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Affitti brevi: come si spiega il successo delle case vacanza

A influire ci sono le richieste dei clienti, l’introduzione della cedolare secca e ovviamente l’effetto Airbnb

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Giuseppe Cordasco

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Nell’ambito del più generale successo che stanno riscuotendo in Italia gli affitti brevi, un ruolo fondamentale lo stanno certamente giocando le case vacanza, che sul fronte delle locazioni di breve periodo rappresentano certamente una delle voci nettamente più consistenti.

Si scopre allora che nel 2017, secondo le rilevazioni del sito CaseVacanza.it, la domanda di affitti turistici nel nostro Paese ha incrementato il suo volume del 10% rispetto all’anno precedente. E parallelamente crescono anche i proprietari che scelgono questa forma di investimento per i loro immobili: +8% rispetto al 2016. Ma quali sono le ragioni di questo vero e proprio boom?

Contesto favorevole

A influire sull’attuale successo degli affitti brevi, soprattutto di carattere turistico, potremmo dire che contribuisce un contesto generale molto propizio, con diversi fattori che giocano a favore.

C’è innanzitutto una richiesta specifica dei clienti, sempre più propensi a optare per una casa vacanza piuttosto che per il solito hotel. In secondo luogo ha contribuito in maniera determinante l’applicazione dei benefici fiscali della cedolare secca anche a questo tipo di locazioni.

Infine, non si può non citare l’effetto complessivamente positivo che ha avuto l’affermarsi del portale Airbnb, che ha certamente contribuito a sdoganare forme diverse di pernottamento durante i viaggi per vacanza.

Trend in crescita

A confermare questo scenario ci sono le parole di Francesco Lorenzani, amministratore delegato di Feries, società cui fa capo CaseVacanza.it.

“Il successo che questa tipologia di ospitalità sta riscuotendo – ha spiegato il manager - è evidente non solo dall’incremento costante di domanda e offerta, ma anche dall’intervento dello Stato nel regolamentare un fenomeno in costante crescita attraverso leggi ad hoc. Solo sul nostro portale abbiamo stimato che il giro d’affari generato dalle case vacanza nel 2018 sarà di 115 milioni di euro, il 15% in più rispetto all’anno scorso”.

E una possibile conferma indiretta di questa attesa evoluzione positiva, arriva tra l’altro dalla constatazione che l’opzione “casa vacanza” è una scelta che attira sempre più anche un pubblico di stranieri, la cui domanda risulta in aumento, al pari di quella degli italiani, del 10%.

Prezzi in aumento

Secondo lo studio di CaseVacanza.it, un soggiorno medio in casa vacanza nel 2017 è durato poco meno di 9 giorni con una spesa media di 630 euro.

In questo senso, l’indagine ha anche rilevato un aumento del prezzo medio pari al 5%, dovuto sia all’adeguamento alla citata cedolare secca, come detto ora in vigore anche per i soggiorni brevi, sia al già sottolineato aumento della domanda, tutti fattori che hanno portato quindi i proprietari a rivedere le loro tariffe al rialzo.

Mete preferite

Dal punto di vista della distribuzione dell’offerta invece , secondo i dati rilevati da CaseVacanza.it, sono tre le Regioni che la fanno da padrone: Sicilia, Puglia e Toscana, che insieme raccolgono il 45% di tutti gli annunci presenti sul portale.

La domanda comunque si distribuisce su tutto il territorio nazionale, con le tre province di Lecce, Rimini e Grosseto che nel corso del 2017 sono state le più richieste in assoluto.

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