Sperling & Kupfer
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Festa delle Donne, i nuovi libri

21 libri sulle donne e su come vorrebbero essere: forti, indistruttibili, speciali, rivoluzionarie, spericolate, sognatrici, imperfette

Corpo estraneo di Annarosa Macrì
Bianca è una giornalista che per mestiere ha sempre raccontato le vite degli altri, immergendosi in vicende e drammi non suoi, fino a viverli ogni volta come propri. Anche se poi, all’atto della scrittura, ha potuto liberarsene e rimanere indenne. Ha accantonato per anni la sua vita finché un giorno, forse per il solo sospetto di una malattia, è costretta ad accorgersi di sé, del suo corpo, ed è chiamata a fare i conti con la propria esistenza. Da qui un viaggio nella memoria, dall’infanzia in una cittadina del Sud Italia, agli studi universitari a Milano, il Sessantotto, la presa di coscienza politica, il matrimonio, le prime esperienze di lavoro, la maternità. E la solitudine in cui adesso si sente precipitata. La accompagnano in questo percorso le voci e le storie delle tante donne che ha incontrato e con le quali riscopre di avere intessuto una fitta trama di complicità, affetto e solidarietà. Un universo variegato e complesso in cui può riconoscersi ogni donna del nostro tempo.

Corpo estraneo
di Annarosa Macrì
Rubbettino, 2017

Un libro per Eva
 di Nicola D’Amico
Un lungo e rigoroso viaggio verso la conquista del diritto all’istruzione da parte della donna in Italia. Un percorso storico condotto con il piglio di un romanzo che parte dal primo millennio, da quando l’istruzione della donna cominciò a essere negata sulla scorta di interpretazioni pseudobibliche di comodo. Già dal capitolo introduttivo, Un libro per Eva sconfigge gli stereotipi che hanno per secoli interdetto alla donna, in Italia più che in altri Paesi europei, il diritto all’istruzione e, con esso, all’indipendenza.
La storia che questo volume racconta è una storia rivoluzionaria, che si accompagna a quella dei valori di giustizia e di solidarietà. Ogni vittoria della donna è, dunque, una vittoria dell’umanità.

Un libro per Eva. Il difficile cammino dell'istruzione della donna in Italia: la storia, le protagoniste
di Nicola D’Amico
Franco Angeli, 2017

Relazioni pericolose di Claudia Moscovici
Imbattersi in uno di loro significa iniziare una relazione pericolosa, come è capitato all’autrice che ha però saputo fare tesoro dell’esperienza e ha studiato il fenomeno, dal punto di vista del predatore e delle vittime.
Attraverso l’analisi dei casi degli psicopatici più famosi della letteratura, della cronaca e dell’arte, da Pablo Picasso a O.J. Simpson, l’autrice spiega chi sono, come funzionano le loro menti, perché sono così attraenti e chi prendono di mira. Soprattutto, aiuta a trovare la forza di troncare la relazione tossica e a voltare pagina, più forti e consapevoli, per avere un futuro migliore, recuperare l’autostima e, di conseguenza, la propria vita.

Relazioni pericolose. Affascinanti, carismatici e seduttivi. Pericolosi.
Come riconoscerli e fuggire da loro
di Claudia Moscovici
Sonda, 2017

La scienza delle donne di Maria Rosa Panté
Storie di donne che hanno dato i numeri davvero, da Ipazia a Hedy Lamarr a Maryam Mirzakhani, vincitrice dell’ultima medaglia Fields: tutte matematiche, e spesso sconosciute. Sono state ricercatrici, studiose, docenti, oltre a essere madri, mogli, sorelle, figlie e anche amanti.
Le loro biografie smentiscono due luoghi comuni: che le donne e la matematica non vadano d’accordo e che chi si dedica alla matematica viva fuori del mondo. Queste scienziate sono state grandi e appassionate nel mondo delle formule e nel mondo degli affetti e della vita quotidiana. Sono state visionarie e concrete, quasi sempre generose nella condivisione delle scoperte e della scienza. Le loro storie sono tutte da scoprire.

La scienza delle donne. Equazioni, formule e algoritmi al femminile
di Maria Rosa Panté
Hoepli, 2017

Moglie di Cinzia Sasso
Che cosa accade a una giornalista affermata, fiera della sua libertà e ostinata nel mantenere la propria autonomia, quando decide di abbandonare il lavoro della sua vita per diventare una moglie? E non una moglie qualunque, ma la “first sciura”: la moglie del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Alternando fatti quotidiani a incontri e viaggi straordinari, Cinzia Sasso ripercorre, sullo sfondo della Milano “arancione” degli ultimi anni, la storia della sua scelta. In modo spesso sorprendente, ci mostra come essere una moglie a tempo pieno possa rivelarsi molto gratificante, anche o forse soprattutto per una persona che ha sempre creduto nella sua autosufficienza, nella sua indipendenza, nella sua libertà. Con leggerezza, semplicità, ironia, si interroga sulle dinamiche di coppia, sui ruoli femminili e maschili nella società contemporanea, sulla ricerca della felicità e sul senso più profondo dell’amore.
Moglie è soprattutto il racconto di una donna alla continua scoperta di se stessa, che non teme le proprie contraddizioni e sperimenta la bellezza del passare dall’io al noi.

Moglie
di Cinzia Sasso
Utet, 2016

L’amore sgarbato di Elena Venditti
Nina, la paurosa. Nicola, la creativa. Rita, la concreta. Tre amiche sorelle, tre anelli della stessa catena. Le tre diventano inseparabili fin dal primo giorno di scuola.
Quando Nina si imbatte nell’uomo sbagliato, le altre due combattono per difenderla. Fino alle estreme conseguenze.
L’amore sgarbato è un romanzo sulla violenza scambiata per amore. Quella violenza, sconvolgente, che riempie ogni giorno le pagine delle nostre cronache.
Uno schiaffo, un pugno, un fare all'amore senza dolcezza. L’imbecille di turno che siccome è più forte ti deve far sentire dolore, e tu lo senti, e poi, per di più, ricacci dentro le lacrime che ti stanno per uscire fuori”. Questa non è una storia solo “al femminile”. Riguarda entrambi i sessi. Gli uomini, leggendola, avranno molto da riflettere: dovranno chiedersi quanto il codice comportamentale maschile sia ancora influenzato, consapevolmente o meno, dalla sottocultura del “sesso forte”, da un’eredità antropologica dura a morire. Le donne, inevitabilmente, la leggeranno come una storia paradigmatica, identitaria.

L’amore sgarbato
di Elena Venditti
Compagnia Editoriale Aliberti, 2017

Un quarto di donna di Giuliana Ferri
Una donna acculturata, borghese, madre, moglie, lavoratrice, impegnata politicamente, una donna che si barcamena in quell’epoca di grandi cambiamenti di costume che furono gli anni Settanta. Una donna media, si potrebbe dire, che passa il tempo tra la scuola dei ragazzi, le cene con gli amici, il rapporto complesso col marito e ce ne racconta tutti i retroscena. Pensieri di disgregazione dell’io di quegli anni in cui le donne dimettevano abiti e abitudini, e si trovavano fatte a pezzi nella loro interiorità, tanto da perdere di vista se stesse e l’amore per i figli. Donne non più Donne con la maiuscola come le loro madri, solo quarti di donne. La prematura scomparsa dell’autrice, un anno dopo la pubblicazione nel 1974 ha impedito il dispiegarsi di quella che in molti considerarono una nuova, grande voce della nostra letteratura, ma la presenza di argomenti difficili come la malattia e l’aborto, insieme allo stile della sua scrittura, rendono questo libro, ancora oggi, un manifesto femminile, un’opera travolgente e poetica.

Un quarto di donna
di Giuliana Ferri
Elliot, 2017

L’occidentale di Melanie F.
In una Dubai cubista, irriverente, fantasmagorica, tragica, disneyana con furore, Anna combatte con se stessa per riuscire ad essere la bellissima moglie da esibire e la madre perfetta, amorevole e presente, senza trasformarsi nella temutissima Miss Manicure, moglie suppellettile che assorta più dal colore dello smalto che dai figli, accompagna ogni marito importante.
La protagonista è l’incoerenza in persona, una sintesi di tutte le contraddizioni della nostra civiltà: sposata a uno degli uomini più noti di Dubai e socialista immaginaria, coniglietta e filosofa, sottomessa e ribelle, sogna la rivoluzione femminista dall’ultimo piano del grattacielo più esclusivo della città. E il grido de L’Occidentale sullo sfondo, quello della bionda cronista che Anna vorrebbe tornare a essere per denunciare il lato oscuro e retrogrado di una società che appartiene ancora al deserto.

L’occidentale
di Melanie F.
Cairo, 2017

Donne di Eduardo Galeano
Brevi racconti, memorie, cronache, favole per raccontare la creatività, il coraggio, la generosità delle donne di ogni tempo e di ogni paese: donne sconosciute o famose per la loro bellezza e per il loro talento, come Marilyn Monroe e Marie Curie, o che hanno dedicato la vita a una causa, come Rosa Luxemburg e le mamme di Plaza de Mayo. Scrittrici, religiose, guerriere, ma anche prostitute, come quelle che nella Patagonia argentina si negarono ai soldati che avevano represso una manifestazione operaia. Passando dalla poesia al racconto alla riflessione, Galeano riversa in ogni pagina la sua maestria di cantastorie e artigiano del linguaggio. E dà vita a quadri che mostrano il lungo e tortuoso cammino compiuto dalle donne per conquistare di spazi di libertà, dall’uso della bicicletta fino al diritto al divorzio.

Donne
di Eduardo Galeano
Sperling & Kupfer, 2017

Uomini e donne: stessi diritti? di Patrizia Caraveo
Nel mondo che tutti vorremmo, uomini e donne dovrebbero avere gli stessi diritti e le stesse opportunità. Purtroppo, però, allo stato attuale non è così. Il World Economic Forum, dopo aver esaminato la situazione in due terzi delle nazioni che aderiscono all’Onu, ha certificato che la parità uomo-donna è lontana, specialmente nei campi dell’economia e della politica. Questo equivale a minore occupazione femminile, stipendi più bassi per le donne, meno opportunità per loro di occupare posizioni che contano, minor presenza femminile nei parlamenti e nei governi. Per far crescere il Pil delle nazioni occorre allora incentivare il lavoro femminile, aiutando le lavoratrici a conciliare le ambizioni professionali con gli impegni familiari. Donne capaci e preparate non mancano di certo, si tratta di cominciare a valorizzare maggiormente il talento al femminile.

Uomini e donne: stessi diritti?
di Patrizia Caraveo
Castelvecchi, 2017

Lasciatele vivere
Questo volume nasce con l'intento di raccogliere molti punti di vista e molte domande per cercare di capire e combattere una delle piaghe più gravi e dolorose del nostro tempo: la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine, lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, viene analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. Uomini e donne i cui interventi costituiscono una riflessione multidisciplinare che ha l'obiettivo di coinvolgere tutti noi nella comprensione di questo drammatico problema sociale e di stimolarci a pensare.
Testi di Annarita Angelini, Valeria Babini, Marco Balboni, Fabrizio Battistelli, Remo Bodei, Marianna Bolko, Stefano Ciccone, Carlo Flamigni, Paola Govoni, Dacia Maraini, Lea Melandri, Daniela Minerva, Maura Misiti, Adriano Prosperi, Massimo Recalcati, Cecilia Robustelli, Maria Grazia Ruggerini, Milli Virgilio.

Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donne
di AA.VV.
Pendragon, 2017

Tacete! Ma davvero? di Giancarla Codrignani
Dire ministra costa una fatica che non si sperimenta nello speculare maestra. La difficoltà è, di fatto, concettuale: il linguaggio infatti rivela perfino nella morfologia il persistere della gerarchia di valori ritenuti “oggettivi” anche quando si sono trasformati in pregiudizi che mortificano le donne. L’autorità femminile non abita nemmeno le chiese, dove il nome di dio è inesorabilmente maschile. Oggi Papa Francesco dichiara l’esigenza di recuperare su un passato di discriminazione, però la Chiesa istituzionale continua ad apparire poco interessata a giovarsi dell’intelligenza e della cultura delle donne, nonostante il contributo ormai imponente della “teologia di genere”. Le donne debbono dunque permettersi di fare un passo avanti e leggere la parola di Dio senza nemmeno assicurare che, tanto, peggio degli preti e dei diaconi non faranno.

Tacete! Ma davvero? Se le donne potessero predicare
di Giancarla Codrignani
Il pozzo di Giacobbe, 2016

Cara Ijeawele di Chimamanda Ngozi Adichie
Cosa significa essere femminista oggi? Per prima cosa reclamare la propria importanza, di individuo e di donna insieme; reclamare il diritto all’uguaglianza senza se e senza ma. E cosa vuol dire essere una madre femminista? Vuol dire non smettere di essere una donna, una professionista, una persona, e condividere alla pari la responsabilità con il proprio compagno. Vuol dire mostrare a una figlia le trappole tese da chi la vuole ingabbiare per mezzo della violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito, e spiegarle che quel ruolo non ha nessun valore reale e che potrà scegliere di essere ciò che vorrà. Vuol dire farle capire che la sua dignità non dipende dallo sguardo e dal giudizio degli altri e che la sua realizzazione non dipenderà dal compiacere quello sguardo. E vuol dire soprattutto insegnarle che l’amore è la cosa più importante, ma che bisogna anche capire quando è il caso di battersi contro l’ingiustizia.

Cara Ijeawele. Ovvero Quindici consigli per crescere una bambina femminista
di Chimamanda Ngozi Adichie
Einaudi, 2017

Messalina e la Roma imperiale dei suoi tempi di Marisa Ranieri Panetta
Aveva solo ventitré anni, Valeria Messalina, quando morì pugnalata dai sicari imperiali. Per sette anni era stata la donna più invidiata e ammirata di Roma: da quando suo marito, il cinquantenne Claudio, era succeduto a Caligola sul trono imperiale. In quel periodo, a detta delle principali fonti letterarie, si era macchiata di così tanti crimini e perversioni che il suo nome divenne nei secoli sinonimo di scelleratezza: Messalina era stata più lasciva di Cleopatra, più dissoluta di Poppea, più intrigante di Agrippina. Ma queste accuse corrispondono alla verità? O forse la damnatio memoriae a cui la condannò il Senato rese più facile attribuirle delitti che non aveva commesso?

Messalina e la Roma imperiale dei suoi tempi
di Marisa Ranieri Panetta
Salani, 2016

Interruzioni di Camilla Ghedini
Quattro storie di donne molto diverse tra loro ma accomunate dal medesimo filo: l’essere e il non essere madri eppur sempre figlie. Ghedini ci restituisce uno sguardo sull’altro, sull’altra, penetrante, delicato e spesso doloroso, ma non privo di un anelito di speranza. Si tratta di interruzioni: la morte, l’abbandono, la ferita, il desiderio troncato. In ogni racconto la protagonista svela la sua personale sospensione di un percorso: c’è la rinuncia volontaria alla procreazione, l’infanticidio, la malattia e la conseguente scelta della morte spiegata a una madre «mai stata tale»; il desiderio-ossessione di una figlia forse neppure mai concepita che si interseca a un’altra discontinuità, quella della coppia.

Interruzioni
di Camilla Ghedini
Giraldi, 2016

Carla Lonzi. Un’arte della vita di Giovanna Zapperi
Da circa un decennio la storia biografica e teorica di Carla Lonzi, figura preminente del femminismo italiano degli anni ’70, è oggetto di una continua riscoperta: un’autrice affascinante ed enigmatica che ha saputo pensare il femminismo quanto il mondo dell’arte, il potere quanto le forme dell’emancipazione delle donne. Giovanna Zapperi si interessa alla traiettoria di Carla Lonzi e ai rapporti tra arte e femminismo nell’Italia tra gli anni ‘60 e ‘70. Attingendo a fonti di archivio inedite, questo libro dimostra che i due periodi che sembrano scandire la biografia di Carla Lonzi (prima la critica d’arte, poi il femminismo) segnano in realtà un percorso che intreccia l’intera espressione teorica di questa importante autrice.

Carla Lonzi. Un’arte della vita
di Giovanna Zapperi
DeriveApprodi, 2017

Non mi fai più paura di Adele Dolci
Il rapporto con Simone è diverso sin dall’inizio: lui
la isola da tutti. Adele rimane incinta e il compagno comincia ad allontanarsi da lei. La distanza aumenta con la nascita del bambino. Da quel momento si assenta sempre di più e la donna ha il sospetto che abbia un’amante... sospetto confermato da un sms intercettato per caso. Simone, smascherato, reagisce picchiando Adele davanti al figlio e dandole la colpa dell’accaduto. Poi se ne va di casa. Quella che potrebbe sembrare la fine di un rapporto è l’inizio di un incubo. Inizialmente distrutta dagli eventi, con il tempo Adele scopre in se stessa la forza di andare avanti ed esce dall’isolamento: riprende la vita sociale, la propria carriera e incontra un altro uomo, con cui inizia una relazione.
Simone però le ha messo in casa una microspia e, quando scopre che lei ha un nuovo compagno, la picchia. Alla fine troverà aiuto nel centro antiviolenza della sua città.

Non mi fai più paura
di Adele Dolci
Nuovadimensione editore, 2016

La semimbecille di Stefania Ferraro
Fine Ottocento in una campagna sperduta del centro Italia. Maria uccide il suocero molestatore e sfugge al carcere sotto l’etichetta di “Semimbecille, affetta da mania puerperale”, etichetta che le spalanca, in compenso, i cancelli del manicomio. Sono gli anni del trionfo del positivismo, eppure quell’etichetta farà di una donna con la sola colpa della sua difesa una pazza. Partendo dai documenti d’archivio, Stefania Ferraro ricostruisce la sua storia ricollocandola in un contesto sociale e storico che ha molto da dire sul concetto di devianza da allora ad oggi. Maria, la semimbecille, è il caso infame del passato che, insieme alle storie scellerate del presente, consente di tracciare una topografia dell’inadeguato e una cartografia delle pratiche di governo della follia, delle strategie di costruzione della désaffiliation e dell’esclusione in diversi luoghi e tempi di produzione della disperazione sociale.

La semimbecille e altre storie. Biografie di follia e miseria: per una topografia dell'inadeguato
di Stefania Ferraro
Meltemi Editore, 2017

Pentirsi di essere madri di Orna Donath
Con gli strumenti della sociologia, Donath ha portato a galla un segreto a lungo taciuto, evidenziandone tutta la complessità del caso. Ci si può pentire di essere madri? Ebbene sì, avviene, forse spesso, ed è un sentimento lecito. Lo stigma sociale ha solo tenuto sotto la brace questo fuoco diffuso. Questo non significa naturalmente che le madri pentite non amino i loro figli. Proprio il contrario. In tutti i casi il pentimento e l’amore materno sono due sentimenti ben distinti. Il fatto è che la società si attende a tal punto che le donne diventino madri, che molte si lasciano condurre verso questo esito senza soffermarsi a pensare veramente cosa desiderano per se stesse. L’analisi di Donath è implacabile e complessa, le voci delle donne sono variegate e sfumate. «La maternità non cancella ciò che si è stati, e le donne possono conservare quel ricordo e sentire la mancanza di quell’io precedente, fino a odiare ciò che sono diventate».

Pentirsi di essere madri. Storie di donne che tornerebbero indietro. Sociologia di un tabù
di Orna Donath
Bollati Boringhieri, 2017

Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly
Se John Glenn ha orbitato intorno alla terra e Neil Armstrong è stato il primo uomo a camminare sulla luna, parte del merito va anche alle scienziate della NASA che negli anni Quaranta, armate di matita, regolo e addizionatrice, elaborarono i calcoli matematici che avrebbero permesso a razzi e astronauti di partire alla conquista dello spazio.
Tra loro c'era anche un gruppo di donne afroamericane di eccezionale talento, originariamente relegate a insegnare matematica nelle scuole pubbliche "per neri" del profondo Sud degli Stati Uniti.
Il contributo di Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden, benché le leggi sulla segregazione razziale imponessero loro di non mescolarsi alle colleghe bianche, si rivelò determinante per raggiungere l'obiettivo a cui l'America aspirava: battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Il diritto di contare segue la carriera di queste quattro donne per quasi trent'anni, durante i quali hanno affrontato sfide, forgiato alleanze e cambiato, insieme alle proprie esistenze, anche il futuro del loro Paese.

Il diritto di contare
di Margot Lee Shetterly
Harper Collins Italia, 2017

Lo sguardo delle madri di Plaza De Mayo di Cesare Bianco
Alla vigilia dei funerali di Giovanni Paolo II l’ex prete argentino Alberto Torres si reca a Roma per incontrare un suo vecchio amico, il cardinale Ricardo Barrera. Nelle due settimane che precedono il conclave gli racconta le drammatiche vicende che ha vissuto nel suo paese. I ricordi personali si mischiano alla cronaca degli anni della dittatura di Videla, tristemente famosi per la scomparsa di migliaia di persone, i desaparecidos. Torres è a Roma proprio per questo: per convincere il cardinale Barrera a impedire la salita al soglio pontificio del porporato argentino Fernando Lopez, complice dei militari nelle persecuzioni e nelle purghe.
Questa la cornice di un romanzo che ha per vere protagoniste le Madri di Plaza de Mayo, donne intrepide che nell’ultimo passato dell’Argentina sono state le uniche a difendere una generazione in cerca di libertà, progresso e democrazia, dando una lezione di coraggio e tenacia al mondo intero.

Lo sguardo delle madri di Plaza De Mayo
di Cesare Bianco
Imprimatur, 2017

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