Ci sono le mani giunte di una madre senegalese di Thiaroye, periferia di Dakar (un luogo che nel 1944 fu teatro di un orrido massacro colonialista francese), simbolo della perenne attesa di notizie dai figli dispersi nel viaggio verso l’Europa. C’è lo sguardo di una bambina ad altezza fucile, indifesa alla massima potenza. Ci sono le venditrici e le rugbiste dello slum di Nairobi, a dimostrazione che l’universo femminile non può essere chiuso in stereotipi.

Proprio le mani e gli sguardi delle donne africane sono al centro della mostra “Talking hands” (mani che parlano): tre racconti fotografici di Diana Bagnoli, Ugo Borga e Filippo Romano,che documentano cause e conseguenze dell’emergenza migratoria là dove nasce.

La mostra, curata da Luca Molinari e Paola Romano e inserita nel circuito “Milano Photo Week”, sarà aperta dal 6 al 9 giugno presso la Galleria della Casa degli Atellani, in via Bernardino Zenale 3 a Milano. Il ricavato della vendita delle immagini sarà interamente devoluto dai fotografi all’associazione NoWalls.

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