frontiera chiasso italia svizzera
Ansa/Matteo Bazzi
frontiera chiasso italia svizzera
Economia

Come trasferire un'azienda in Svizzera in cinque mosse

In Canton Ticino la legislazione è più favorevole ai datori di lavoro e la pressione fiscale più bassa. Ecco cosa fare per completare l'iter in dieci giorni

Portare un'attività in Canton Ticino è un'idea che tenta molti imprenditori e professionisti di casa nostra. Se non altro perché la normativa svizzera è molto favorevole ai datori di lavoro  - si possono licenziare con preavviso anche i dipendenti a tempo indeterminato.

E il fisco è molto più leggero: l'Iva che da noi supera il 20%, passata la frontiera scende sotto il 10. Le imprese, inoltre, possono tenere conto delle deduzioni fiscalmente ammesse, tra le quali la svalutazione fino a un terzo delle scorte di magazzino o la creazione di un fondo rischi su debitori (fino al 10% su crediti esteri).

La burocrazia, poi, è più snella: per completare l'iter ci vogliono, se tutto va bene, una decina di giorni, necessari per nominare un amministratore svizzero, redigere lo statuto, aprire un conto in banca e iscriversi alla Camera di commercio, a un costo (esclusa la parcella notarile) di circa 800 euro.

Di seguito i cinque passaggi necessari tratti dai siti istituzionali elvetici e dai siti specializzati in consulenza aziendale.

Scegliere il tipo di società
Sono sostanzialmente quattro le forme societarie più diffuse in Svizzera: la società in nome collettivo; la società anonima (SA), analoga alla nostra Spa; la società a responsabilità limitata (la sigla è Gmbh, Sarl o Sagl nei cantoni di lingua italiana) simile alla nostra Srl; e la succursale.

La Sagl è adatta ad aziende di medie e piccole dimensioni (richiede un capitale minimo di 20.000 franchi, di cui la metà liberati al momento della costituzione); la SA è decisamente per un giro d'affari più grande, visto che il capitale minimo è di 100.000 franchi, di cui 50.000 da versare subito.

Affidarsi a un notaio
Per iscrivere un'impresa al Registro di Commercio elvetico occorre un atto pubblico notarile . Un documento costitutivo che non è richiesto, invece, se si opta per una succursale, una società cooperativa, una ditta individuale o una società in nome collettivo: in questi quattro casi basta la forma scritta semplice.

Attenti al vincolo del domicilio
Un ostacolo è la residenza degli amministratori. Per le Sagl e le società in nome collettivo, almeno uno dei rappresentanti deve essere domiciliato in Svizzera, mentre per le SA tale obbligo è esteso alla maggioranza dei componenti del consiglio di amminsitrazione.

Anche il rappresentante mandatario di una succursale italiana deve risiedere in un cantone della repubblica federale.

Nasce l'impresa al Registro di Commercio
Una volta depositati i soldi, la banca, che a sua volta velocemente avrà completato la due diligence, emette un certificato che servirà appunto al notaio (svizzero, ovviamente) per iscrivere l'azienda al Registro di Commercio.

Con quest'ultima azione la procedura legale si ritiene conclusa.

Iscrivere i dipendenti italiani al Servizio degli Stranieri
L'iter, invece, non è ancora chiuso qualora l'azienda decida di assumere non solo ticinesi, ma anche (o solo) lavoratori italiani, i cosiddetti "frontalieri".

In questo caso occorre rivolgersi a un apposito ufficio cantonale: quello per il Servizio Regionale degli Stranieri, che emetterà i permessi necessari ai lavoratori italiani per lavorare in Canton Ticino.

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