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Ezio Bosso incanta Sanremo (Video) - 10 cose da sapere

Update: Le date di aprile e di maggio del tour di "The 12th Room" del pianista torinese che ha fatto commuovere, ridere ed emozionare il pubblico del Teatro Ariston

L'artista è noto al pubblico del cinema per le colonne sonore degli ultimi film di Gabriele Salvatores

Il severo tribunale di Facebook e Twitter, aveva emesso la sua sentenza ben prima del televoto: il vincitore di Sanremo 2016 è stato Ezio Bosso.

La partecipazione al Festival del pianista torinese, malato di SLA dal 2011, è stata commovente, emozionante, divertente per la sua impareggiabile ironia e, per certi versi, illuminante e rivelatoria. Un momento di grande televisione, per il quale dobbiamo fare il nostro plauso a  Carlo Conti e ai suoi autori.

Bosso è un pianista, compositore e direttore d'orchestra di fama internazionale, ma ancora poco conosciuto in un paese musicalmente conservatore e poco curioso come il nostro, per il quale ciò che non viene passato 10 volte al giorno dalle radio commerciali, semplicemente, non esiste.

Sono bastate, oltre alla luce nei suoi occhi e alla sua straordinaria carica emotiva, le prime dichiarazioni di Bosso per conquistare il pubblico in sala  e a casa: “Quando inizio i concerti dico ‘Ciao', è una parola bellissima. Tutti i giorni andavo al Conservatorio e una signora mi diceva ‘Andrai a Sanremo’ e io le rispondevo ‘No signora, io non canto”. La musica siamo noi. È una fortuna che condividiamo. Ci è arrivata e ce la cerchiamo. Mettiamo le mani ma ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.”.

Vediamo insieme alcune curiosità sull’artista, sul suo splendido album The 12th Room, primo in classifica su iTunes, le sue frasi più belle.

Prima però le nuove date dei suoi concerti di aprile e maggio, nove dei quali sono già sold out. [Cliccare su Avanti]

Le nuove date dei concerti

Queste le nuove date annunciate:

7 aprile all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari

8 aprile all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari – SOLD OUT

12 aprile Auditorium Parco della Musica (Sala Sinopoli) di Roma – SOLD OUT

14 aprile Teatro Ermete Novelli di Rimini – SOLD OUT

16 aprile  Teatro Ristori di Verona – SOLD OUT

19 aprile Teatro Puccini di Firenze – SOLD OUT

20 aprile Teatro Verdi di Firenze

22 aprile al Teatro Toniolo di Mestre (VE) – SOLD OUT 24 aprile al Teatro Rossetti di Trieste

27 aprile all’Auditorium Giovanni Agnelli - Lingotto di Torino

29 aprile al Teatro Astra di Schio (VI) – SOLD OUT

1 maggio al Teatro Civico di La Spezia

3 maggio al Teatro Dal Verme di Milano – SOLD OUT

5 maggio al Teatro Sociale di Como

7 maggio all’Auditorium Parco della Musica (Santa Cecilia) di Roma

10 maggio al Teatro Nuovo di Udine – SOLD OUT

12 maggio al LAC di Lugano

15 maggio al Teatro Petruzzelli di Bari

17 maggio al Teatro Cilea di Reggio Calabria

20 maggio al Teatro Massimo di Pescara

22 maggio al Teatro Auditorium Santa Chiara di Trento

26 maggio al Teatro Carlo Felice di Genova.

 

Gli esordi

Ezio Bosso, nato a Torino il 13 settembre 1971, si avvicina alla musica all’età di quattro anni grazie a una prozia pianista ma soprattutto grazie al fratello Maggiore che lo indirizza alla sua vita. A sedici anni debutta come solista di in Francia e si esibisce in varie orchestre europee, ma è l’incontro con il maestro Ludwig Streicher che segna la svolta della sua carriera artistica, indirizzandolo a studiare Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna.

I primi successi

Negli anni ’90 si esibisce in alcune delle più importanti stagioni concertistiche internazionali come solista, direttore o in formazioni da camera, salendo sul palco di Royal Festival Hall, Southbank Center London, Sydney Opera House, Palacio de las Bellas Artes di Mexico city, Teatro Colon di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony e Auditorium Parco della Musica Roma.

Direttore d'orchestra

Dirige alcune delle più importanti orchestre internazionali, come la London Symphony Orchestra, l'Orchestra del Teatro Regio di Torino, l'Orchestra dell'Accademia della Scala, l'Orchestra Filarmonica '900 e l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia per citarne alcune.

Premi

Vincitore di importanti riconoscimenti come il Syracuse NY Award al Syracuse Film Festival 2008 (New York) per la miglior colonna sonora nel film di Cristiano Bortone Rosso come il cielo o il Green Room Award 2010 in Australia, e di onorificenze istituzionali per il suo impegno come musicista e come uomo come il Nettuno d’oro di Bologna.

Musica per teatro, danza e cinema

La sua musica viene richiesta nella danza dai più importanti coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang o Rafael Bonchela, nel teatro da registi come James Thierrèe mentre nel cinema collabora con molti registi italiani. Per Gabriele Salvatores firma le colonne sonore dei film Io non ho paura, Quo Vadis, Baby? e Il ragazzo invisibile.

L'impegno sociale

Dando sempre molta attenzione ai progetti di sostegno sociale, dal 2013 Ezio Bosso è artista residente dell’Opera Barolo (la più antica opera pia d’Italia) dove, tra le altre cose, organizza un progetto unico al mondo il Zusammenmusizieren: far musica insieme, un progetto di cultura per il sociale dove periodicamente si aprono le porte dello studio del musicista nella sede di Palazzo Barolo (Torino) in 3 giorni dedicati a lezioni individuali ad ogni tipo di musicista di qualsiasi livello e età, a chiunque voglia suonare con lui e parlare di musica, di sicurezza di sé, di memoria, di tecniche di ascolto di suono e di spazio di tanto altro ma soprattutto dell’importanza dell’ascolto.

Un’esperienza completamente gratuita aperta anche agli ascoltatori.

Il primo album "The 12th Room”

Nell’autunno 2015, nonostante l’immensa mole di opere scritte, composizioni e collaborazioni, esce il suo primo disco solista ufficiale The 12th Room (Egea Music). Registrato a settembre 2015 al Teatro Sociale di Gualtieri (Reggio Emilia), The 12th Room è un concept album composto da due cd: un primo disco con quattro brani inediti e sette di repertorio pianistico, ognuno dei quali vuole rappresentare metaforicamente le fasi che attraversiamo nella vita, e un secondo disco contenente la Sonata No. 1 in Sol Minore che simboleggia la dodicesima stanza. «Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo – racconta Ezio Bosso - C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare».

Il pianoforte

Si esibisce con il suo “amico” Pianoforte Gran coda Steinway & Son della collezione Bussotti-Fabbrini, appositamente preparato sulle specifiche del Maestro da Piero Azzola, e utilizza uno sgabello versatile e di supporto, chiamato “12” e nato dalla collaborazione con l’architetto Simone Gheduzzi di Diverse Righe Studio.

Le frasi più belle

"La musica come la vita, si può fare in un solo modo: insieme".

"La musica è una magia. Non a caso i direttori d'orchestra hanno una bacchetta".

"Siamo abituati a pensare che perdere sia una cosa brutta. Ma perdere pregiudizi, paure, dolore, ci avvicina e ci fa seguire".

"Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. A me piace esplorare quello che diamo per scontato".

"La musica è una fortuna che condividiamo".

"La vita è fatta di dodici stanze: nell'ultima, che non è l'ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi".

“Ho smesso di domandarmi perché. Ogni problema è un'opportunità. La cosa peggiore che possa fare è tenermi fermo. Ogni giorno che c'è, c'è. E il passato va lasciato a qualcun altro”

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