso e fantastico, vero e pieno di vita, indimenticabile. Spero che farà delle presentazioni del suo libro in giro per l’Italia per incontrare chi vorrà e raccontare anche con le sue parole e la sua sensibilità di artista questa storia unica".

Un vero e proprio diario fotografico, che documenterà la preparazione, i progetti, i disegni del palco e delle scenografie, la festa di suoni e di colori, le persone, la vita quotidiana di chi ha contribuito all'evento.

Lorenzo è poi tornato brevemente sulle polemiche che hanno costellato il suo tour estivo sulle spiagge italiane: "Hanno scritto di tutto su JBP, e questa attenzione è stata il segno di un successo senza precedenti in tutti i sensi. Hanno detto che è stata la nostra Woodstock ma è stata di più perché stavolta c’eravamo!!! Chi c’era lo sa, e questa cosa ci unirà per sempre".

Michele Lugaresi
Jovanotti durante il Jova Beach Party
Ti potrebbe piacere anche

I più letti