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Crans-Montana: indagato anche il sindaco Nicolas Féraud

Crans-Montana: indagato anche il sindaco Nicolas Féraud

Il primo cittadino di Crans-Montana è tra i nove indagati per l’incendio del Constellation

Si allarga la lista degli indagati sulla strage di Capodanno del Constellation, in cui sono morte 41 persone. La procura vallesana ha infatti incluso nel registro degli indagati anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, e altre figure dell’amministrazione locale. Per lui le accuse contestate sono incendio, omicidio e lesioni colpose e violazioni delle responsabilità e dei doveri imposti dalla legge ai comuni.

I nuovi indagati

Subito dopo l’incendio a gran voce erano state chieste le sue dimissioni. Il quotidiano elvetico 24 Heures ha anche ricordato che, a fine gennaio, il sindaco era stato denunciato dai legali di una giovane vittima gravemente ustionata e dei suoi genitori. E ora Féraud dovrà rispondere alle stesse accuse contestate ai coniugi Jacques e Jessica Moretti. Accanto a lui, nel registro degli indagati, compaiono coloro che hanno ricoperto un incarico nell’amministrazione di Crans-Montana e nel municipio di Chermignon, poi annesso al primo. Il registro degli indagati, quindi, include il consigliere in giunta con incarichi sulla sicurezza fino al dicembre del 2024, oggi deputato «supplente» del Parlamento vallese, Kévin Barras,e chi aveva o ha tuttora deleghe sui controlli tra Chermignon e Crans-Montana, ovvero Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter.

I primi nomi

Sale così a nove il numero degli indagati. La magistratura aveva infatti già incluso nel registro degli indagati i proprietari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti, il responsabile della sicurezza pubblica del Comune, Christophe Balet e il suo predecessore, Ken Jacquemoud. Dalle prime verifiche erano già emerse delle falle nei controlli da parte del Comune: in ben dieci anni erano stati effettuati solamente tre sopralluoghi.

Il primo passo della cooperazione tra Italia e Svizzera

Tra il 23 e il 27 marzo è previsto il primo incontro operativo tra i pm del Cantone Vallese e quelli della Procura di Roma che potrebbe segnare una svolta. Agli inquirenti italiani dovrebbe essere infatti data la possibilità di esaminare il dossier e quindi individuare gli atti utili per l’inchiesta del nostro Paese. Intanto, la procuratrice generale aggiunta, nonché titolare del fascicolo, Catherine Seppey, farà ripartire gli interrogatori il 25 marzo, sentendo la fotografa del locale di Crans-Montana, Rozerin Ozkaytan. L’avvocato della famiglia di una delle ragazze italiane ferite, Fabrizio Ventimiglia, ha commentato: «Mi auguro che il pubblico ministero elvetico dia un’accelerazione alle indagini perché non possiamo avere tempi lunghi, vista la gravità del dramma, e poi anche l’allargamento delle indagini per l’accertamento delle responsabilità comunali, del sindaco e dell’assessore alla sicurezza, e una valutazione ad hoc sulla gestione dei soccorsi che sono stati molto deficitari».

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