Rita Fenini

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Curata da Irina Zucca Alessandrelli - storica dell'arte e giornalista - e coprodotta dal MAN in collaborazione con ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna), la mostra presenta 250 fotografie inedite che testimoniano la relazione di Guido Guidi con il territorio sardo, ripreso una prima volta nel 1974 e successivamente nel 2011, anno di una importante committenza da parte dell'ISRE.

Dove e Quando

La mostra sarà visitabile dal 21 giugno al 20 ottobre 2019 negli spazi del MAN-Museo d’Arte Provincia di Nuoro in Via Sebastiano Satta, 27

Orario 10:00 – 19:00 | Lunedì chiuso

La Mostra, perchè è interessante

In un percorso espositivo che si snoda fra immagini in bianco e nero degli anni Settanta e opere a colori degli anni Duemila, questa mostra vuole essere un racconto antropologico e paesaggistico dei cambiamenti occorsi in Sardegna nel corso di quattro decenni: al centro delle immagini, volti "anonimi" e tracce di presenze umane, abitazioni, strade sterrate e specchi d’acqua, soggetti di una storia senza protagonisti che si rivela e assume consistenza nell’incontro con l’obiettivo fotografico di Guidi

“Guardare queste immagini oggi” afferma la curatrice Irina Zucca Alessandrelli “permette non solo di godere di luoghi e dettagli oggi spesso irriconoscibili, ma anche di osservare, come mai si è potuto fare, l’evoluzione del modo di lavorare di Guidi attraverso quattro decenni di rapporto con la Sardegna. Un percorso di creazione e maturazione di uno stile che ben si coglie già nelle immagini del primo viaggio e che si ritrova rafforzato nelle fotografie del 2011. Per il pubblico di oggi il confronto tra questi due momenti della produzione fotografica di Guido Guidi è un’opportunità rara per capire l’originalità della sua produzione rispetto al panorama italiano e internazionale”.

Guido Guidi, breve biografia

Guido Guidi è nato nel 1941 a Cesena, dove vive e lavora.

Nel 1959 è a Venezia dove studia architettura e disegno industriale allo IUAV, seguendo - tra gli altri - i corsi di Bruno Zevi, Carlo Scarpa, Bruno Munari, Luigi Veronesi e Italo Zannier.

Dal 1966 si dedica in modo continuativo alla fotografia, rivolgendo la sua ricerca ai temi del paesaggio contemporaneo e delle sue trasformazioni, sia attraverso indagini personali sviluppate nel corso del tempo, sia attraverso la partecipazione a progetti di documentazione del territorio avviati da enti pubblici e di ricerca.

A partire dagli anni Ottanta, sulla scorta del dialogo tra cultura fotografica e cultura urbanistica, è chiamato a partecipare a progetti di ricerca sulla trasformazione della città e del territorio, tra le quali si ricordano l’indagine sulla città diffusa del Veneto compresa tra Venezia, Padova e Treviso (dal 1982), l’Archivio dello Spazio della Provincia di Milano (1991), le indagini sull’edilizia pubblica dell’Ina-Casa (1999), quelle per Atlante Italiano (a cura della Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanea, 2003) e la campagna fotografica per la regione Marche (2009).

Alla professione di fotografo, dal 1986 affianca l’attività didattica, insegnando fotografia dal 1989 all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dal 2001 allo IUAV di Venezia e dal 2009 all’ISIA di Urbino.

Ha esposto in prestigiose istituzioni italiane e internazionali quali la Fondazione Cartier-Bresson di Parigi, la Biennale di Venezia, il Canadian Centre for Architecture di Montreal, il Guggenheim Museum e il Whitney Museum di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi e il Fotomuseum di Winterthur.

MAN-Museo d’Arte Provincia di Nuoro

Situato in un edificio degli anni Venti situato nel centro storico di Nuoro, il MAN apre al pubblico nel 1999

Il primo nucleo della collezione nasce dall’accorpamento di alcune raccolte pubbliche (Provincia, Comune, Ente provinciale per il turismo, Camera di commercio), ma l'idea di una pinacoteca provinciale trova presto sviluppo in un progetto museale aggiornato, in cui al lavoro di ricerca e conservazione si affianca un’intensa attività espositiva e laboratoriale.

Nel 2004 il museo acquisisce autonomia gestionale ed entra a fare parte di Amaci, l’Associazione Nazionale dei Musei d’Arte Contemporanea.

Nel 2013 il MAN ottiene il riconoscimento regionale come museo d’eccellenza:il piano di sviluppo attualmente in corso prevede l’apertura di un nuovo complesso espositivo- nato dal recupero di due edifici storici di Nuoro - e la destinazione della sede attuale a dimora della collezione permanente.

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