Le 10 migliori startup del 2012

Smartwatch, applicazioni di domotica, console per videogiochi indipendenti, caricatori wirless. Sono migliaia le idee e i progetti che nel 2012 hanno convinto gli investitori ad svuotarsi le tasche. Abbiamo scelto i 10 più interessanti

Startup 2012

– Credits: SmartThings

Fabio Deotto

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Da qualche tempo a questa parte, il numero di startup lanciate nell’arco di 12 mesi ha raggiunto l’ordine dei milioni. Milioni di persone che affidano altrettanti milioni di idee al vaglio di quello spietato giudice che è il mondo hi-tech dell’odierno. Di questi milioni di potenziali invenzioni, progetti, siti web e servizi mobile, poco più di 50.000 riescono a convincere gli investitori ad aprire il proprio portafogli.

Tuttavia, ogni anno un numero crescente di progetti riesce ad emergere grazie alla fiducia accordata da semplici utenti, che arrivano a finanziare i progetti in cui credono attraverso piattaforme di crowdfunding. Dopo aver osservato questo multiforme e curioso mondo per un anno, abbiamo selezionato quelle che a nostro avviso sono le 10 startup più promettenti e interessanti del 2012.

1. Gumroad
Per quale motivo un giovane designer potrebbe scegliere di mollare una startup come Pinterest quando ancora era nel pieno della sua crescita? Perché ha avuto un’idea migliore, o forse perché ha capito che il business model di Pinterest non sarebbe stato vincente. Sahil Lavingia lo ha fatto per entrambi i motivi. Ha lasciato Pinterest e ha fondato Gumroad, un servizio che ti consente di vendere le tue creazioni (scritti, foto, video, file mp3, etc.) online senza che qualcuno esiga una percentuale sui ricavi. Gumroad si occupa di creare un link a cui chiunque possa accedere e acquistare direttamente quanto hai da offrire.
2. Pebble
Ecco un’altra incoraggiante storia a lieto fine, direttamente dal mondo del crowdfunding. Ad aprile, Eric Migicovsky, già esperto di dispositivi indossabili, lancia una campagna su Kickstarter per raccogliere i 100.000 dollari necessari a sviluppare e produrre Pebble, uno smartwatch customizzabile in grado di funzionare in concerto con telefoni Android e Apple. In meno di 48 ore, il contatore sulla pagina di Pebble schizza oltre quota 1 milione di dollari e, alla fine del mese, Eric e compari hanno per le mani 10 milioni di dollari. Prima di Pebble lo smartwatch era solo un progetto in divenire, alimentato sporadicamente da annunci da parte dei colossi del settore. Ora è parte integrante del settore hi-tech.
3. Smart Things
Un’altra storia a lieto fine è quella di SmartThings. In questo caso la raccolta fondi su Kickstarter ha generato un capitale “solo” cinque volte superiore a quello necessario (1,2 milioni di dollari invece che 250.000), ma l’idea alla base del progetto è ancora più interessante. Attraverso un sistema di sensori wireless, applicazioni per dispositivi mobile e elettrodomestici customizzati, SmartThings offre un pacchetto che consente di “aumentare” qualsiasi aspetto della tua vita quotidiana. Ti alzi dal letto e il riscaldamento si accende automaticamente, esci di casa e tutte le luci si spengono, ogni oggetto può essere connesso alla Rete in modo da poterne tenere traccia e poterlo sfruttare per ottimizzare qualsiasi elemento della tua vita domestica. Vedere per credere.
4. Paper
A trasformare il proprio iPad in una tela da pittore, ci hanno provato in molti. Spesso e volentieri però, gli strumenti (e le app) a disposizione rappresentano poco più di un surrogato per dilettanti. Paper prova a sfatare il mito secondo cui i dispositivi mobile possono servire unicamente per annotare, abbozzare e organizzare un lavoro successivo. Sfruttando la definizione del Retina Display e introducendo un’ampia selezione di utensili, Paper fornisce uno strumento utile per relizzare illustrazioni più o meno dettagliate, concentrandosi in particolare sulla modulazione e la gestione dei colori e del corrispettivo digitale delle tinte e dell’inchiostro.
5. Ouya
L’idea alla base di Ouya è allo stesso tempo azzardata e ragionevole. Una console piccola, economica e versatile che consenta a qualunque sviluppatore indipendente di videogiochi di creare, utilizzare e proporre le proprie creazioni videoludiche senza alcun costo. Ouya è una console da 99 dollari basata su sistema operativo Android il cui coraggioso obbiettivo è quello di rivoluzionare il mondo dei videogame, fornendo titoli interamente gratuiti, giocabili su qualsiasi schermo. I primi prototipi ufficiali saranno pronti per fine dicembre, mentre la console sarà in vendita a partire da Aprile 2013.
6. Ubeam
Ubeam promette qualcosa che chiunque vorrebbe: un sistema per caricare tutti i propri dispositivi mobile senza bisogno di cavi, spinotti e piastre di caricamento. Ubeam è una startup che si occupa di caricamento wireless, l’obiettivo della società è di sviluppare un congegno che può essere collegato all’elettricità e caricare contemporaneamente tutti i dispositivi presenti in una stanza. Ha il tono di una promessa senza garanzie, soprattutto considerando che a proporre questo progetto è una ragazza di 22 anni, Meredith Perry, che ancora non ha messo da parte i libri dell’università. Ma se è riuscita a raccogliere 750.000 dollari di finanziamento , significa che qualche asso nella manica ce l’ha.
7. DealAngel
Non so voi, ma io ogni volta che prenoto un albergo online, a prescindere da quante ore abbia speso a spulciare tutte le possibili offerte, vado a dormire con un occhio aperto, convinto che in qualche modo, nonostante tutto, mi abbiano fregato. DealAngel è una sorta di motore di ricerca per alberghi che promette di indicarti le migliori offerte in tempo reale. Per fare ciò il sofware monitora i prezzi degli alberghi nelle varie città, registrando variazioni e offerte stagionali. Il risultato è uno strumento affidabile e utile a risparmiare tempo, soprattutto se cerchi hotel nelle grandi città.
8. Mixel
“Più che postare foto in Rete, mi piace fare collage con quelle che ho scattato con l’iPhone. Ma figurati chi si metterebbe mai a sviluppare un’app per collage.” Quelli di Mixel, ad esempio. Lanciata lo scorso agosto, Mixel è un’app gratuita per iPhone che ti fornisce tutti i possibili strumenti per creare collage in pochi secondi. Scegli un gruppo di foto, le carichi sulla dashboard e cominci a spostarle, ingrandirle, ritagliarle, a ogni tuo movimento Mixel si occuperà di rielaborare un collage esteticamente ragionevole. Puoi scegliere tra una serie di diversi stili e condividere il tutto attraverso i vari social network.
9. Chromatik
Fino a ieri, imparare musica sul web significava nel più frequente dei casi affidarsi a un video di YouTube, in cui qualche sedicente “insegnante” ha caricato i suoi virtuosismi di chitarra o le sue scale al pianoforte. Chromatik prova a trasferire tutti gli aspetti dell’apprendimento musicale su dispositivi connessi. È possibile scambiarsi spartiti, correggerli, evidenziare alcuni passaggi, ma soprattutto associare a questi le proprie esecuzioni e condividerle con il propri insegnante o con altri “allievi”. L’app include anche strumenti come accordatore e metronomo. Se prima l’apprendimento musicale era un processo in gran parte solitario, Chromatik punta a renderlo condiviso.
10. Upworthy
Per finire, un vero e proprio cavallo di razza. Upworthy è un aggregatre di contenuti web. Per essere più specifici, è una sorta di redazione 2.0 che ogni giorno si occupa di cercare, riscrivere e riproporre contenuti validi che per un motivo o per l’altro tendono ad essere ignorati dall’utenza. Attraverso un certosino processo di riscrittura e di perfezionamento, la redazione di Upworthy preleva contenuti poco appetibili, dà loro un vestito nuovo e li ributta nell’arena. Un approccio assai curioso, in un panorama editoriale dove le redazioni sono impegnate in una forsennata corsa a chi pubblica per primo una notizia. Ma a quanto pare ce n’era bisogno, in soli 7 mesi Upworthy ha attratto quasi 9 milioni di nuovi visitatori . Per una media company, è niente meno che un record.

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